Le emozioni lasciano il segno: progetto su come distinguere vita reale e virtuale

Il progetto di tre docenti alla De Cosmi

Le docenti Barberio, Castello e Mannelli, si sono ritrovate a lavorare insieme in I A  della scuola De Coscmi creando un team spontaneo e solido che ha dato voce alle loro singole passioni. Nelle ore di scienze umane, la prof Giusi Mannelli ha realizzato il progetto sul web di vecchie e nuove dipendenze (approvato dal collegio docenti) appena in tempo prima del lockdown per il Covid-19. Singolare la coincidenza. Spiegava ai ragazzi come evitare di diventare dipendenti dal web non sapendo che da lì a poco saremmo diventati quasi degli hikikomori delle classi virtuali (quegli stessi hikikomori di cui si studiavano i tratti comportamentali).

Spiegava loro come distinguere la vita reale da quella virtuale per non restare ingabbiati in quest’ultima, quando da lì a poco la vita virtuale sarebbe sembrata l’unico ponte che ci collegava alla realtà. Costretta dalla nuova situazione in didattica a distanza a rimodulare la programmazione di Scienze Umane, ha centrato l’attenzione sulle emozioni, chiamando in causa anche la propria professione di psicologa al fine di applicare tecniche e metodologie psicologiche anche nella didattica delle classi virtuali. Così come in presenza, anche qui ha privilegiato la didattica innovativa con l’ausilio dei Laboratori Esperenziali (LaE).

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Partendo dall’analfabetismo emotivo, dall’incapacità di riconoscere le nostre ed altrui emozioni (argomento già ampiamente discusso nel progetto di vecchie e nuove dipendenze) la prof. Mannelli ha adattato l’argomento alla nuova situazione che ci si accingeva a vivere di “reclusione forzata”. I ragazzi sono stati guidati verso il riconoscimento delle proprie ed altrui emozioni vissute nel lockdown, passando attraverso l’empatia cognitiva ed emotiva, fino ad arrivare a quella compassionevole, grazie alla quale hanno compreso le emozioni (proprie ed altrui) in questa nuova situazione. Queste emozioni sono state sperimentate personalmente ed è stata riconosciuta la modalità più opportuna per capire come aiutare chi viveva in casa con loro (genitori, fratelli) aiutandoli a padroneggiare ciò che tecnicamente si definisce agilità emotiva.

Ecco che i ragazzi sono stati guidati al passaggio dall’emozione all’azione, operativa e pratica, mirata al controllo delle proprie emozioni e, soprattutto, al contenimento delle emozioni dei propri familiari in lockdowna casa. Passaggio programmato con cura dalla prof. Mannelli, ma ricco di un tale entusiasmo da apparire a tutti come spontaneo e casuale, applicando invece uno dei più comuni training psicologici alla didattica rendendola, a maggior ragione, innovativa. Con la stessa “spontaneità programmata” il percorso delle emozioni affrontato in scienze umane si è intrecciato perfettamente con il laboratorio LIS.

Le proff. Barberio e Castello sulla base delle specifiche problematiche degli alunni presenti nella I A avevano avviato, già durante il primo quadrimestre, un progetto di inclusione finalizzato all’apprendimento e all’utilizzo della LIS per permettere all’intera classe di avvicinarsi al mondo dei non udenti e consentire una piena partecipazione alla vita scolastica dei due alunni audiolesi. Tale progetto, svolto attraverso metodologie specifiche quali roleplaying e peer tutoring e con il supporto delle assistenti alla comunicazione, Claudia Rondinelli e Angela Claudio, aveva trovavo nella classe un riscontro positivo e facilitato l’interazione tra i ragazzi.

Ciò ha trovato continuità nel periodo della didattica a distanza durante il quale le docenti Castello e Barberio hanno svolto una lezione settimanale per continuare il lavoro già avviato sulla LIS e mantenere viva la relazione tra i ragazzi audiolesi e i compagni. Tale percorso si è poi intrecciato con quello di scienze umane: gli obbiettivi specifici dei due percorsi sono stati rimodulati e contestualizzati al particolare momento storico e hanno trovato una sintesi efficace nel tema delle emozioni al tempo del covid-19. L’originalità del progetto sta nel fatto che il fine si è trasformato, in corso d’opera, nel progetto stesso. Siamo partite dall’idea di “segnare” le emozioni e abbiamo vissuto ogni incontro segnati dalle emozioni.

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Il video prodotto è il risultato di questo percorso armonioso fra le ore di scienze umane e il laboratorio LIS ed è solo un piccolo frammento del lavoro svolto, ma racchiude tutta la passione e l’entusiasmo dei ragazzi della I A veri protagonisti di questo percorso educativo.
Il nostro progetto, inoltre, non terminerà qui. Stiamo scrivendo un libro a 6 mani sul percorso seguito dai ragazzi, ricco delle loro testimonianze, emozioni, LIS… e dell’entusiasmo e profonda sintonia tra le professoresse Margherita Barberio, Carmela Castello e Giusi Mannelli.
 

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