Bagheria, il comune verso il dissesto Il sindaco: “Situazione drammatica”

Sono oltre 25 i milioni di euro di debiti fuori bilancio che pesano sulle casse del Comune. Di questo denaro 11 milioni sono riservati all'Ato Coires, il servizio di raccolta dei rifiuti

Potrebbe arrivare entro il 30 novembre 2012 il dissesto del comune di Bagheria. E’ stato lo stesso sindaco Vincenzo Lo Meo e a sottolineare il momento dovuto ai mancati trasferimenti nazionali e regionali (entrate che per legge spettano agli Enti pubblici e che ammontano a poco meno di 8 milioni di euro). “Non abbiamo potuto chiudere il bilancio 2012 – ha detto Lo Meo – il Consiglio comunale non ha condiviso gli aumenti dell’Imu e dell’Irpef e anche questo ha contribuito a determinare il dissesto finanziario”.

Il primo cittadino di Bagheria, durante una conferenza stampa che si è svolta questa mattina, si è poi soffermato su tutte le azioni compiute dall’amministrazione per cercare soluzioni alternative, tra queste anche un viaggio a Roma, presso il Ministero degli Interni, per verificare tutte le possibili soluzioni. A dare un po’ di numeri, il dirigente del settore finanziario, la dottoressa Vincenza Guttuso che annuncia che sul sito del Comune ci saranno continuamente aggiornamenti sulla situazione.

“I debiti fuori bilancio ammontano, al momento a 25.543.106,13 euro di cui 11.931.574,13 solo per Ato Coires, il servizio di raccolta dei rifiuti, i trasferimenti nazionali ammontavano nel 2011 a 8.570.805,54 euro e per il 2012 a 5.517.196,16 cui vanno sottratti la sanzione per il mancato rispetto del patto di stabilità pari a 1.156.558 euro e 385.519,47 euro per la mancata copertura dei costi dei servizi a domanda individuale, per cui il totale dei trasferimenti nazionali ammonta a 3.975.118,69. Quelli regionali invece sono passati dai 3.708.490,57 del 2011 ai 3.065.364,43 del 2012.

In particolare i debiti fuori bilancio sono stati analizzati settore per settore, a tal proposito ha preso la parola il dirigente dei Lavori Pubblici, l’ingegner Giovanni Mercadante, al cui settore afferisce la mole più ingente, 11.479.956,44 euro di debiti, che - come sostenuto dal dirigente – “sono da ascrivere soprattutto agli espropri. Si sta alacremente lavorando al recupero degli oneri ci concessione, ed una somma pari ad  1 milione e 400 mila euro è già in entrata, senza contare la ricerca a ritroso risalendo sino al 1990, su immobili che non hanno l’agibilità, stiamo inoltre attivando le procedure per riordinare i locali in funzione della tipologia utilizzando gli immobili nostri e quelli confiscasti alla mafia per un risparmio di circa 80 mila euro all’anno e ancora stiamo recuperando le somme dei  creditori dei servizi delle lampade votive, degli spazi per gli stand del mercato rionale e emettendo i ruoli per il servizio idrico risalente al  2006 – 2007 quando  la funzione era in capo al Comune per il quale si prevede un’entrata di  1.350.000 euro”.

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