Ars, insediata la commissione regionale antimafia: presidenza affidata a Fava

Si occuperà anche del fenomeno della corruzione nell’Isola. Il neo presidente ha avuto 11 voti su 12: "L'antimafia torni a essere un servizio e non una carriera"

Claudio Fava

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, nella seduta di oggi pomeriggio ha ufficialmente insediato la commissione di "Inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia". Ne fanno parte Antonino De Luca e Roberta Schillaci (M5S), Rossana Cannata e Stefano Pellegrino (Forza Italia), Giuseppe Lupo e Luisa Lantieri (Pd), Giorgio Assenza (Db), Carmelo Pullara (Autonomisti e popolari), Margherita La Rocca Ruvolo (Udc), Gaetano Galvagno (Fdi), Nicola D’Agostino (Sicilia Futura) e Claudio Fava (gruppo Misto). 

Presidente è stato eletto Claudio Fava (11 voti favorevoli su 12 deputati presenti in commissione). "Credo che occorra restituire alla politica piena responsabilità sulla frontiera della lotta alle mafie - ha detto Fava subito dopo l'elezione -. E credo che sarà compito di questa commissione dare un contributo rigoroso, limpido e sobrio. L’antimafia non può essere un titolo onorifico o un salvacondotto politico ma un lavoro del fare. Per il paese e non per se stessi, per produrre cultura civile e politica, per costruire utili strumenti di legge, per capire e far capire, per andare a vedere dove nessuno ha mai spinto lo sguardo. L'antimafia deve tornare a essere un servizio, non una carriera. Sono consapevole della responsabilità che tutti ci assumiamo varando, proprio in questi giorni, la commissione antimafia siciliana. Le notizie di queste ore proiettano un'ombra su molte vicende recenti e ci chiedono di riconsiderare sotto una luce diversa fatti, storie, carriere. Una ragione in più per considerare questa commissione anzitutto un concreto strumento di lavoro. Infine sono contento di poter mettere a disposizione di questa commissione trentacinque anni di impegno professionale e politico. Sono certo che sapremo lavorare bene, e insieme, in un impegno istituzionale che non sarà di parte ma di tutti".

Soddisfatto Miccichè: “Sono molto contento che la commissione sarà presieduta da Claudio Fava. A pochi giorni dalla commemorazione di Giovanni Falcone, è un bel segnale di come la politica sia unita nella lotta alla mafia. Claudio Fava è sicuramente una personalità che conosce bene il fenomeno mafioso e della corruzione e, considerata la sua esperienza in seno alla commissione nazionale Antimafia, sarà certamente un ottimo presidente”.

Rispetto alle commissioni delle precedenti legislature, a quella di oggi è stata affidata anche la competenza della vigilanza sul fenomeno della corruzione nell’Isola.

L’Ars ha, inoltre, incardinato il cosiddetto "collegato", il disegno di legge “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale”. Ci sarà tempo fino a domani alle 19 per presentare eventuali emendamenti ai 10 articoli del testo.

LE REAZIONI

Leoluca Orlando - "La commissione parlamentare - commenta il sindaco - è uno strumento importante di conoscenza ed intervento della politica regionale, non solo per il contrasto ma anche per la comprensione profonda dei fenomeni criminali. In questo senso, credo che dopo la presidenza di Nello Musumeci nella precedente legislatura, non vi sia migliore modo di proseguire nel solco della competenza e della serietà che con la presidenza affidata a Claudio Fava, cui formulo i miei auguri per un lavoro proficuo e di alto profilo istituzionale".

Mariella Ippolito - "Il vissuto personale, familiare e politico di Claudio Fava - afferma l'assessore alla Famiglia, le politiche sociali e al lavoro della Regione siciliana - è una garanzia chiara dell'indiscusso contributo che il deputato regionale saprà dare alla commissione Antimafia all'Ars. All'onorevolevoglio augurare un proficuo lavoro su tematiche che, oggi più che mai, si confrontano con una seria riflessione sul reale impegno che vogliono imprimere le istituzioni e la società civile per bonificare la Sicilia dall'oppressione mafiosa ai vari livelli".

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