Cimitero di Ciaculli, Ribaudo: "Ecco cosa è accaduto in aula"

Il capogruppo del Pid al Consiglio comunale dà la sua versione dei fatti sulla questione del nuovo camposanto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ecco cosa prevedeva la delibera e cosa è accaduto in aula secondo Doriana Ribaudo, capogruppo del Pid al Consiglio comunale

Il progetto del cimitero inizialmente non riguardava solo Ciaculli bensì altre due aree, la Molara e Baida, su tali aree tuttavia, in seguito ad osservazioni da parte di cittadini, fu impossibile procedere. Rimase così la sola area di Ciaculli a ridosso del Comune di Villabate. Quest’area era stata già precedentemente individuata dal vecchio piano regolatore, un’area di circa 6,4 ettari. Tuttavia in quegli anni gli uffici non tennero conto della fascia di rispetto che  sarebbe addirittura ricaduta sul territorio di Villabate. Occorreva arretrarsi ma arrentrandosi quella stessa area si riduceva a meno di 4 ettari. Fu così allora, nel 2003, che si decise di ampliare il progetto a dei terreni limitrofi tenendo conto del fabbisogno di loculi della nostra città. In quei 4 ettari infatti si sarebbero potuti realizzare non più di 5 mila loculi, troppo pochi per Palermo, più strade e parcheggi. Inizia così l’iter burocratico del nuovo cimitero modificato ben 3 volte per la presenza di siti militari, archeologici e per la presenza di falde acquifere: tutto in stretta collaborazione con Genio Civile, che obbligò il Comune a prevedere ben 28 km di nuove strade (naturalmente), Ass. Territorio Ambiente e Soprintendenza di Palermo che obbligò il Comune a prevedere una vasta area di verde, a recuperare e valorizzare i siti archeologici presenti e a prevedere loculi di 3 piani al massimo oppure interrati.

Tutto questo complessivamente per realizzare circa 28 mila posti per le salme, tra loculi di vario genere e campi d’inumazione. Il costo di questo cimitero si aggirava a circa 70 mln di euro, chiaramente una cifra esorbitante ma necessaria per realizzare un cimitero di una tale capienza. Nel progetto si prevedeva l’inserimento di quest’opera nel piano triennale con fonte di finanziamento il project financing. Questo non voleva dire decidere una volta e per sempre che a realizzare il cimitero fossero privati, voleva dire semplicemente fare i conti con i Bilanci non del Comune di Palermo ma dei Comuni italiani nell’anno in corso, senza precludere in alcun modo che se si fossero trovate fonti di finanziamento diverse si sarebbe potuto tornare indietro. Alcuni hanno per prima alzato gli scudi su questa possibilità ma senza soluzioni alternative. L’accusa principale è stata quella che avremmo creato il cimitero dei ricchi: bugie! I prezzi dei loculi o quanti destinarli gratuitamente a chi non ha reddito (mia proposta) non era oggetto di questa delibera ma, qualora si fosse proceduto al project financing, di un’apposita convenzione che avrebbe stipulato non Cammarata nè un altro Sindaco bensì il Consiglio Comunale. Nonostante questo e nonostate questo progetto fosse stato votato favorevolmente dalla quasi totalità dei componenti della commissione urbanistica compresi i due consiglieri del PD, Pellegrino e Filoramo, e la sola astensione del Presidente Spallitta, questo in aula non è valso. In poco tempo si può anche cambiare idea, occorre solo interrogarsi sul perchè.

Il primo emendamento approvato infatti preclude la possibilità del project financing. Su questo noi non ci siamo strappati assolutamente i capelli anche se avrebbe voluto dire fare i conti con l’impossibilità di trovare nell’immediato dei fondi. Non finisce qui. Gli emendamenti successivi eliminano anche l’allargamento del cimitero, limitandolo all’area precedentemente individuata ma che da 6,4 ettari si era ridotta a nemmeno 4. A questi emendamenti gli uffici danno un parere negativo. L’approvazione infatti avrebbe significato rifare un nuovo progetto, ricominciare da capo l’iter burocratico quindi non meno di altri 5 anni. Nonostante le dichiarazioni degli uffici l’opposizione ha ritenuto opportuno andare avanti e approvare queste modifiche perchè “non era giusto espropriare terreni”, terreni, teniamo a sottolineare, in gran parte abbandonati. A quel punto ci siamo ritrovati una delibera che anche se approvata non avrebbe avuto più alcun effetto, quel progetto non era più attuabile e per questo motivo abbiamo votato contro. Adesso gli uffici dovranno iniziare da capo con la consapevolezza che quell’area non sarà minimamente sufficiente al fabbisogno della città. Qualcuno ci ha anche rimproverato di voler costruire più loculi che campi d’inumazione perchè i loculi fanno più business, allora per fugare ogni dubbio io e il capogruppo del Pdl abbiamo presentato un emendamento per aumentare i posti nei campi d’inumazione ma a nulla è servito, l’obiettivo non era quello. Oggi è stato raggiunto, però, un solo traguardo: dire no al nuovo cimitero di Palermo per i prossimi 15 anni.

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