Consiglio, Sinistra Comune si smarca dalla maggioranza: "Per la presidenza votiamo Evola"

La decisione è stata presa dopo l'incontro col sindaco: "Per noi il criterio della discontinuità, usato per la composizione della Giunta, vale anche a Sala delle Lapidi. Vicepresidenza? Scegliamo Forello". Maggioranza già in fibrillazione: rischio rottura?

Barbara Evola con Giusto Catania

Sinistra Comune si smarca dalla coalizione di maggioranza e per la presidenza del Consiglio lancia Barbara Evola. Così hanno deciso i quattro consiglieri del gruppo - oltre alla Evola, Giusto Catania, Katia Orlando e Marcello Susinno - al termine dell'incontro di oggi con il sindaco Leoluca Orlando.

Il sindaco insiste sulla continuità in Consiglio comunale. In altri termini sulla riconferma dell'uscente Totò Orlando. Un metodo che Sinistra Comune non condivide. Il che non va letto come un "no" alla persona: “Non abbiamo pregiudiziali - dicono i quattro consiglieri neo-eletti - ma riteniamo che il criterio della discontinuità, scelto dal sindaco sulla composizione della Giunta, debba essere valido anche per l’elezione del presidente del Consiglio comunale". L'esclusione di Sinistra Comune dalla Giunta, dopo l'esperienza già dal 2012 al fianco del sindaco, diventa così un precedente. E siccome indietro non si può tornare, Catania e compagni ritengono che "sia necessario individuare un metodo politico per l’individuazione del prossimo presidente di Sala delle Lapidi, superando questo dibattito imperniato sui nomi che rischia di mandare in frantumi la maggioranza alla prima votazione".

"Compito del capo della coalizione - aggiungono rivolgendosi al sindaco - è impedire questo possibile disastro individuando un luogo collettivo della discussione, che deve essere l’assemblea di tutti i consiglieri di maggioranza”. Insomma stop a incontri bilaterali tra il sindaco e i gruppi consiliari, ma una riunione plenaria. "Solo quella, nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio, può essere la sede per la decisione finale da sottoporre al voto dell’aula. Nella stessa sede si dovrà discutere della composizione e delle presidenze delle commissioni, al fine di giungere ad un accordo complessivo che guardi alla valorizzazione delle competenze". E' questo l'unico punto di contatto tra Sinistra Comune e il primo cittadino, che stasera (alle 19) incontrerà Mov139 e Palermo 2022. E alla fine del "giro" dovrà comunque tirare le somme.

Per il 7 agosto, quando si riunirà per la prima volta il nuovo Consiglio comunale, la proposta avanzata da Sinistra Comune è di votare Barbara Evola alla presidenza e Ugo Forello per il ruolo di vice. Alla base c'è un "ragionamento politico articolato in cinque punti": "Valorizzare un’area politica della maggioranza che prima di tutte, per cinque anni ininterrotti di governo, ha dato sostegno alla visione e all’idea di città di Leoluca Orlando; dare visibilità al mondo della scuola che, riconoscendosi nell’operato dell’amministrazione comunale di Palermo, ha votato in massa per Orlando; fare una scelta di genere, visto che mai una donna è stata chiamata a presiedere il Consiglio, dando spazio a una figura con esperienza istituzionale che conosca i meccanismi della macchina comunale; rinnovare il gruppo dirigente della città".

Sulla vicepresidenza, infine, Sinistra Comune rifiuta qualsiasi vincolo della maggioranza. Essendo la carica appannaggio dell'opposizione. "Abbiamo assunto la decisione di votare come vicepresidente Ugo Forello, anche in questo caso sulla base di considerazioni politiche: il consigliere del M5S infatti è espressione del gruppo più grande della minoranza". Con un altro criterio, quello del risultato elettorale, anche Marianna Caronia ha avanzato il nome di Forello. Un modo per provare a stoppare Giulio Tantillo, nome gradito alla maggioranza, dopo il "no" che la stessa Caronia ha ricevuto dagli orlandiani. 

A questo punto bisogna prendere in mano la calcolatrice, perché i numeri diventano "ballerini" sia per la presidenza che per la vicepresidenza. Oltre a Sinistra Comune, anche in Mov139 e Palermo 2022 ci sono almeno altri quattro consiglieri che non voterebbero Totò Orlando. Uno di questi è Fabrizio Ferrara, che non ha fatto mistero di ambire allo scranno più alto di Sala delle Lapidi avendo ottenuto il maggior numero di consensi nella lista Mov139. "Totò Orlando - dice Ferrara - è il nome che aggrega di meno, era chiaro sin dal primo momento. Perché s'insiste? Vorrei che qualcuno me lo spiegasse". Il consigliere Ferrara - e non solo - potrebbe avere una risposta già stasera durante il vertice col sindaco. Intanto il rischio di rottura in partenza della maggioranza diventa concreto.

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