Rifiuti, si complica lo svuotamento di Bellolampo: 20 camion respinti a Catania

I mezzi che fanno la spola con la discarica Oikos di Motta Sant'Anastasia sono stati rispediti indietro dall'Arpa e dai gestori dell'impianto perché l'immondizia non sarebbe stata trattata correttamente. Catania chiede "più collaborazione tra le istituzioni"

Dei 120 camion che questa settimana hanno fatto la spola con la discarica Oikos di Motta Sant'Anastasia, una ventina sono tornati indietro carichi di rifiuti. Respinti dall'Arpa e dai gestori dell'impianto perché l'immondizia non sarebbe stata trattata correttamente. Intoppi che complicano le operazioni di svuotamento di Bellolampo. A breve partiranno i conferimenti dell'immondizia tal quale (ovvero non trattata) nei tre siti individuati dalla Regione: mille tonnellate al giorno destinate alle discaricge di Enna, Alcamo e Lentini.   

"A Bellolampo ci sono in totale 25 mila tonnellate di rifiuti accatastati nei piazzali e non 70 mila tonnellate, come ha scritto l'Arpa nella sua relazione" ha detto l'assessore comunale all'Ambiente, Giusto Catania, che ha chiesto "maggiore collaborazione istituzionale affinché Palermo possa superare le criticità dovute alla saturazione di Bellolampo".  L'Arpa, inoltre, non ha ancora dato il via libera all'ordinanza del sindaco che prevede tra le altre cose di utilizzare parte dei rifiuti organici trattati (misti a terra e inerti) per la copertura della sesta vasca. Si tratta della cosiddetta "sagomatura", che consentirebbe alla Rap di risparmiare sui costi del trasferimento dei rifiuti in discariche fuori Palermo.

"I pareri di Arpa non sono omogenei. Il sindaco non ha potuto ancora firmare l'ordinanza perché l'Arpa ha detto sì alla sagomatura delle prime cinque vasche e non della sesta. Non è possibile che per l'Arpa i rifiuti usciti dal Tmb non sono buoni e per il Noe sì. Per queste ragioni ho chiesto e ottenuto un incontro con il direttore generale dell'Arpa Francesco Vazzana, che si terrà lunedì. Non vogliamo privilegi: gli organi di controllo trattino le strutture pubbliche così come i privati". Parole pronunciate dall'assessore Catania oggi in Consiglio comunale nel corso di una nuova seduta sull'emergenza rifiuti. Emergenza che ha determinato maggiori costi per Rap, con il rischio di un potenziale squilibrio nei conti del Comune. Finora però il Ragioniere generale non ha ravvisato che gli extra costi siano attribuibili alla responsabilità del Comune e quindi non ha avviato la procedura, prevista dal regolamento di contabilità, per il riequilibrio di bilancio.

La Regione è intervenuta in soccorso del Comune annunciando il traferimento di 7 milioni, sotto forma di anticipazione, per ristorare i costi sostenuti per la gestione del percolato delle vasche esauste di Bellolampo. "E non - ha precisato Ugo Forello, consigliere ex M5S - con un impegno di spesa per i costi di conferimento dei rifiuti in altra discarica. L'amministratore unico della Rap ha ribadito in Aula che la partecipata, per il solo 2019, dovrebbe far fronte ad un spesa straordinaria di circa 15 milioni di euro, sui quali è possibile (ma ancora non certo) una riduzione di circa un terzo. Per tali motivi emerge allo stato un possibile disequilibrio economico-finanziario di almeno 10 milioni che sarebbe a carico delle casse comunali. Stiamo valutando l'opportunità, quali forze di opposizione, di richiedere l'intervento del ragioniere generale in forza dell'articolo 36 del regolamento di contabilità".

Staremo a vedere come andrà a finire questa iniziativa condivisa da pezzi dell'opposizione. Frattanto, il Consiglio ha calendarizzato per lunedì la discussione sul regolamento rifiuti finalizzato all'istituzione della figura dell'ispettore ambientale. "La Srr - ha annunciato l'assessore Catania - ha dato la disponibilità di 30 addetti per effettuare i controlli nelle zone dove è già in vigore il porta a porta. Ciò produrrà un aumento dei livelli di raccolta differenziata. Spero che Sala delle Lapidi approvi la delibera quanto prima".

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