Bellolampo, Figuccia lancia l’allarme: "Una nuova terra dei fuochi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“In questa giornata di incontri sull’emergenza Bellolampo saremo pronti a stanare ogni tipo di atteggiamento ecumenico che a Palermo, negli anni ultimi quarant’anni, non è che un mero slogan di apertura a logiche consociative quelle che non hanno mai fatto gli interessi dei palermitani". Lo dice Vincenzo Figuccia, parlamentare dell’Udc all’Ars . "Orlando è al rush finale e l’ormai ex sindaco che lo sapeva fare – prosegue il deputato centrista - continua a tenere in stallo una città, la quinta d’Italia, impantanata nella marmellata dei rifiuti. Se a ciò si aggiunge che le responsabilità ascrivibili alla politica, sono dirottate fallacemente sulle incongruenze dell’arpa verso la quale bisognerebbe nutrire maggiore rispetto, quale organo indipendente, espressione del diritto alla tutela ambientale e alla salute dei siciliani, siamo davvero al paradosso. Oggi, il fregio dell’accoglienza che veste l’operato ipocrita dell’amministrazione Orlando sembra quasi estendersi ad una nuova esortazione: i palermitani sono chiamati alla convivenza con nuovi ospiti, quei sacchetti di spazzatura che restano davanti alle porte delle nostre abitazioni. Una presenza sempre più costante che a quel punto, rende armonico e soave ogni tipo di ecumenismo. Prendere seriamente in mano la situazione significa invece ripartire dalla consapevolezza che lo strumento anacronistico della discarica indifferenziata ha già fatto il suo tempo e che bisogna lavorare alla realizzazione di impianti innovativi per lo smaltimento dei rifiuti. Bellolampo – conclude - va chiusa senza se e senza ma in una città dove si sta consumando un nuovo genocidio che nel silenzio omertoso di taluni, ripropone scenari rievocativi di una nuova 'terra dei fuochi'”.

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