Non viaggiare da solo, condividi l’auto: a Palermo tre progetti di “carpooling”

Si tratta di una modalità di trasporto nata negli Usa: una persona mette a disposizione la propria vettura, gli altri contribuiscono alle spese. Ideale per i pendolari, ma non solo. Sul web nascerà una piattaforma dove condividere informazioni e tragitti

Una soluzione semplice per risparmiare denaro, stress al volante e fare del bene all’ecosistema. Arrivano a Palermo tre gruppi progettuali per proporre altrettanti sistemi di “carpooling” (dall'inglese auto di gruppo), una modalità di trasporto nata negli Usa all’inizio degli anni ‘70 che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, riducendo i costi.

Uno dei soggetti coinvolti mette a disposizione il proprio veicolo, mentre i restanti contribuiscono con un contributo in denaro volto a coprire una parte delle spese sostenute dal guidatore. Fra i tre gruppi scelti dal ministero c’è anche l’idea progettuale City Free (Città Libera). Il progetto punta ad attuare un sistema di “carpooling” organizzato, avendo come test iniziale la popolazione universitaria e man mano espandendo questa buona pratica anche al resto della provincia, della regione e, perché no, dello stivale intero.

Il progetto svilupperà una piattaforma per “carpooling” così da rendere il servizio disponibile attraverso il web e su applicazioni per smartphone e tablet. A passaggio avvenuto, entrambi gli utenti esprimono un giudizio sull’altro utilizzatore del servizio all’interno della piattaforma City Free, in modo da creare un sistema di verifica diretta degli utenti, da cui scaturisce un maggior senso di sicurezza tra gli utenti.

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“Il progetto – spiega il coordinatore Alessandro Brancati - nasce dalla considerazione che Palermo è la città che presenta i più profondi problemi di mobilità tra i centri urbani più popolati (è la quinta città al mondo più trafficata), una maggiore propensione all’utilizzo del mezzo privato e un’offerta del trasporto pubblico qualitativamente e quantitativamente carente”. Al progetto City Free lavorano anche Pasquale Dipollina, Alessio Lo Presti, Roberto Calabrese, Nicola Adamo e Davide Mari. Per informazioni: cityfreeproject@gmail.com.

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