Il Malaspina diventa green, dal Mise oltre tre milioni per la riqualificazione energetica

L'intervento taglierà i consumi di almeno il 50 per cento e sarà realizzato in 10 mesi. Saranno sostituiti gli infissi, l’illuminazione, gli impianti di climatizzazione e saranno istallati impianti fotovoltaici a solare termico

Oltre 3 milioni e 124 mila euro di finanziamento a fondo perduto da parte del Mise per la riqualificazione energetica del complesso demaniale Malaspina, edificio di interesse storico e monumentale che comprende l’istituto penale per minorenni, l’ufficio di servizio sociale per minorenni, il centro diurno polifunzionale, il centro di prima accoglienza, oltre che per gli uffici giudiziari del tribunale e della procura per i minorenni di Palermo. Un progetto definito “esemplare” in quanto sarà capace di raggiungere un livello di riduzione dei consumi energetici di almeno il 50 percento rispetto alle condizioni attuali.

L’intervento sarà realizzato in circa 300 giorni. Saranno sostituiti gli infissi, l’illuminazione, gli impianti di climatizzazione e saranno istallati impianti fotovoltaici a solare termico e il tutto sarà gestito da un sistema di automazione per il controllo, la regolazione e la gestione delle tecnologie dell’edificio e degli impianti solari-termici, anche unitamente ai sistemi per il monitoraggio della prestazione energetica. 

“Possiamo parlare a tutti gli effetti - afferma il provveditore interregionale per le opere pubbliche Sicilia–Calabria Gianluca Ievolella che ha presieduto il comitato durante la presentazione avvenuta questa mattina a Palermo – di progetto pilota: si tratta del primo centro di giustizia minorile, in tutta Italia, a beneficiare di un finanziamento del programma Prepac (Programma di riqualificazione energetica della pubblica amministrazione centrale) per il quale era stata presentata candidatura nel luglio 2018. Un caso molto interessante viste le ricadute sociali e che potrebbe essere replicato altrove, portando ad una piena autosostenibilità di molte strutture della Pubblica amministrazione”.
 
“Siamo molto soddisfatti – afferma Rosanna Gallo, dirigente del Centro per la giustizia minorile per la Sicilia - di essere stati ammessi al finanziamento, non solo per i risparmi che questo progetto porterà alla struttura, ma anche per la valenza altamente simbolica per il percorso trattamentale rieducativo dei ragazzi ristretti, ispirato all’innovazione, all’efficienza e al valore del rispetto per l’ambiente; ma anche per l’intera comunità visto che questa iniziativa viene avviata all’interno di un luogo che accoglie la parte più emarginata della cittadinanza. Negli ultimi mesi – continua la dirigente - abbiamo avviato anche una serie di iniziative, per avvicinare i ragazzi dell’area penale a quelli che sono i temi della raccolta differenziata e del riciclo rifiuti come, ad esempio, il corso di riuso creativo per l’utilizzo di bottiglie di plastica trasformate in fiori. Infine, abbiamo proposto un altro progetto che prevedrebbe un corso di formazione per la trasformazione di plastica riciclata in filamenti di plastica da utilizzare per la stampa 3D e la realizzazione di oggetti, che coinvolgerebbe non solo i ragazzi ristretti ma anche quelli soggetti ad altro provvedimento del giudice penale minorile”.


 

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