A Villa Igiea arrivano 38 delegazioni ma è polemica: "A Parigi c'era il mondo, a Palermo flop clamoroso"

Inizia la Conferenza internazionale sulla Libia. Giallo sulla presenza di Haftar. Renzi: "Macron ha mostrato a Conte come si organizzano questi eventi. Mentre i big erano in Francia a discutere di pace e di futuro, i due leader italiani erano uno alla fiera del motociclo, l'altro a insultare i giornalisti su Facebook"

Giallo sulla presenza del generale Khalifa Haftar

Sono complessivamente 38 le delegazioni che stanno arrivando a Villa Igea tra cui, come si apprende da fonti di Palazzo Chigi, anche rappresentanti dell'Onu, dell'Unione africana, della Lega Araba, del FMI e della Banca mondiale. Intanto sono in corso i primi tavoli tecnici, alla Conferenza internazionale sulla Libia, su sicurezza ed economia, in attesa dell'arrivo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e degli altri ospiti del vertice che si terrà fino a domani a Palermo. Sono già arrivati diversi ambasciatori, accolti a Villa Igea, e alcuni rappresentanti dei paesi che partecipano agli incontri. Il premier Conte è arrivato questo pomeriggio.

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Domani pomeriggio, al termine del vertice, Conte terrà una conferenza stampa, alla quale potrebbe anche partecipare il Rappresentante speciale e capo della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé. In mattinata sono arrivati a Palermo il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, e la sua delegazione per participare alla conferenza mondiale in programma oggi e domani. A riportare la notizia è il sito di 'The Address' citando proprie fonti. 

Conte già a Palermo, si attende il generale Haftar

E' giallo invece sulla presenza del generale Khalifa Haftar, comandante dell'Esercito nazionale libico. Lui verrà a Palermo ma non sarà presente. Potrebbe arrivare a Palermo per incontri a margine della Conferenza ma senza prendervi parte ed evitando foto di gruppo. Haftar potrebbe partecipare a un summit collaterale al quale sarebbero presenti anche i presidenti di Egitto, Tunisia, Ciad e Niger, e i primi ministri russo e italiano. Il summit di cui parla The Address, che ieri era stato smentito sulla  notizia del presunto viaggio lampo del premier Giuseppe Conte a Bengasi, si dovrebbe tenere lontano da Palermo e dopo l'inizio della conferenza.  

Ci sarà sicuramente il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi, come rende noto il portavoce Bassam Rady, in un comunicato riportato oggi dal quotidiano egiziano al Ahram. Rady ha precisato che il presidente egiziano parte oggi alla volta del capoluogo siciliano per una visita di due giorni. Sisi ha avuto sabato scorso un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il quale, sempre secondo quanto riportato da al Ahram, al Sisi ha rimarcato la posizione dell’Egitto a sostegno dall’unità territoriale della Libia e delle sue istituzioni nazionali, così come il proprio rispetto della volontà della popolazione, che “contribuiranno al ritorno della stabilità e della sicurezza in Medio Oriente”.

Renzi: "Palermo? Flop clamoroso"

Intanto va giù duro Matteo Renzi: "Ieri a Parigi c'era il mondo, da Trump a Putin: tutti ospiti di Macron per ricordare la Prima Guerra Mondiale. L'Italia di Conte e di Moavero Milanesi aveva studiato bene il  calendario e pensato di organizzare una bella conferenza sulla Libia in Italia, il giorno dopo Parigi, contando sulla presenza 'in zona' di tutti i grandi leader. Purtroppo nessuno dei grandi - che pure hanno partecipato in massa a Parigi - ha deciso di accogliere l'invito italiano. La credibilità in politica estera è una cosa seria, non si improvvisa. Per chi conosce le regole degli incontri internazionali e della diplomazia quello di Palermo è purtroppo un flop clamoroso. E io, da italiano, sono molto dispiaciuto".

"Macron - aggiunge l'ex premier - ha mostrato a Conte come si  organizzano gli eventi internazionali. E mentre il mondo era a Parigi  a discutere di pace e di futuro, i due leader del governo italiano erano uno alla fiera del motociclo, l'altro a insultare i giornalisti su Facebook".        

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