Aricò: "Tariffe dell'acqua più eque per i siciliani, obbligare Comuni a mappare le reti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Una delle cause della crisi idrica in Sicilia è data dalle perdite nelle reti, addirittura oltre il 50 per cento. Per questo DiventeràBellissima presenterà un disegno di legge per obbligare i Comuni a redigere un piano quinquennale di mappatura delle proprie reti, indispensabile pure per contrastare gli allacci abusivi".

Lo ha detto Alessandro Aricò, capogruppo all'Ars, intervenendo in aula ed aggiungendo: "C'è pure un problema relativo al costo all'ingrosso dell'acqua in Sicilia, il secondo più alto di tutta Italia. La parte fissa erogata da “Siciliacque spa” costa ben 69 centesimi per metro cubo e alla fine a pagare il conto sono gli utenti, con bollette superiori di oltre il doppio di quanto accade in Lombardia".

Aricò ha poi ha puntato l'indice contro «la gestione poco accorta del Dipartimento regionale dell'Acqua durante il governo Crocetta, con ad esempio la chiusura dei dissalatori di Trapani, Gela e Porto Empedocle» e ribadito "la necessità di tenere conto delle mozioni sulla continuità territoriale approvate dall'Ars, in modo da dare risposta all'emergenza pure nelle isole minori".

Inoltre "va verificato se la carta della qualità è stata predisposta dalle Assemblee Territoriali Idriche, in caso contrario si proceda con commissariamenti".

Il capogruppo di DiventeràBellissima ha ricordato la sentenza della Corte costituzionale «che ha riscritto i meccanismi di gestione delle acque, giudicando illegittima la nostra legge regionale del 2014» e ha così concluso: «Anche grazie ai poteri commissariali concessi al presidente Nello Musumeci, ritengo che il governo regionale in questi cinque anni potrà e saprà superare questa atavica emergenza siciliana".

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