Ars nel caos, governo subito battuto: soppresso l'esercizio provvisorio

L'Aula ha approvato un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle. Di fatto è caduto tutto l'impianto del disegno di legge. Il capogruppo Pd, Giuseppe Lupo: "Esecutivo liquefatto". Armao: "Nessuna paralisi"

Colpo di scena all'Assemblea regionale siciliana. L'Aula ha approvato un emendamento soppressivo dell'articolo 1 del ddl sull'esercizio provvisorio della Regione. L'emendamento, presentato dal Movimento 5 Stelle, ha ottenuto la maggioranza dei voti presenti. Di fatto è caduto tutto l'impianto del disegno di legge. 

Per adesso la Regione non ha un bilancio, si trova in "gestione provvisoria". Se non verrà approvato qualcosa entro la fine del mese, saranno consentite solo le spese essenziali, ovvero gli stipendi. Sarebbe la terza volta nella storia e la seconda consecutiva: era accaduto già l'anno scorso.

"Il governo - sottolinea il capogruppo Pd, Giuseppe Lupo -  è stato battuto in aula con voto palese nominale. Solo 27 deputati di maggioranza hanno votato a favore dell'esercizio provvisorio. Finalmente si fa chiarezza sull'inutile polemica che il presidente Musumeci porta avanti da mesi sul voto segreto. La realtà è solo che il suo governo si è liquefatto e lo dimostra perfino l'assenza dei deputati componenti della Giunta e del presidente ai lavori parlamentari".

Di "un voto politico, a scrutinio palese, che dimostra l’inesistenza di una maggioranza di governo" parla Claudio Fava. "Qualunque presidente, con senso di responsabilità - aggiunge - ne prenderebbe serenamente atto e si dimetterebbe. Musumeci non lo farà mai".

"Grande preoccupazione" è espressa dalla Uil Sicilia. "Chiediamo all'Ars - dice il segretario generale regionale del sindacato, Claudio Barone - di intervenire tempestivamente e con opportune modifiche anche al disegno di legge per evitare di bloccare stipendi e pensioni dei dipendenti ma anche tutte le spese della Regione". 

"Questa vicenda - commenta il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino - dimostra la fragilità della maggioranza. Se di fronte a un passaggio tecnico il governo va sotto ci chiediamo cosa succederà quando si dovrà approvare  la finanziaria, che dovrà prevedere un piano di rientro e  dovrà passare al vaglio del governo nazionale. A fronte di tutto ciò  chiediamo di accelerare i tempi e di aprire subito un tavolo di confronto, evitando di impelagarci nel continuo ricorso agli esercizi provvisori e cercando le soluzioni che oggi sono indifferibili”.

"La soppressione dell’esercizio provvisorio - dicono Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione della Cisal - rischia di rivelarsi un colpo mortale non solo per migliaia di lavoratori i cui stipendi sono a rischio, come per esempio Lsu, Resais e Pip, ma in generale per l’attività amministrativa che di fatto verrebbe bloccata, al netto delle sole spese essenziali, colpendo gli enti locali. Una vera e propria sciagura che va evitata a tutti i costi: il Governo regionale e l’Assemblea trovino una soluzione immediata".

Da parte del governo, la rassicurazione è affidata al vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Gaetano Armao. "Nessuna paralisi - dice -. Quello che è accaduto oggi si è già verificato in passato. E il risultato del voto palese dimostra che si tratta di un mero errore che può accadere nella dinamica parlamentare. Al momento della votazione, infatti, erano fuori dall'Aula alcuni parlamentari della coalizione di governo poiché pensavano che il dibattito si sarebbe prolungato. Nessun problema, quindi, domani si prosegue, con l'obiettivo prioritario del Governo Musumeci di approvare il ddl per dare risposte immediate ai siciliani". 

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