Sala delle Lapidi, arriva Italia Viva e Orlando serra le fila: verso un nuovo gruppo

La mossa del primo cittadino dopo l'adesione di 8 consiglieri di maggioranza al partito di Renzi e in vista dell'allargamento della Giunta. Un unico gruppo dovrebbe riunire i consiglieri eletti nelle liste del sindaco. Ritorno di fiamma per il civismo politico?

Il sindaco Leoluca Orlando a Sala delle Lapidi

Riunire in un unico gruppo i consiglieri eletti a Sala delle Lapidi nelle liste espressione del sindaco. E' questa la mossa che Leoluca Orlando - in base alle indiscrezioni raccolte da PalermoToday - avrebbe in serbo per serrare le fila, dopo l'adesione di otto consiglieri di maggioranza a Italia Viva e in vista dell'allargamento della Giunta da 8 a 11 assessori. 

Domani in Aula verranno formalizzati i due gruppi renziani: Italia Viva e Sicilia Futura per Italia Viva, che a onor del vero hanno incassato il via libera del Professore nell'alveo della maggioranza. Sabato, a Catania, l'ex premier Matteo Renzi presenterà ufficialmente il suo nuovo partito. Orlando conta varare il gruppo unico prima dell'arrivo di Renzi in Sicilia. E per questa ragione ieri, a Palazzo delle Aquile, ha chiamato in camera caritatis i consiglieri di Mov139, Palermo 2022 e Comitati civici. Presenti quasi tutti i cosiglieri di questi gruppi tranne Totò Orlando.

Mov139 e Palermo 2022, dopo le Amministrative, hanno perso pezzi per strada. Fabrizio Ferrara, Sandro Terrani, Mimmo Russo e via cantando hanno fatto le valige verso altri lidi. A conti fatti sono rimasti 7 consiglieri: il presidente del Consiglio Totò Orlando, Paolo Caracausi, Valentina Chinnici, Toni Sala, Massimiliano Giaconia, Giulio Cusumano, Claudio Volante (eletto nei Corraggiosi di Ferrandelli ndr), ai quali si potrebbe aggiungere Valentina Caputo (eletta con Uniti per Palermo, poi Sicilia Futura, ora al Misto).

Il sindaco vorrebbe convogliarli tutti in un gruppo nuovo, che andrebbe a comporre la maggioranza assieme a Sinistra Comune, Italia Viva e il Pd (o quel che resta di esso). La mossa del sindaco punta a controbilanciare il peso dei renziani - che complessivamente sono 8 - e "giustificarebbe", se ci è consentito il termine, la nomina dei nuovi assessori fuori dal contesto dei partiti. 

Un ritorno di fiamma per il civismo politico che Orlando ha portato avanti nella campagna elettorale del 2017? Di certo sarebbe una retromarcia perché il sindaco nel febbraio 2018 ha aderito al Pd e assieme a lui il vicesindaco Fabio Giambrone (candidato ma non eletto alla Camera coi dem) e successivamente il consigliere Francesco Bertolino (ora Italia Viva). Orlando però, a quanto pare, non avrebbe rinnovato la tessera del Pd. Un capitolo chiuso. Non solo. Dopo aver aperto la Giunta ai partiti, ora vorrebbe respingerli di nuovo indietro. 

L'operazione del sindaco, finora condotta sottotraccia, dovrebbe chiudersi a stretto giro di posta. Un'accelerazione voluta dallo stesso Orlando, entrato in pressing sui consiglieri della sua maggioranza. Domani, quando il sindaco rienterà in città (oggi è a Roma), è stato convocato un nuovo incontro. Il Professore avrebbe chiesto a tutti i precettati di dare una risposta. Alcuni però avrebbero storto il naso e manifestato più di un dubbio: queste le indiscrezioni che trapelano dal palazzo di città. Orlando non avrebbe dato nessun aut aut, ma sarebbe sua intenzione lanciare al più presto il gruppo unico. Meglio se entro sabato, quando Renzi sarà in Sicilia. Staremo a vedere chi tra questi 7-8 consiglieri dirà "sì" e chi "no". Tra i contrari ci dovrebbe essere Claudio Volante: l'avvocato da tempo avrebbe allacciato un dialogo con Diventerà Bellissima, il partito del governatore Musumeci, e quindi potrebbe subito tirarsi fuori.

Le perplessità degli altri consiglieri, sin dall'inizio al fianco di Orlando, sarebbero invece di ordine politico. Si tratta solo di un contrappeso all'interno della maggioranza o dietro ci sarebbe un progetto finalizzato alle prossime elezioni amministrative? Questi sono alcuni quesiti che domani dovrebbero essere discussi con il sindaco, al pari delle ricadute che quest'operazione avrà sull'allargamento della Giunta. A tal proposito, sempre secondo indiscrezioni, i tre nuovi assessori non dovrebbero essere espressione dei partiti. 

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