Centri per l'infanzia penalizzati dal Coronavirus, Gallina: "Servono interventi straordinari"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ho raccolto l’appello di singoli titolari degli asili nidi privati e del comitato nazionale EduChiamo per evitare lo spauracchio del fallimento di una delle più preziose attività per la collettività: i servizi per l'infanzia.

Un settore particolarmente colpito dall'emergenza Coronavirus è quello dell’istruzione. I centri per l’infanzia chiedono garanzie per il futuro, visto che - a causa dell'emergenza sanitaria - queste attività sono chiuse ma devono ugualmente sostenere tutte le spese di gestione (dipendenti, tasse, affitti eccc...).

Il comitato nazionale EduChiAmo ha inoltrato una lettera al premier Conte, al governatore Musumeci e al ministro dell'Istruzione Azzolina chiedendo una serie di provvedimenti dal credito d’imposta per il canone di locazion al taglio delle aliquote Irap per l'anno fiscale 2020, passando per la sospensione degli ammortamenti immateriali e materiali e il sostegno economico una tantum a copertura delle perdite dei mesi di chiusura forzata. 

Si tratta di provvedimenti indispensabili per poter restituire alle famiglie quanto versato per quei mesi oppure consentire la completa detraibilità delle rette sostenute dalle famiglie per i medesimi mesi. Chiesto anche l’azzeramento dei tributi locali per tutto il periodo di chiusura. In alternativa a queste misure, viene proposta la conversione del “bonus babysitter” in una quota di rimborso da erogare alle strutture.

Infine, qualora i servizi educativi per l’infanzia (soprattutto per la fascia 0-3) non dovessero sopravvivere all’emergenza Covid-19, il problema si ripercuoterebbe sui genitori al loro rientro al lavoro e sui Comuni in quanto entrambi hanno beneficiato dei privati per rispondere ad una domanda di posti ben più alta della propria offerta. In ogni decreto o finanziaria, il segmento “0-3 anni” viene puntualmente dimenticato, nonostante i soli nidi privati coprano il 70% del territorio nazionale e sono per lo più microimprese, al 90% gestite da donne.

"Personalmente - afferma Giovanni Gallina, consigliere al Comune di Carini - ritengo che servano interventi economici straordinari ed è per questo che sposo in pieno l’iniziativa di questa categoria così colpita dal Covi-19. Utilizzerò tutti i mezzi per far arrivare le loro istanze alle istituzioni. Chiedo alla Regione un tavolo tecnico di confronto".

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