Consiglio comunale, via libera alle nuove tariffe della Tari: ma niente stangate

Alla Rap 6 milioni di euro in più all'anno. Ecco cosa cambia per le tasche dei palermitani. La maggioranza difende il provvedimento: "Palermo ha aliquote più basse di quelle di Roma, Milano o Napoli". Critiche dalle opposizioni: "Il servizio così non va"

Via libera in Consiglio comunale alle nuove tariffe della Tari, la tassa sull'immondizia, ma senza stangate. Gli aumenti deliberati per le famiglie (da 30 centesimi a 5 euro all'anno) verranno compensati dalle detrazioni previste (fino al 30%); mentre per i negozi il tributo è stato ridotto, seppur di poco: meno di 40 centesimi a metro quadrato. La novità dell'atto portato in "zona Cesarini" dalla Giunta a Sala delle Lapidi è rappresentata dalla lotta all'elusione: il Comune infatti ha rintracciato 1,2 milioni di metri quadri non dichiarati da utenze domestiche e non domestiche, che consentono di aumentare il gettito della Tari di 6 milioni di euro: da 122 milioni a 128 milioni. Soldi destinati alla casse della Rap, società in piena sofferenza finanziaria, con un capitale sociale eroso e perdite quantificate in 12 milioni di euro nel 2018. 

Le nuove tariffe Tari, decise dall'amministrazione comunale, sono state approvate non senza tensioni in Consiglio. La delibera last-minute di ieri sera (data limite per le modifiche alle aliquote) è arrivata in Aula dopo la bocciatura in commissione Bilancio ed è passata al termine di una seduta ricca di fibrillazioni. Non poteva essere altrimenti vista la tempistica e i malumori anche all'interno della stessa maggioranza. Per le tasche dei palermitani cambia poco rispetto all'anno scorso: una famiglia con tre persone che vive in un appartamento di 100 metri quadri pagherà 1,35 euro in più; cifra che sale a 2,66 euro se i componenti sono quattro e fino a 4,86 euro per cinque persone. La stangata, insomma, non c'è stata. Ed è un risultato che rivendica con forza la maggioranza degli orlandiani. "Solo maggiori incassi dalla lotta a evasione" tiene subito a precisare Dario Chinnici, capogruppo del Pd. "Nessun aumento della Tari nonostante gli allarmi ingiustificati delle opposizioni che non hanno nemmeno letto le carte - aggiunge -. Anzi la nostra città ha aliquote più basse di quelle di Roma, Milano o Napoli. I 6 milioni in più di gettito ridurranno le perdite della Rap, a cui però la città chiede più sforzi: servizi efficienti, una nuova organizzazione del personale ed isole ecologiche. Solo così avremo una società più solida e una Palermo più pulita, in attesa che la Regione realizzi quella settima vasca che consentirà anche ad altri comuni di conferire a Bellolampo".

Il Consiglio ha approvato anche un ordine del giorno che impegna l'amministrazione a presentare entro 45 giorni il piano di risanamento della Rap, il piano industriale e il bilancio 2018, e destinare i soldi ricavati dalla lotta all'evasione al futuro taglio delle tariffe. "Adesso però bisogna puntare sulla lotta alla morosità, così da aumentare le somme incassate nei tempi previsti, e migliorare il servizio reso dalla Rap, con investimenti mirati e nuove isole ecologiche che migliorino la performance aziendale" dice Toni Sala, capogruppo di Palermo 2022. "Le nuove tariffe - sottolinea inoltre - sono determinanti per mantenere pubblico il servizio".

La "narrazione" delle opposizioni è tutta un'altra musica. La prima bordata arriva da Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia: "Abbiamo votato contro la delibera  che prevede un aumento di alcuni milioni del contratto di servizio, perché all'aumento non corrisponde un servizio adeguato. Manca il piano industriale, il budget economico-previsionale, il programma degli interventi e il piano finanziario Tari 2019. Insomma una delibera da rispedire al mittente. Il presidente della partecipata cominci a riorganizzare l'azienda e renda più decorosa l'immagine della città. Porti in Aula il piano della pulizia dei marciapiedi, delle strade e intervenga per eliminare le buche. Abbiamo dato 45 giorni di tempo per presentare un nuovo piano aziendale, poi prenda atto della realtà e ne tragga le conseguenze".

Igor Gelarda, capogruppo della Lega, rincara la dose: "L'aumento della Tari per le famiglie palermitane è l'ennesima presa in giro dell'amministrazione comunale alla città. L'incremento della tassa inciderà poco sulle tasche dei contribuenti, ma è il principio quello che conta: piuttosto che ristrutturare il servizio di raccolta dei rifiuti, che è penoso, il sindaco Orlando aumenta le tasse. Pensi piuttosto a fare la lotta agli evasori, quelli veri, e non tartassare, come al solito, chi paga regolarmente. Orlando ormai ha perso la rotta nei confronti di una città che non lo vuole più". 

Il grupo del M5S, che nel weekend ha organizzato banchetti e proteste contro la modifica delle aliquote Tari, parla di "conferma dell'incapacità degli attuali amministratori di Palermo". Aggiungendo che "questa maggiorazione della Tari, voluta dal sindaco Pd Orlando, altro non determinerà che vessare quei cittadini che pagano regolarmente le tasse; quando invece bisognerebbe effettuare una lotta serrata agli evasori totali. Si tratta di una misura che peraltro non evita un disastro da tempo annunciato: non aiuta la Rap ad uscire dalla crisi né tantomeno garantisce ai cittadini un migliore servizio. Per evitare il fallimento della Rap, infatti, serve un piano di risanamento. Non è chiaro, inoltre, cosa succederà a partire da agosto, quando sarà esaurita la sesta vasca, e la Rap si ritroverà a non sapere dove conferire i rifiuti".

Sandro Terrani, capogruppo di Mov139, è una delle voci critiche della maggioranza. In commissione Bilancio si è astenuto, determinando il disco rosso per l'atto. Al termine della seduta di Consiglio, a risultato acquisito, tiene a ribadire: "Adesso basta, bisogna lavorare ad un serio ed efficiente piano industriale che dia un servizio eccellente e nel contempo garantisca i livelli occupazionali della Rap, dove mancano circa 500 unità in organico. Il Comune dà soldi in più alla Rap, ma questa volta bisogna gestirla per come si deve, anche perché non ci sarebbero poi scusanti. L'evasione e l'elusione fiscale - conclude - provoca un danno a tutta la società, toglie ai poveri ed agli onesti per dare ai ricchi. Dunque sveglia alla Rap e tutti a lavoro per ridare ai palermitani una città più vivibile".

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