L'Ars abolisce le Sovrintendenze, anzi no: "Solo un refuso"

Il caso sollevato dal Partito democratico, in merito a una norma inserita nella legge di stabilità. La precisazione dell'assessorato alla Cultura: "Un mero errore materiale, che gli uffici stanno già correggendo"

Palazzo dei Normanni - sede dell'Ars

La Sicilia pronta a dire addio alle Sovrintendenze? Sì, anzi ... no. Quella che sembrava una volontà messa nera su bianco, è stata derubricata a "refuso". E' la cronaca di una giornata all'Ars. Nella versione della legge di stabilità regionale che circolava stamani (approvata dal Governo regionale, ma non ancora giunta a Sala d'Ercole) l'articolo 14 prevedeva l'abolizione delle Sovrintendenze. Letta la norma, il Pd è insorto. Il capogruppo Giuseppe Lupo ha chiamato in ballo l'assessore Vittorio Sgarbi. Il collega di partito Antonello Cracolici sui social ha ironizzato "Senza soprintendenze la Sicilia 'diventeràunfarwest'", citando il movimento politico del governatore "Diventeràbellissima":

Le acque si sono calmate solo dopo qualche ora. "Il governo - ha chiarito lo stesso Lupo - ha dichiarato in conferenza dei capigruppo che si tratta di un refuso. E' chiaro ed evidente che il ruolo delle opposizioni in quest'Assemblea è chiaramente quello di controllare ciò che èprevisto dai documenti finanziari, rigo per rigo, parola per parola".

"Non c'è alcun motivo per agitarsi - dice Sergio Gelardi, capo di gabinetto dell'assessore regionale dei beni culturali Vittorio Sgarbi -. Non è prevista alcuna abolizione delle Sovrintendenze. Si tratta di un mero errore materiale, ovvero di un refuso che gli uffici stanno già correggendo. Se si legge, infatti, la relazione illustrativa, si comprende che l'oggetto dell'intervento non sono le Sovrintendenze, ma i Centri regionali per il restauro e il catalogo che, nella prospettiva del contenimento della spesa pubblica, pensiamo di unificare, semplificandone la gestione: da qui la necessità di abrogare le norme che disciplinano i due centri. Le norme da abrogare sono dunque quelle della Legge 116/80 (che della prima, la 80/77, costituisce il complemento; il che giustifica in qualche modo il deprecabile errore) e queste vanno correttamente riportate nella Finanziaria. Ci scusiamo dell'errore. Chiaramente l'assessore Sgarbi non ha mai lontanamente pensato di voler abolire le Sovrintendenze; anzi, le sue direttive vanno nella direzione opposta".

In serata, comunque, è arrivato il via libera dal governo Musumeci e della conferenza dei capigruppo alla proroga dell'esercizio provvisorio fino al 30 aprile, ultimo mese disponibile per approvare i documenti contabili.

"Prima le riforme, poi si può anche tornare al voto": la provocazione di Musumeci

Intanto le opposizioni non risparmiano critiche al testo che andrà al vaglio dell'Aula. Per Claudio Fava, deputato regionale de “I cento passi" "La Finanziaria che oggi approda all’Ars è la fotografia di una Regione incapace di guardare al futuro e allo sviluppo dell’Isola. Lo testimonia, mestamente, il pochissimo spazio riservato alla crescita ed allo sviluppo, appena un paio di pagine! Una regione avvitata su sé stessa e capace di pensare solo in termini di spesa corrente. Di altro avrebbe bisogno la Sicilia, a cominciare da investimenti cospicui per il diritto allo studio. Dal Governo, invece,  arriva - non casualmente- la proposta dell'ennesimo aumento dei fondi per le scuole private. Infine il pasticcio della norma che vorrebbe abrogare le soprintendenze, norma che si apprende essere un refuso, dimostra, qualora ve ne fosse ancora bisogno, un preoccupante pressapochismo su una materia strategica per la nostra regione. Insomma una finanziaria incapace di modificare le drammatiche tendenze economiche dell’isola, come già testimoniato dal documento di programmazione regionale. Ci saremmo, onestamente,  aspettati di più”.

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