Sole Luna Doc Film Festival, sei giovani migranti diventano giudici

Sono tutti studenti di Itastra, la scuola di lingua italiana dell’Università e compongono una delle due giurie speciali che quest’anno affiancano quella tradizionale

Si chiama "Nuovi Italiani" ed è una delle due giurie speciali che quest’anno giudicherà, insieme alla tradizionale giuria internazionale, le pellicole in concorso alla XIII edizione del Sole Luna Doc Film Festival. A comporla sono sei ex minori stranieri non accompagnati, tutti studenti di Itastra, la scuola di lingua italiana dell’Università di Palermo, diventati mediatori linguistici e culturali. Saranno loro a raccontare le proprie storie, domani 4 luglio alle 21 alla sala Giardino, prima della presentazione di Cine Yagoua. Un progetto di cooperazione allo sviluppo e di volontariato, promosso dall’associazione Sole Luna insieme all’associazione Africadegna Onlus e realizzato presso il Centre Culturel et Musée de la Vallée du Logone a Yagoua in Camerun. Lo scopo è realizzare un laboratorio di cinema per ragazzi dai 15 ai 18 anni e un cineforum sui diritti umani e l’ambiente con film provenienti dall’archivio del Sole Luna Doc Film Festival.

Nuovi Italiani è composta da: Kirolos Kamil Zaher Babawy, 19 anni, arrivato a Palermo nel 2014 dall’Egitto. Souleymane Bah, 22 anni, arriva dalla Guinea Conakry. Alagie Malick Ceesay ha appena 18 anni ed è originario del Gambia. Balla Moussa Koulibaly ha 25 anni e viene dalla Guinea ed è tra i pochi che nel suo paese ha frequentato la scuola fino ai 18 anni. Jaouhar Farhat, classe 95, nato a Palermo da genitori tunisini, cresciuto in Tunisia e tornato a Palermo da ragazzo. Studia lingue, letterature moderne e mediazione linguistica all’Università di Palermo. Infine, c’è Moustapha Jariou, nato a Darsilami in Gambia nel 1998. L’anno scorso si è iscritto alle superiori. 

Tre i film in concorso della giornata: Los Ofendidos di Marcela Zamora, Solo for one hand di Pavel Jurda ed El color del camaleòn di Andrés Lubbert. Los Ofendidos (El Salvador e Messico, 2016, 85’ ), alle ore 21 in Navata, è un’anteprima nazionale e racconta le torture subite durante la guerra civile salvadoregna da migliaia di persone tra cui il padre della regista. Solo for one hand (Repubblica Ceca, 2017, 26’) in programma alle 22 in Giardino, è la storia del pianista Otakar Hollmann, ferito al braccio destro durante la Prima Guerra Mondiale. La sua passione per la musica ha convinto Leos Janacek a comporre un brano per i pianisti che suonano con il solo braccio sinistro intitolato “Capriccio”, che è diventato anche un manifesto contro la guerra. In Italia il film - basato sulla biografia di Otakar Hollmann e sulla sua corrispondenza con Leos Janacek - presenta artisti contemporanei, tra cui Yasuya Segawa, il pianista giapponese che ha una sola mano. Quella al Sole Luna è la prima proiezione del film in Italia. El Color del Camaleòn (Belgio e Cile, 2017, 88’) racconta il difficile passato di Jorge, costretto in gioventù da  Pinochet a lavorare per i servizi segreti nel periodo della dittatura cilena. In fuga a Berlino diventa videoreporter di guerra. La storia è raccontata dal figlio Andrès che firma la regia del documentario e che sarà presente in sala domani. 

Alle 21, in Navata ma fuori concorso, la proiezione del film, Le ministre des poubelles di Quentin Noirfalisse (Francia e Belgio, 75’), presentato in collaborazione con l’Institut Français Palermo. È la storia del riciclo creativo dell’immondizia dell’artista Emmanuel Botalatala a Kinshasa. 

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