Nuove linee tram, il Consiglio tira dritto ma la Regione mette in guardia il Comune

Bocciato l'ordine del giorno presentato dal M5S per togliere dal piano triennale il mega progetto. Argiroffi: "Anomalie nell'iter". L'assessorato Territorio e Ambiente: "La realizzazione delle opere è subordinata a Pums e Vas". Catania e Orlando: "Grati a Sala delle Lapidi, andiamo avanti"

Il rendering del tram in via Libertà

Il Consiglio comunale conferma il suo sì alle nuove linee del tram, ma restano i dubbi sull'iter seguito dall'amministrazione per il progetto. Sala delle Lapidi ha bocciato ieri sera l'ordine del giorno, presentato dal Movimento 5 Stelle, che chiedeva il ritiro in autotutela dell'emendamento al Piano triennale delle opere pubbliche nella parte in cui prevede il progetto di fattibilità tecnico-economica e l'approvazione della variante al vigente Piano regolatore generale.

Secondo la consigliera pentastellata Giulia Argiroffi, il progetto preliminare per le tratte A, B, C, E1 e dei parcheggi interscambio andava ritirato perché privo della Vas (Valutazione ambientale strategica) e del Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile). Una posizione presa in forza di una duplice nota al Comune da parte dell'assessorato regionale Ambiente e Territorio, che ha ravvisato la mancanza dei due documenti. Un problema sollevato anche in commissione Urbanistica che, non ha caso, ha già convocato il Responsabile unico del procedimento Marco Ciralli e il capo area dell'Urbanistica Nicola Di Bartolomeo.

"Avevamo chiesto di sentire prima gli uffici e poi discutere l'ordine del giorno" ha riferito Giulio Tantillo, componente della commissione Urbanistica con la Argiroffi. "Ieri però - ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia - c'è stata una fuga in avanti della consigliera grillina. Ecco perché abbiamo deciso di uscire dall'Aula". L'ordine del giorno è stato respinto dalla maggioranza e così l'iniziativa del M5S - che durante la votazione ha trovato l'appoggio di "pezzi" dell'opposizione e del democratico Arcoleo - è stata "stroncata".

"Alle iniziali anomalie tecniche ed economiche che abbiamo riscontrato analizzando l’iter del progetto - ha dichiarato Argiroffi - si è aggiunta la corrispondenza Comune-Regione dalla quale si evince l'illegittimità dell’approvazione. Mi chiedo come i miei colleghi consiglieri possano mettere valutazioni politiche davanti al bene della città".

"Siamo grati al Consiglio - hanno invece affermato il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alla Mobilità Giusto Catania - che ha ribadito la volontà politica di portare avanti il progetto del tram per realizzare le nuove linee in tutte le periferie e collegare queste con il centro della città. Si conferma la linea dello sviluppo di una mobilità sostenibile, che sempre più potrà offrire alternative credibili al traffico privato". E tra i consiglieri di maggioranza, il capogruppo di Palermo 2022 Toni Sala ha aggiunto: "Il tram a Palermo è un processo ormai irreversibile e si inserisce nella nostra visione del futuro. Oggi abbiamo difeso in Consiglio il progetto delle nuove linee che è determinante per la città dei prossimi decenni".

Il ricorso al Tar

Nel mese di gennaio una sessantina tra cittadini, professionisti e associazioni si sono rivolti al Tar per chiedere l'annullamento, previa sospensione, della deliberazione del Consiglio 596/2018 che ha come oggetto la "Approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2018/2020 e dell’elenco annuale 2018". Ad assistere la cordata di quelli che l'assessore Catania aveva definito "nemici della città" c'è l'avvocato Carlo Pezzino Rao. Al centro del ricorso alcune presunte irregolarità e la mancanza in via preventiva di alcuni atti propedeutici. La prima udienza si è svolta la scorsa settimana e si attende a breve che i giudici amministrativi si esprimano.

La Regione bacchetta il Comune

Per integrare il ricorso l'avvocato Pezzino Rao ha acquisito alcuni documenti relativi a uno scambio di note fra l'assessorato regionale Territorio e Ambiente e gli uffici comunali del Servizio trasporto pubblico di massa e piano urbano del traffico. Il dialogo fra i due enti comprende una nota in cui il dirigente regionale Mario Parlavecchio, preso atto dei progetti avviati da Palazzo delle Aquile e delle conseguenze che potranno avere sul traffico anche in vista dei parcheggi intermodali (Don Bosco, De Gasperi, Boiardo e Francia), mette sull'attenti il Comune.

Nell'atto viene chiesto all’amministrazione di "avviare contestualmente, presso questa autorità competente, la procedura di valutazione ambientale strategica (Vas) e del redigendo piano urbano di mobilità sostenibile", ricordando che la realizzazione delle opere "è subordinata al buon esito dell’espletamento delle procure ambientali di cui al punto precedente". Nella sua risposta l’ingegnere Ciralli ha fatto presente che è stato avviato il "percorso partecipativo del piano e per la valutazione dello stato conoscitivo e degli obiettivi/scenari selezionati" nonché il lavoro per la "redazione della proposta di Pums con contestuale avvio della Vas da sottoporre al Consiglio". Pums che, all’indomani dell’esito del concorso di progettazione, secondo l’ex assessore Emilio Arcuri sarebbe stato presentato entro novembre scorso.

Senza Vas e Pums progetto congelato

"L’emanazione di due decreti regionali e i ristretti termini procedurali imposti - ha scritto il Rup quasi giustificandosi - ha determinato l’anticipazione di alcuni interventi infrastrutturali in materia di parcheggi, già compresi nei vigenti strumenti pianificatori, interamente realizzabili rispetto al complesso degli interventi che sono limitato stralcio, sia per importo che per incidenza sul territorio, delle complessive azioni infrastrutturali del redigendo Pums". Ma la Regione, dopo aver snocciolato sommariamente le conseguenze per la mobilità rispetto ai piani del Comune, è tornata a ribadire: senza Vas e Pums le opere in questione (i parcheggi di interscambio) pregiudicherebbero l'iter per la realizzazione delle nuove linee.

La anomalie sul concorso e sulla commissione

Sul concorso del tram a maggio scorso erano emerse altre presunte anomalie diventate oggetto di due esposti. Una di queste riguarderebbe la presidenza della commissione che ha valutato i progetti, affidata a un ex dirigente ad interim poi tornato a rivestire i panni del funzionario: l’architetto Li Castri. Il suo incarico è stato oggetto di varie proroghe volute direttamente dal sindaco. Un altro problema riguardava proprio la commissione, che sarebbe stata nominata in difformità alla procedura consigliata dall'Autorità nazionale anticorruzione

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