Coronavirus, il piano della Regione: "Fino a 587 posti letto in Terapia intensiva"

Il governatore e l'assessore alla Salute hanno fatto il punto sulla tabella di marcia seguita "per non farci cogliere impreparati dall'aumento dei contagi". Al via la selezione degli alberghi per chi deve stare in isolamento. L'attacco a Roma: "Caos a Villa San Giovanni colpa dello Stato"

"Non tutti i cittadini asintomatici risultati positivi possono stare in isolamento nel proprio domicilio ed evitare il contatto con i conviventi, ci sono appartamenti di due stanze. Come si fa a chiedere al cittadino di stare in isolamento in quelle condizioni? Così abbiamo immaginato di avere a disposizione almeno mille posti letti ricavati in residence e alberghi e, se necessario, negli agriturismo". A dirlo, nel corso di una diretta Facebook, il presidente della Regione Nello Musumeci. Accanto a lui l'assessore alla Salute Ruggero Razza. L'intervento del governatore e dell'assessore ha seguito di alcuni minuti la conferenza stampa del premier Conte, che ha illustrato le ultime decisioni adottate dall'esecutivo nazionale. Musumeci e Razza hanno tracciato un bilancio di quanto la Regione sta facendo per la gestione dell'emergenza, annunciando che entro la terza settimana di aprile in Sicilia ci saranno 587posti nei reparti di Terapia intensiva per i positivi al virus che necessitano di più cure.

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Pazienti in isolamento negli hotel

"Abbiamo lanciato - ha sottolineato Musumeci - un avviso pubblico al quale hanno risposto decine di strutture alberghiere. Andranno in queste strutture i pazienti paucisintomatici senza necessità di ricovero appena positivizzati dopo il tampone o dimessi dall'ospedale in condizioni stabili ma positivi al test e, infine, quelli per i quali è  individuata la necessità clinica della quarantena anche senza tampone.

Nessun familiare o amico potrà entrare nelle strutture. Potranno entrare solo i medici e il personale, opportunamenti cautelati, che dovrà fornire colazione pranzo e cena. Il costo della degenza sarà a carico della finanza pubblica.

"Non tutte le strutture - ha chiarito Musumeci - possono essere abilitate, devono essere prima sottoposte a verifiche, che saranno espletate dal personale dell'Asp. Dopo la selezione si passerà alla sanificazione degli spazi e partire già da prossimi giorni entreremo a regime".

Il piano per i ricoveri

Dal canto suo Razza ha illustrato come la Regione si sta preparando ad affrontare l'aumento dei casi nell'Isola con un piano elaborato in base alle previsioni fatte studiando la curva epidemiologica e che punta all'aumento progressivo dei posti in ospedale.

"Oggi - ha detto l'assessore snocciolando i numeri - siamo pronti alla gestione di 213 posti in Terapia intensiva e nelle prossime settimane (entro la terza settimana di aprile ndr) raggiungeremo quota 587 (a Palermo e provincia 162). Ovviamente siamo una regione unica e controlliamo minuto per minuto posti attivati e posti liberi. Oggi ci sono poi 800 posti letto per pazienti Covid, ne attiveremo altri progressivamente fino ad arrivare a una quota finale di 2.798 posti complessivi (194 ad Agrigento, 155 a Caltanissetta, 692  a Catania, 150 a Enna, 458 a Messina, 674 a Palermo, 170 a Ragusa, 160 a Siracusa e 145 Trapani). Questo è anche risultato della collaborazione con i privati".

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Il nuovo decreto del Governo e i poteri della Regione

Proprio oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che uniforma il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l'emergenza. Altro scopo del decreto è avere un maggiore raccordo con le Regioni, che in alcuni casi, sono intervenute in ordine sparso. Non si tratta però di un semplice presa d'atto di quanto già deciso, sono infatti state apportate alcune modifiche. Sono state introdotte sanzioni più dure per chi viola le norme anti contagio. I trasgressori potranno essere puniti con contravvenzioni da 400 a tremila euro. E' stato anche concesso un margine più ampio alle Regioni, che possono adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio ma sempre in raccordo con il Governo centrale che deve ratificarle entro sette giorni. Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni previa comunicazione alla Regione (mai però contrasto con le misure statali ndr).

"La disciplina di 'cornice' ce la riserviamo noi come governo - ha detto Conte - ma lasciamo la possibilità alle Regioni davanti a specifiche situazioni, la possibilitàdi adottare anche misure ulteriori".

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L'esodo verso la Sicilia

All'inizio della conferenza Musumeci è tornato a parlare delle persone che hanno tentato di attraversare lo Stretto, rimanendo di fatto bloccati alle partenze."Ho scritto una lettera al ministro dell'Interno - ha spiegato Musumeci - a proposito delle centinaia di persone che stazionano nel piazzale dell'imbarcadero di Villa San Giovanni dirette in Sicilia. Si tratta di persone che non avevano titolo per entrare in Sicilia e continuano a non averlo. Non avevano titolo però per arrivare fin lì. Hanno raggiunto quella località senza trovare posti di blocco, cosa che avrebbe dovuto fare lo Stato in seguito all'ordinanza prima mia, poi del presidente della Regione Calabria e infine del governo nazionale. Tra le persone in attesa sappiamo che ci sono anche nuclei familiari con bambini, donne in gravidanza, anziani. Le leggi vanno rispettate, la linea della fermezza resta. Sapevano che non potevano attraversare lo Stretto. Io ho fatto quel che dovevo da presidente della Regione. Io non ho poteri per farli entrare in Sicilia, l'ordinanza congiunta del ministro della Salute e di quello dell'Interno parla chiaro. Il rigore si sposa però con lo spirito umanitario. Con l'assessore alla Salute abbiamo pensato di scrivere al ministro Lamorgese dicendo 'lo Stato ha determinato assembramento e lo Stato deve risolvere problema'. Abbiamo suggerito acquisire strutture ricettive dove ospitare almeno le famiglie che hanno persone fragili".

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Sicilia sorvegliata speciale

Per Musumeci è stata anche l'occasione per ribadire la bontà della sanità siciliana. "Stiamo rispondendo - ha sottolineato - in modo puntuale al fenomeno e lo stiamo facendo con un lavoro di squadra. Il piano è il frutto della collaborazione anche tra pubblico e privato, frutto dell'impegno anche dei medici che lavorano in silenzio". "Tutta Italia - ha detto - guarda alla Sicilia con diffidenza, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se il primo focolaio fosse partito dalla Sicilia. Qualcuno avrebbe avuto facile gioco a utilizzare i luoghi comuni con cui si è pensato in maniera irresponsabile di giudicare noi siciliani, non oso immaginarlo. Invece, noi siciliani ci sentiamo parte integrante di questa comunità nazionale, siamo osservati da tutti con diffidenza - ha sottolineato - facciamo in modo di prenderci una piccola rivincita sul piano dell'orgoglio. E la sanità siciliana sta rispondendo in maniera puntuale". 

Frecciatine rivolte però anche agli "amici" siciliani con il sindaco di Palermo e quello di Messina. "Mi hanno criticato quando a fine febbraio ho detto a chi vive al Nord 'non venite per ora'... E adesso..." 

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I senzatetto

"Ci stiamo facendo carico - ha chiarito il governatore - delle persone senzatetto che trascorrono la notte all'addiaccio. A parte l'aspetto umanitario c'è anche un problema di carattere sanitario, perché nessuna di queste persone è stata sottoposta a controllo. C'è diffidenza da parte di queste persone nel farsi avvicinare, alcuni rifiutano persino il ricovero. Noi ci stiamo già pensando e abbiamo individuato le Ipab".

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