UniStem tour, scienziati a scuola per promuovere la cultura scientifica tra gli studenti

All'evento, ospitato presso l'Iti "Vittorio Emanuele III", hanno partecipato 200 ragazzi tra 16 e 19 anni. Solo il 18% di chi si iscrive all'Università sceglie una facoltà scientifica. Fondazione Tim e UniStem assieme per far scoprire ai ragazzi il fascino della scienza

Si è svolta oggi a Palermo l'ultima tappa del 2019 dell’ UniStem Tour, l’iniziativa nazionale curata dal centro UniStem dell’Università degli Studi di Milano guidato dalla professoressa e senatrice a vita Elena Cattaneo e da fondazione Tim, con l'obiettivo di coinvolgere migliaia di ragazzi delle scuole superiori di secondo grado, tra i 16 e i 19 anni, e ispirarli nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo della scienza e della tecnologia.

All'evento - ospitato presso l’Istituto tecnico industriale "Vittorio Emanuele III" di Palermo - hanno preso parte circa 200 studenti e numerosi insegnanti. Protagonista dell’appuntamento di oggi è stata Cristina Cattaneo, antropologa forense e medico legale dell'Università Statale di Milano dove dirige il laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof).

Si è trattato del sesto di una serie di 30 incontri che copriranno in due anni tutto il Paese, dal nord al sud alle isole portando nelle scuole alcuni tra i "numeri uno" del panorama scientifico italiano: tra gli scienziati che hanno dato la loro adesione al tour vi sono la direttrice del Cern Fabiola Gianotti, il virologo Roberto Burioni, l'esperto in medicina rigenerativa e staminologo Michele De Luca, il matematico Alessio Figalli, l’immunologo Alberto Mantovani. 

In particolare, il titolo della lezione di oggi a Palermo è stato: Il ruolo delle scienze forensi nell’identificazione delle vittime del mediterraneo. Cattaneo ha ricordato ai ragazzi presenti come ogni anno migliaia di migranti perdano la propria vita nell’anonimato, lontano da casa, nel tentativo di raggiungere le coste europee. In tale contesto, l’Italia è anche per ragioni geografiche uno dei paesi di frontiera europea più esposti al fenomeno migratorio: solo negli anni 2014-2017 sono infatti sbarcati sulle coste italiane oltre 600.000 migranti.

L’organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) stima che almeno 20.000 persone abbiano perso la vita dal 2014 ad oggi nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. La maggior parte di queste vittime di naufragi muore perdendo la propria identità. A pagarne le conseguenze non sono solo le vittime stesse, ma anche i loro parenti, per l’impossibilità di far valere una serie di diritti universalmente riconosciuti e poiché costretti a vivere in un limbo fatto di speranza e disperazione, rimanendo a volte per sempre in attesa di notizie, senza avere la possibilità di conoscere il destino dei propri cari partiti per l’Europa. Nel corso della lezione è stato così illustrato come le scienze forensi e gli scienziati di 13 università italiane, insieme ad altre istituzioni, stanno tentando di restituire un nome a queste vittime e a far valere i diritti dei loro famigliari.

In un ambito in cui meno di due studenti su dieci (18%) dichiarano di volersi iscrivere a una facoltà Stem (percentuale che scende al 14% tra le ragazze), il contatto diretto con questi "campioni" italiani della scienza vuole consentire ai ragazzi di conoscere il fascino di indagare l'ignoto attraverso le storie che si nascondono dietro ad ogni scoperta, per raccogliere la sfida di impegnare il proprio talento nell’avventura della ricerca e dell’innovazione.

Agli incontri live del tour si affianca inoltre una campagna di ingaggio e comunicazione attraverso i social e il web, curata da Skuola.net per coinvolgere un più ampio numero di ragazzi. UniStem Tour sarà in questo modo in grado di raggiungere anche gli studenti che non potranno partecipare dal vivo alle tappe. L'UniStem Tour tornerà nel 2020 con nuove tappe a partire da fine gennaio.

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