L'affondo di Miccichè: "Alcuni politici sfruttano la morte dei migranti in mare per il consenso"

Il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II è intervenuto all'inaugurazione dell’installazione "Acqua Passata¿" in piazza del Parlamento. L'opera vuole ricordare le migliaia di persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo

"Non per tutti è Acqua Passata quello che è successo nel Mediterraneo, oggi pensiamo a commemorare diciottomila persone che dal 2013 sono morte in mare, ma vogliamo anche celebrare i tanti che sono arrivati sani e salvi quelli che comunque ce l’hanno fatta e che oggi sono integrati, coloro per i quali il mare ora è alle spalle e quindi è diventato acqua passata”. A dirlo è Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, presente ieri in piazza del Parlamento per l'apertura dell’inaugurazione dell’installazione "Acqua Passata¿", ideata dall’artista palermitano Cesare Inzerillo e dal direttore generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso con la collaborazione del Comune di Lampedusa e Linosa, dell’assessorato alle Culture del Comune, del Centro Regionale per la progettazione e per il restauro e di Snapshots from the borders e del compositore – sound designer Gabriele Giambertone.

Un modo per ricordare la tragedia del 3 ottobre 2013 e dei 366 uomini, donne e bambini di nazionalità eritrea che persero la vita a 800 metri dall’isola dei Conigli di Lampedusa. In ricordo dei diciottomila migranti che dal 2013 sono rimasti cadaveri nel Mediterraneo. "Acqua Passata" apre al pubblico oggi, in occasione della ricorrenza di domani per sostenere la richiesta all’Ue di istituire la "Giornata Europea della Memoria e dell’Accoglienza”.

"Siamo qui - ha sottolineato Miccichè - anche in nome del diritto al lutto che per tanti è un lusso: ho vissuto personalmente la testimonianza del dolore di chi perde un familiare in mare. E purtroppo quel corpo, molto spesso, rimane disperso. Ho fatto una battaglia anche nel mio partito e considero una barbarie il fatto di non cercare di salvare tutti coloro che fuggono da guerra e fame e penso alle tante madri, sorelle, mogli che attendono ancora una telefonata dai loro congiunti. L’arte che fa pensare, l’arte contro il disinteresse e l’approssimazione delle idee, opere che ci invitano alla riflessione. Non posso credere che ci siano politici così cattivi da sperare che i migranti muoiano, fanno il loro mestiere di politici, sanno che così raccolgono consenso e vanno avanti".

Miccichè ha poi ricordato che il Parlamento siciliano lo scorso 12 giugno ha approvato una legge che promuove una cultura di pace e l’educazione alla nonviolenza e per favorire la naturale vocazione della Sicilia a rappresentare un "ponte di pace" tra i popoli del Mar Mediterraneo. Ed è stato individuato il 2 ottobre di ogni anno come Giornata della Pace, della Nonviolenza e dei Diritti umani in Sicilia, in coerenza con la giornata internazionale della nonviolenza proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

A spiegare il senso dell’installazione e dell’evento è anche Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II. “'Acqua passata', con un punto interrogativo che è sempre dietro l’angolo, deve diventare un elemento di riflessione, di memoria consapevole per quelle morti in mare dei migranti che rischiano di restare silenziose. Oggi inneggiamo alla vita e andiamo contro quell'indifferenza che è simboleggiata da un gioco perverso di un calcio balilla che indifferente digerisce elementi della quotidianità, elementi sacri della vita, e allora tutti insieme da questa piazza che si trasforma gridiamo il nostro no all'indifferenza".

In piazza c’era anche il sindaco di Lampedusa, Totò Martello: "È un'opera d’arte per non dimenticare i morti e che serve a far riflettere gli italiani ma anche gli europei. In questo periodo abbiamo assistito a vicende talmente repressive e oscurantiste nei confronti di un fenomeno così importante come quello dei migranti che è diventato indispensabile far capire cosa è successo nel Mediterraneo e cosa succederà se il problema non viene affrontato da tutti i paesi europei".

Mon è passata inosservata la presenza dei tanti rappresentanti delle comunità religiose della città. Tra i quali Don Piero Magro, direttore dell’ufficio della Diocesi per l’Ecumensimo e il Dialogo interreligioso; l’Imam Mustafà della moschea di piazza del Gran Cancellerie con alcuni membri della comunità islamica; Father Russel Ruffino, Cappellano della chiesa Anglicana di via Roma; esponenti della chiesa Valdese Metodista e Monsignor Michele Polizzi, parroco della Cappella Palatina, scrigno d’arte e simbolo della secolare tradizione di accoglienza della città.

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