All'Ars nuovo scontro Miccichè-M5S per i vitalizi: "Legge ineccepibile", "Fumo negli occhi"

Polemica dopo il vertice romano con i tecnici del ministero per gli Affari regionali. Il numero uno di Sala d'Ercole: "Abbiamo chiarito dubbi, non chiesto l'ok". I pentastellati: "Casta non rinuncia a privilegi". Figuccia (Udc): "Riduzioni ridicole"

Slitta a domani la discussione generale sul ddl che prevede il taglio dei vitalizi in Sicilia. Ad annunciarlo è stato il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, rinviando la seduta a domani alle 16. Ad apertura dei lavori, dopo il semaforo verde al ddl sulla formazione, il numero uno di Sala d'Ercole aveva annunciato lo sblocco dell'iter del testo di riforma.

La legge - che prevede un taglio dei vitalizi del 9 per cento per cinque anni e che, dunque, non recepisce la norma pensata da Roma - è stata al centro di un confronto tra lo stesso Miccichè e il ministero per gli Affari regionali. Proprio in vista del faccia a faccia la scorsa settimana il cammino del ddl in Aula era stato "congelato".  

“Abbiamo incontrato gli esperti del ministero con i quali abbiamo discusso alcuni punti su cui avevamo dei dubbi", spiega Miccichè chiarendo di non essere andato "a Roma per chiedere un ok". "Per quanto mi riguarda -aggiunge - ritengo che la proposta di legge sui vitalizi sia ineccepibile dal punto di vista costituzionale. Ma con i tecnici ministeriali non ci siamo assolutamente soffermati su questo aspetto, anche perché non è di loro competenza"

Di diverso avviso il Movimento Cinque Stelle. "Il via libera da Roma? È solo un’invenzione di Miccichè", tuonano le deputate Angela Foti e Jose Marano, componenti della commissione Vitalizi. Le pentastellate definiscono "ridicolo il viaggetto romano. Speriamo anche questo non a spese dei siciliani, che è servito solo a buttare fumo negli occhi dei siciliani e a nascondere le vergogne di una politica ancorata alla zattera alla deriva della peggior casta, che non solo non vuole assolutamente rinunciare ai suoi privilegi, ma ha presentato un emendamento a firma Cracolici e Lupo che addirittura, spudoratamente, aumenta la spesa". "Ho tentato invano -  dice Foti - di chiedere al presidente Micciché chiarimenti che andassero oltre il suo solito tergiversare, non esiste alcuna nota e nessuna pezza d’appoggio per le sue teorie. Siamo sconvolte dall’approssimazione e da un presidente che delegittima la stessa Assemblea andando a mendicare pacche sulle spalle o presunti via libera".

Di "ennesimo giro a vuoto" parla Vincenzo Figuccia. "Si continua a rinviare per non risolvere la questione. Il disegno di legge inciucio in realtà appare lontano anni luce dalla conferenza Stato-Regione che obbligava le regioni ad adeguarsi alla normativa nazionale pena la riduzione dei trasferimenti per 70 milioni di euro". Per Figuccia "di fatto il disegno di legge esitato dalla dalla commissione dei 'super poteri speciali' altro non fa che ridurre di meno di un terzo gli sprechi e ancor peggio, dando carattere temporale a un provvedimento che tra 5 anni ci vedrà ricominciare con un punto e a capo. Il taglio del 9% previsto dal testo è assolutamente ridicolo e questo appare addirittura drammatico se lo si mette in rapporto con un innumerevole platea di persone che in pensione non potranno andare mai malgrado i 40 anni di lavoro, con contributi non cumulati e con un mercato sempre più flessibile con sempre meno garanzie. In queste condizioni non si comprende perché i pochi nella casta debbano continuare a beneficiare dei privilegi. Non mollerò la battaglia fino a quando avrò fiato per una vera questione morale per la quale faccio un appello a tutti parlamentari di votare con voto palese, di metterci la faccia, nella consapevolezza che alla presidenza dell'Assemblea non importa che il testo possa essere impugnato e che si possano perdere le risorse ma importa soltanto che si salvino i privilegi".

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