Nuove regole per "scaro" e mercato ittico: gestione al Comune, multe per chi non differenzia

Il regolamento, approvato dal Consiglio dopo sei anni, chiude le porte a privati o società miste. Le uniche esternalizzazioni riguardano il servizio bar e il rifornimento ghiaccio. Al dirigente del Suap la direzione dei mercati. Tutte le norme in un testo unico

Il mercato ortofrutticolo (foto archivio)

La gestione dei mercati generali resta in mano al Comune. La chiusura a privati o società miste è totale. Così come le esternalizzazioni dei servizi, eccetto il bar e il rifornimento del ghiaccio. Le ex municipalizzate si occuperanno di pulizia, parcheggio e accesso, wi-fi. II regolamento - approvato dal Consiglio (30 voti favorevoli, 1 astenuto, nessun contrario) - racchiude in un testo unico le norme che disciplinano l'attività dell'ittico e dell'ortofrutticolo, che fino all'intervento di ieri in Aula erano datate rispettivamente 1964 e 1971.

Nel testo approvato viene formalizzata la raccolta differenziata, già imposta ai concessionari nei mercati con un'ordinanza sindacale: 200 euro la penalità per chi non ricicla i rifiuti; cifra che sale a 250 euro per chi li abbandona nell'area mercatale. Una sfilza di sanzioni sono previste per chi viola le regole in materia di calendari e orari, gestione dei magazzini di vendita e deposito, circolazione dei veicoli, ordine interno. Previste multe fino a 500 euro. A vigilare sarà la polizia municipale che distaccherà nei mercati "un congruo numero di agenti". Nessun presidio fisso, i vigili urbani saranno impiegati a rotazione. Dopo le contrattazioni tra grossisti e venditori al dettaglio, il mercato sarà aperto per due ore anche ai consumatori.   

Il direttore dei mercati - ortofrutticolo ed ittico - sarà il dirigente del Suap. A questi si potrà affiancare un vicedirettore, scelto tra il personale comunale titolare di una posizione organizzativa. I vertici del mercato hanno la responsabilità sul funzionamento, l'organizzazione e il personale che opera allo "scaro" e all'ittico. All'interno dei mercati potrà lavorare solo chi è iscritto al registro delle imprese artigiane: sia che si tratti di società o cooperative sia di facchini autonomi. I concessionari potranno farsi coadiuvare da coniugi e parenti entro il terzo grado o da dipendenti, purché in regola. Necessaria una posizione assicurativa aperta e la certificazione Hccp.

Il regolamento stabilisce i criteri per l'assegnazione dei posteggi: gli anni di attività, il volume di affari e il numero dei dipendenti verranno presi a riferimento per il rilascio delle concessioni. L'assegnazione dei posti avverrà attraverso un avviso pubblico e durerà sette anni. Il Comune sarà chiamato a calcolare gli indici di significatività dell'attività commerciale: se per tre anni non verranno raggiunti i parametri minimi relativi a quantità e valore della merce si perde il diritto alla concessione. Gli operatori di ittico e ortofrutticolo potranno pagare canoni e tariffe per i posteggi di vendita in rate mensili, trimestrali e semestrali. In caso di mancato versamento, dopo 30 giorni, il Comune può disporre la revoca delle concessioni. 

Sala delle Lapidi archivia così un documento atteso da sei anni. Era il 2013 quando Marco Di Marco, assessore alle Attività produttive della scorsa sindacatura, aveva predisposto l'atto. Di quel documento è rimasto ben poco: in questa consiliatura dopo il passaggio nella competente commissione, il regolamento è approdato in Aula a cavallo tra gennaio e febbraio scorso, ma è stato subito stoppato. Un fronte trasversale - da Giulio Tantillo (Forza Italia) a Giusto Catania (Sinistra Comune) - lo ha revisionato, eliminando ogni possibile apertura a gestioni private o miste che inizialmente erano contenute nella proposta di delibera dell'ex assessore Di Marco. E' iniziato così un lavoro di riscrittura che - grazie alla mediazione di Ottavio Zacco (Sicilia Futura), presidente della commissione Attività produttive - ha permesso di portare in Consiglio un testo condiviso, peraltro approvato con larga maggioranza. 

"Grazie al lavoro trasversale di tutti i gruppi politici coinvolti - affermano i consiglieri di Sinistra Comune - la gestione di mercati è rimasta al Comune, che attraverso il dirigente del Suap vigilerà sul loro andamento. Le prescrizioni del regolamento serviranno a garantire una buona funzionalità dei mercati, il cui controllo rimarrà pubblico. La polizia municipale assicurerà infatti il rispetto delle regole e si occuperà di prevenire illeciti o abusi all'interno del mercato. Il passaggio successivo sarà la riprogrammazione nel piano urbanistico delle aree da destinare ai mercati, per rilanciarli e dare respiro alle attività economiche". L'idea è quella di spostare i due mercato fuori dal centro. Bonagia l'area già individuata da tempo. "Il prossimo passo - aggiunge Dario Chinnici, capogruppo del Pd in Consiglio - deve essere lo spostamento dei mercati in una posizione più consona, consentendo di riqualificare lo spazio del porto e di riportare alla normalità la situazione nei pressi della Fiera". 

Per il trasferimento dei mercati "attendiamo una proposta di delibera della Giunta". Così Giulio Tantillo, capogruppoo di Forza Italia, secondo cui "le problematiche relative ai mercati sono tutt'altro che risolte. Il Consiglio ha fatto un piccolissimo passo in avanti, modificando regole obsolete di ben sessanta anni fa. Il regolamento votato a Sala delle Lapidi è completamente diverso da quello proposto dall’amministrazione, basti pensare che la proposta pervenuta in Aula prevedeva un gestore esterno. Il mercato è della città e rimarrà gestito dal Comune". Per Toni Sala (Palermo 2022), il regolamento è "una risposta forte da parte dell’amministrazione comunale ai problemi ormai atavici dei mercati". Mentre il collega di gruppo Massimo Giaconia plaude ad un intervento normativo che "incide in uno dei settori vitali per l'economia della città".

"Possiamo finalmente dire che abbiamo approvato un regolamento snello - afferma Ottavio Zacco (Sicilia Futura) - che non lascia spazio a libere interpretazioni e garantisce il normale svolgimento del lavoro dei concessionari, sotto il controllo dell’amministrazione comunale a garanzia dei cittadini, utenti finali. Un regolamento che elimina ogni possibilità di una gestione dei mercati da parte di privati, ma che non preclude la nascita di un nuovo sistema di mercato generale con un’eventuale compartecipazione della Regione e di soggetti privati". L'ex presidente della commissione Attività Produttive, Paolo Caracausi, parla di "regole certe in risposta alle esigenze degli operatori, ma anche dell’amministrazione". E aggiunge: "La figura del direttore del mercato sarà garante del buon andamento delle strutture". Il consigliere Alessandro Anello invece sottolinea "il metodo di lavoro applicato per apportare le modifiche al regolamento, che ha visto coinvolti sia i capigruppo che i presidenti delle commissioni competenti. Spero che possa essere adottato anche per altri atti da approvare in Consiglio". 

Sandro Terrani, capogruppo Mov139, si dice convinto che "una maggiore presenza dei vigili urbani garantirà più controlli contro l'abusivismo e una stretta sugli accessi". "Dopo ben sei anni il Comune mette a norma e in sicurezza i mercati cittadini, con un conseguente sviluppo futuro del comparto che potrà avere ricadute anche sul turismo" dichiara il gruppo del Movimento 5 Stelle, secondo cui "il regolamento approvato è garanzia di trasparenza, legalità e di efficienza. Adesso ci dedicheremo agli altri regolamenti che la vecchia politica ha dimenticato in un cassetto da anni, come quello sui rifiuti e quello sulla pubblicità".

"Lo spirito di grande collaborazione e sinergia superpartes che ha animato il lavoro su questo regolamento è quello che auspichiamo, nel rispetto dei ruoli di maggioranza ed opposizione, perché anche su altri provvedimenti si possa procedere in tempi brevi. Si tratta di provvedimenti indispensabili non solo per dare regole certe ma anche per stimolare un circuito positivo di nuova economia ed occupazione in città" afferma il sindaco Leoluca Orlando. Sulla stessa scia l'assessore Leopoldo Piampiano, che conclude: "E' un metodo di lavoro importante che ci auguriamo possa proseguire anche per dare risposte concrete alle categorie produttive che investono ed operano a Palermo e che giustamente hanno sottolineato l'urgenza di strumenti più moderni e adeguati a chi fa impresa".

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