Dubbi sull'utilizzo di 80 beni confiscati, interrogazione del M5S al Comune

I consiglieri pentastellati chiedono il "rispetto delle convenzioni e più trasparenza". Da un'analisi delle assegnazioni fatte a enti del terzo settore emergerebbero delle incongruenze rispetto alle attività pubblicizzate su social e siti internet

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sui circa 80 immobili, dei complessivi 408 beni confiscati alla mafia di proprietà comunale, che l’amministrazione ha assegnato al terzo settore con specifica finalità sociale, allo scopo di valorizzarli e renderli fruibili alla più ampia cittadinanza. “L’intento è quello di conoscere l’effettivo utilizzo che viene fatto dagli affidatari una volta ricevuto il bene e che tipo di controllo svolge il Comune per garantire il rispetto della convenzione”, affermano i consiglieri del Movimento.

“L’incongruenza riscontrata tra le finalità sociali delle assegnazioni e le attività pubblicizzate su social e siti internet di riferimento - afferma Viviana Lo Monaco, consigliere comunale M5S - ci impongono un approfondimento al fine di tutelare tutte quelle associazioni e cooperative del terzo settore, che certamente dedicano energia, attenzione e sensibilità, nel rispetto delle convenzioni e delle leggi. Abbiamo inoltre chiesto al Comune - continuano la consigliera cinquestelle - se esistono casi in cui l’amministrazione si sia trovata costretta a revocare anticipatamente la concessione, ad esempio a seguito di verifiche specifiche che hanno evidenziato una inadempienza da parte dell’assegnatario rispetto alle attività o finalità oggetto della convenzione".

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“Per il M5S è di fondamentale importanza il valore della trasparenza e della legalità - spiegano le deputate alla Camera, Valentina D’Orso e Roberta Alaimo - a maggior ragione quando si tratta della gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata”.

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