Imprenditoria femminile, tutte le informazioni per le agevolazioni

La legge 215/92 è lo strumento principale di agevolazione attraverso il quale il Ministero delle Attività produttive mette a disposizione dell’imprenditoria femminile stanziamenti, sotto forma di contributi in conto capitale, erogati a fronte di investimenti

La legge 215/92 è lo strumento principale di agevolazione attraverso il quale il Ministero delle Attività produttive mette a disposizione dell’imprenditoria femminile stanziamenti, sotto forma di  contributi in conto capitale, erogati a fronte di investimenti.
 
I SETTORI
La “215” è nata per agevolare la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili che vogliano attuare dei programmi di investimento organici e operanti in diversi settori dell’economia, quali l’agricoltura; il manifatturiero e assimilati; il commercio, il turismo e i servizi. La legge, anche se non prevede limiti minimi, è indirizzata a finanziare piani di spesa di importo medio-piccolo disposti su un breve arco temporale.
 
COSA SI PUO' RICHIEDERE
La legge 215 permette alle imprese femminili di richiedere un finanziamento a fondo perduto per parte dei loro investimenti.  Per “fondo perduto” si intende una somma di denaro che il ministero mette a  disposizione dell’imprenditore a titolo definitivo, senza, quindi, obbligo di restituzione.  Ad esempio: supponiamo, semplificando, che un’azienda programmi un investimento di 300  milioni, in una regione dove la legge 215 prevede un contributo massimo pari al 50% della spesa, quindi 150.  Il contributo sarà erogato all’azienda, direttamente nel proprio conto corrente, in due rate, la  prima da 45 milioni (erogata al momento della realizzazione del 30% del programma di  investimenti), la seconda di 105 milioni quando l’investimento sarà portato a termine (non oltre 24 mesi successivi alla data del decreto di concessione del contributo).
 
MODALITA' DELLA LEGGE
La legge 215 opera con un meccanismo, detto “a bando”. Ciò vuol dire che il Ministero  dichiara che è possibile presentare domanda di contributo, a partire da un  determinato giorno e fino ad una data di chiusura termini.  La 215 finanzia dei piani di investimento organizzati in programmi di breve periodo questo perché vuole “costringere” le aziende a programmare la propria attività nel breve termine  focalizzando le risorse sulle attività essenziali dell’impresa.

SPESE AMMISSIBILI
Le spese ammesse dalla legge possono essere acquisite tramite acquisto diretto o tramite il sistema della locazione finanziaria e sono inerenti a: impianti generali; sono comprese le voci relative all’impianto elettrico, antincendio, antifurto, riscaldamento, condizionamento, idraulico, ecc.; macchinari ed attrezzature; tra essi rientrano anche gli impianti specifici di produzione, compresi gli arredi connessi allo svolgimento delle attività e le strutture, non in
muratura, prefabbricate e amovibili;brevetti; software;  opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25%  delle voci di spesa relative ai primi due punti. In questo ambito le spese agevolabili di  progettazione e lavori, che comprendono la progettazione tecnica degli investimenti, gli  eventuali oneri per concessioni edilizie e i collaudi di legge, devono essere inferiori al  5% dell'importo ammesso per opere murarie. Queste ultime sono relative unicamente  alla ristrutturazione degli immobili in cui sarà effettuato l'investimento e dove sarà
svolta l'attività, ad ogni modo sono escluse le spese inerenti l'acquisto e/o la  realizzazione di immobili; studi di fattibilità e piani di impresa, inclusi le analisi di mercato, gli studi per la valutazione dell'impatto ambientale; devono rispettare il limite del 2% dell'investimento totale ammesso e tra queste voci è compresa anche la quota iniziale dei contratti di franchising.
 
QUANTO FINANZIA
Il contributo concesso dalla legge 215 dipende, oltre che dall’investimento, anche dalla regione in cui si realizza il programma, dalla suddivisione delle spese tra le diverse tipologie, dal momento di effettuazione.
Le percentuali massime di contributo sono calcolate secondo due diverse tipologie di calcolo, Equivalente Sovvenzione Netta ed Equivalente Sovvenzione Lorda. La prima (ESN) è quella parte di contributo calcolata al netto delle tasse; vale a dire che, nell’ipotesi di una produzione di utili da parte dell’impresa, una volta pagate le imposte relative ciò che rimarrà del contributo erogato sarà pari ad un ammontare pari alla percentuale ESN in oggetto (es. dato 1 miliardo l’investimento ammissibile e 50% la percentuale ESN se l’impresa produrrà utili il contributo che le rimarrà sarà pari al 50% della spesa, se l’azienda non dovesse produrre utili il contributo a fondo perduto calcolato sulla base di tale percentuale sarà
nettamente maggiore, nell’ordine anche del 70 – 80%).
La percentuale ESL è quella parte di contributo erogata al lordo delle tasse; ciò equivale a dire che dopo l’imposizione fiscale il contributo ESL ne risulterà ridotto di conseguenza (come nell’esempio precedente dato il 15% ESL tale percentuale rimarrà all’impresa solo nel caso in
cui non venga prodotto utile; in caso contrario l’effettivo importo sarà decurtato del valore delle imposte sul reddito).
Le imposte sono pari al 41,25%, ma il contributo può venire portato a reddito in più anni, contemporaneamente all’ammortamento fiscale del bene agevolato, ecco perché l’aiuto varia notevolmente a seconda del bene e del momento d’acquisto.
 
I TEMPI DEL FINANZIAMENTO

Le graduatorie, recanti le aziende finanziate, sono emesse entro 90 giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle domande e la loro predisposizione è effettuata dalla Regione o dalla Provincia Autonoma competente; entro lo stesso termine esse sono inviate al ministero che provvede alla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ciascuna amministrazione adotta e comunica i provvedimenti di concessione alle imprese beneficiarie entro 30 giorni da tale pubblicazione. Per quanto riguarda l’erogazione del contributo, essa è effettuata in due “rate”. La prima quota, disponibile dal 30° giorno successivo alla pubblicazione, sarà pari al 30% del  contributo richiesto e potrà essere richiesta quando sia realizzata una pari quota percentuale di investimenti ammessi. La seconda quota, pari al 70% delle agevolazioni richieste, è disponibile: per i programmi di durata inferiore ai 12 mesi, dopo 6 mesi dalla suddetta pubblicazione; per i programmi di durata superiore ai 12 mesi, dopo 12 mesi la suddetta pubblicazione. La seconda quota potrà essere richiesta al momento della completa realizzazione dell’iniziativa che deve avvenire, ad ogni modo, non oltre 24 mesi dalla data del decreto di concessione del contributo.
 
LA DOCUMENTAZIONE
I documenti necessari per richiedere le agevolazioni della 215 sono formati da:
• Modulo di richiesta delle agevolazioni: contenente i principali dati ed informazioni sull’impresa proponente e sul programma di investimenti;
• Scheda tecnica: in cui è presente la descrizione dettagliata dell’iniziativa proposta ed i relativi dati economico-finanziari;
• Certificato di iscrizione presso il registro delle imprese della competente Camera di Commercio, corredato dalla dicitura antimafia (documentazione non richiesta per le imprese individuali non ancora iscritte, al momento della presentazione della domanda,
nel Registro delle imprese).

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