Spese pazze all'Ars, Cracolici condannato a risarcire 346 mila euro

Lo ha stabilito la Corte dei Conti. Cracolici, oggi assessore regionale all'Agricoltura, risponde per le spese sostenute nella scorsa legislatura quando era capogruppo del Partito democratico

Nuova condanna emessa dalla Corte dei Conti per le cosidette "spese pazze" all'Assemblea regionale siciliana. I giudici contabili hanno condannato Antonello Cracolici a risarcire 346.317 euro, circa 200 mila in meno rispetto alla cifra inizialmente contestata. Oggi assessore regionale all'Agricoltura, Cracolici risponde in qualità di capogruppo del Pd nella scorsa legislatura.

"Sono turbato per questo giudizio - commenta il diretto interessato - che arriva dopo la richiesta di archiviazione in sede penale e per le cui contestazioni il gruppo parlamentare del Pd ha fornito ogni minuziosa attestazione relativa alle spese sostenute, producendo il tutto in giudizio". Cracolici sottolinea che non lo si accusa di aver messo "un solo euro in tascà nè di non aver spiegato come è stato speso ogni singolo euro". Piuttosto, si è voluto addebitare la responsabilità al rappresentante del gruppo parlamentare non per spese sostenute nell'interesse personale, ma per una "interpretazione postuma" sulla coerenza delle spese sostenute dal partito.

"Sono un uomo pubblico e rispettoso delle istituzioni - conclude Cracolici - e come tale ho rispetto totale della magistratura. La mia fiducia rimane intatta anche in presenza di una sentenza che non condivido ma che sono fiducioso sarà profondamente riformata in sede di appello, che produrrò ai sensi di legge".

“La sentenza della Corte dei Conti - sottolinea il segretario regionale Pd Fausto Raciti - sorprende, specie alla luce della recente decisione della Procura che in merito alle stesse spese ha avuto un orientamento opposto, chiedendo l’archiviazione. Da questa sentenza esce comunque intatta la moralità di Antonello Cracolici, che oggi è chiamato a rispondere solo in qualità di legale rappresentate del gruppo parlamentare del PD nella scorsa legislatura”. “A essere contestate - prosegue Raciti - non sono infatti spese ‘personali’ ma spese relative all’attività del gruppo parlamentare, tutte documentate e riscontrabili, che sono state ritenute non coerenti in base ad una ‘interpretazione postuma’”. “Il solo fatto che alla fine della scorsa legislatura il gruppo parlamentare del PD all’Ars abbia lasciato un attivo di circa 800 mila euro – conclude Raciti - dimostra la correttezza e la buona fede della gestione. Siamo insomma di fronte ad una sentenza ‘meramente amministrativa’ che in alcun caso intacca lo spessore politico e morale di Antonello Cracolici”.


 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Insospettabile palermitana si prostituiva: la vicenda finisce a processo

  • Tragedia a Bellolampo: uomo ucciso da una cavalla durante il parto, grave il figlio

  • I "tre coni" del Gambero Rosso a Cappadonia: suo il gelato più buono della Sicilia

  • Documenti falsi e truffa sulle protesi, bufera all'ospedale Civico: arrestato primario

  • Incidente a Monreale, scontro frontale tra due auto sulla circonvallazione: un morto

  • Nuova tragedia in sala parto: neonata muore alla clinica Triolo Zancla

Torna su
PalermoToday è in caricamento