Catania vuole il M5S nella maggioranza, i grillini: "Disponibili ma niente alleanze"

Sulla scorta del Conte-bis, l'assessore e leader di Sc lancia l'idea di un'intesa coi pentastellati: "Vanno coinvolti anche nel governo della città". Replicare il modello giallorosso a Palermo? Forello ci sta: "Sì ad accordi col Pd, lo avevo anticipato". Le destre gridano all'inciucio

L'assessore Giusto Catania

Allargare la maggioranza di Sala delle Lapidi al Movimento 5 Stelle e coinvolgerlo anche nel governo della città. L'apertura ai grillini - dopo la nascita a Roma del Conte-bis - arriva dall'assessore all'Ambiente, nonché leader di Sinistra Comune, Giusto Catania. Che in sostanza propone uno schema politico speculare rispetto al governo giallo-rosso, dove il M5S è alleato di Pd e Leu. Un fronte progressista che, auspica Catania, possa "consentire una nuova fase della vita politica ed amministrativa della città in grado di guardare con fiducia al 2022". 

La reazione degli ortodossi del M5S e dei fuoriusciti (Forello e Argiroffi) non si fa attendere. "Nessuna alleanza" dicono i consiglieri comunale grillini, che però ribadisocono la loro "incondizionata disponibilità a supportare atti concreti come, ad esempio, la revoca immediata del provvedimento che aumenta le ore di sosta a pagamento nelle zone blu. Sarebbe un bel segnale di disponibilità e ascolto delle proposte del Movimento 5 Stelle da parte della Giunta, ma soprattutto sarebbe qualcosa di utile per i cittadini". Concetta Amella, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo e i consiglieri di circoscrizione ringraziano "Catania per l'apertura a noi rivolta" ma precisano che "il Movimento 5 Stelle è e resterà all'opposizione. Come abbiamo fatto finora, avendo a cuore esclusivamente l'interesse dei cittadini, continueremo a collaborare con l'amministrazione comunale e con tutti coloro i quali desiderano realmente lavorare per il bene di Palermo".

Insomma un "nì", molto democristiano, che non respinge del tutto l'apertura di Giusto Catania. L'esponente della Giunta Orlando rivendica di sver lanciato per primo l'idea di un "dialogo con il M5S". Quando? "All'inizio di questa nuova consiliatura, nel 2017, mentre i grillini praticavano la linea dell'isolazionismo, Sinistra Comune propose e votò Ugo Forello, il loro candidato sindaco, come vice presidente del Consiglio Comunale. Fummo molto criticati per questa apertura di credito, senza chiedere nulla in cambio, ai consiglieri di Cinque Stelle. La politica deve avere la capacità di guardare oltre il proprio naso ed evidentemente oggi quella nostra intuizione, dopo mesi di sbandamento alla rincorsa di Salvini, risulta politicamente sensata".

"In questi due anni - prosegue Catania - non sono mancati gli scontri, anche duri, con i consiglieri del M5S che troppo spesso hanno confuso Sala delle Lapidi per un tribunale o per una seduta di psicoterapia. Ma ci sono stati anche momenti di convergenza sui valori e sui principi che devono governare sempre i processi amministrativi. Anche nei momenti più duri, in questi due anni, ho continuato ad orientarmi con la bussola della politica, non chiudendo mai ponti perfino davanti agli insulti e alle mistificazioni. Per questa ragione mi pare che sia maturo il tempo, anche alla luce della nuova fase politica nazionale, per allargare la maggioranza in Sala delle Lapidi: non solo per ampliare i numeri della maggioranza consiliare, ma anche per aprire un cantiere di confronto sulle grandi questioni politiche della città: ambiente, gestione dei rifiuti, mobilità urbana, il nuovo piano regolatore, la gestione del suolo pubblico, la cultura, la scuola, le politiche di bilancio. Credo che la nascita del nuovo governo Conte possa perfino appianare i dissensi interni al gruppo consiliare grillino, che nel frattempo si è lacerato".

Ugo Forello, che assieme a Giulia Argiroffi, ha abbandonato il gruppo consiliare del M5S, prende subito la palla al balzo. "Mi fa piacere - afferma a PalermoToday - che Giusto Catania abbia riconosciuto i problemi interni alla maggioranza orlandiana e abbia auspicato un accordo che io stesso, qualche settimana fa avevo sollecitato in Consiglio. In un periodo di crisi finanziaria come questo è necessaria una svolta al governo della città. Ritengo corretto un patto d'Aula su atti importanti come ad esempio il regolamento sui rifiuti e quello sulla pubblicità. Da parte mia non è mai mancata e non mancherà mai responsabilità e collaborazione". L'obiettivo, tanto di Forello quanto di Catania, è anche quello di sbloccare l'attività d'Aula, letteralmente finita in un pantano. "E' sotto gli occhi di tutti - riprende Forello - che il Consiglio si sia fermato perché la maggioranza non ha più la forza per proseguire. Da qui a fine anno bisogna trovare un accordo per approvare delibere importanti per i cittadini".

Il clima, rispetto a qualche tempo fa, è cambiato. Il vento giallo-rosso che soffia da Roma ha appianato anche quelli che Catania ha definito "momenti più duri" nel rapporto tra il M5S e lo schieramento di centrosinistra che sostiene Leoluca Orlando. "L'alleanza giallorossa? Io l'ho anticipata nei tempi. I fatti adesso mi danno ragione. L'accordo con il Pd è più consono ai valori del M5S. La sfida è una vera alleanza programmatica a livello territoriale per contrastare le destre e i populisti". A Palermo - secondo Forello, che in questa fase rimarrà indipendente ("Nessun ritorno tra i grillini") - "si può continuare a scontrarsi con Orlando o tendere una mano alla città. Certo se cambiasse la strategia di governo della città... Sarebbe opportuno sedersi attorno ad un tavolo e decidere le cose da fare".

"Ho letto che l’assessore Catania ritiene che sia maturo il tempo per allargare la maggioranza in Consiglio e al Governo della città.
La prima cosa che mi sono chiesta - dichiara la consigliera comunale Giulia Argiroffi - di quale governo parla visto che in questa città non c’è alcun governo. Alcuni consiglieri l’hanno pure ringraziato. Io credo che non ci sia proprio nulla di cui dovere ringraziare l’assessore Giusto Catania. La sua proposta per quanto mi riguarda è irricevibile e se non avessi sperimentato la sua arroganza la riterrei anche ingenua. Ma si è chiesto quale persona di buonsenso potrebbe pensare di condividere con lui e il sindaco il disastro di questa amministrazione? Con quello che ho visto in questi anni e per come la città è ridotta con Catania ed Orlando Palermo non ha né speranza né futuro. Non abbiamo proprio nulla in comune e non voglio averne".

Dal Pd e dal resto della maggioranza nessun commento finora, da destra invece si grida all'inciucio. Igor Gelarda, capogruppo della Lega in Consiglio, parla di "ennesime dichiarazioni inopportune di Giusto Catania, che spera che dopo la nascita del Conte bis, anche a Palermo il Movimento 5 Stelle possa appoggiare la maggioranza a Palazzo delle Aquile. Significherebbe appoggiare Leoluca Orlando, contro il quale il Movimento 5 Stelle si è scagliato in maniera forte sin dall'inizio. E' vero - continua l'esponente della Lega - che inizialmente parte del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle abbia usato toni relativamente morbidi nei confronti di Orlando. Toni morbidi che furono motivo di scontro all'interno dello stesso gruppo consiliare. Ma la base grillina nasce in opposizione a Orlando e ha continuato in questi due anni in chiave anti Orlando. Faccio appello ai consiglieri grillini perché mantengano la loro integrità politica e la loro dignità e facciano cadere nel vuoto le pericolose lusinghe di chi forse, pure peggio del sindaco Orlando, ha incarnato in questi ultimi anni l'orlandismo sotto il quale Palermo è stata seppellita. Mi riferisco ovviamente a Giusto Catania. Ci sono esche avvelenate in giro, come quelle che Giusto Catania ha appena offerto ai grillini palermitani. Dopo l'alleanza col partito di Bibbiano allearsi con chi ha ridotto Palermo in questo modo sarebbe uno schiaffo alla città. E credo che determinerebbe la scomparsa definitiva del Movimento 5 Stelle anche a Palermo".

Rincara la dose Sabrina Figuccia, consigliere dell'Udc: "Una maggioranza a pezzi, ormai ridotta alla canna del gas, che va alla disperata ricerca di puntelli e di sostegni per continuare a sopravvivere e rimanere aggrappati alla poltrona. Non, non è la storia del governo Conte bis, ma quello che sta succedendo a Sala delle Lapidi. Il clamoroso endorsement dell’assessore Catania nei confronti dei grillini è la dimostrazione pratica di come Orlando e suoi abbiano compreso che ormai in Consiglio comunale la loro maggioranza è diventata un tutti contro tutti ed ecco, quindi, che il sindaco e i suoi assessori fanno l’ennesima giravolta, come se nulla fosse. Una sorta di appello disperato con il piattino in mano, per ottenere sostegno magari in cambio di qualche strapuntino di piccolo cabotaggio".

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