Autocarri vecchi in circolazione, a Palermo più del 70 per cento dei mezzi non è Euro 4

Su un totale di 403.733 autocarri circolanti in Sicilia, quelli che appartengono alle categorie di emissione Euro 0, 1, 2 e 3 rappresentano la maggioranza e sono 296.923, pari al 73,5% del totale

È ancora elevato il numero di autocarri molto vecchi e particolarmente inquinanti in circolazione sulle strade siciliane. Su un totale di 403.733 autocarri circolanti in Sicilia, quelli che appartengono alle categorie di emissione Euro 0, 1, 2 e 3 rappresentano la maggioranza e sono 296.923, pari al 73,5% del totale. Si tratta di veicoli immatricolati prima del 2006 e quindi caratterizzati da elevati livelli di emissioni. Gli autocarri Euro 4, 5 e 6 sono invece 106.810, e cioè il 26,5% del totale. 

L'indagine sulle province siciliane 

Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulle più recenti informazioni di fonte Aci. L’elaborazione fornisce anche un prospetto dei dati a livello provinciale. In Sicilia la provincia in cui vi è la percentuale maggiore di autocarri ante Euro 4 è Agrigento (75,5%). Ad Agrigento seguono Messina (74,9%), Caltanissetta (74,6%), Catania (73,9%), Trapani (73,6%), Siracusa (73,4%), Enna (73,1%), Palermo (72%) e Ragusa (71,4%). 

L'analisi nazionale 

A livello nazionale, su un totale di 4,8 milioni di autocarri circolanti, quelli che appartengono alle categorie di emissione Euro 0, 1, 2 e 3 rappresentano la maggioranza e sono 2,7 milioni, pari al 56,6% del totale. Gli autocarri Euro 4, 5 e 6 sono invece 2,1 milioni, e cioè il 43,4% del totale. Questi dati confermano che vi è ancora in circolazione nel nostro Paese una massa di autocarri particolarmente vecchi.

Questa situazione impone la necessità di mettere in pratica una serie di accorgimenti e comportamenti virtuosi per rendere più ecocompatibili i trasporti su strada, come ad esempio sottoporre periodicamente tutti gli autoveicoli alle revisioni obbligatorie per legge, agli interventi di manutenzione e ai controlli sullo stato di usura e di pressione di gonfiaggio dei pneumatici, elementi questi che hanno una notevole influenza sul consumo di carburante di un veicolo e quindi sulle sue emissioni di CO2.

Inoltre, una soluzione eccellente per migliorare l’impatto ambientale di tutti gli autoveicoli, sottolinea Airp, è l’impiego di pneumatici ricostruiti. La ricostruzione dei pneumatici, infatti, è un’attività dalle forti valenze ecologiche in quanto consente non solo di abbattere in maniera consistente le emissioni di CO2 rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo, ma anche di allungare la vita dei pneumatici e di ridurre in modo considerevole il flusso del loro smaltimento nell’ambiente.

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