"Schifo", la storia di un venditore di rose al Teatro alla Guilla

Sabato 23 gennaio alle ore 21 il Teatro alla Guilla ospita lo spettacolo "Schifo" di Robert Schneider con Graziano Piazza, con la regia di Cesare Lievi. 

Un uomo è solo. Vende rose. La sera nei locali. E’ iracheno, di Bassora. E’ straniero: faccia strozzata in fondo alla gola, angelo nero che turba la trasparenza, traccia opaca, insondabile. Lo straniero ci abita: è la faccia nascosta della nostra identità. L’origine perduta, il radicamento impossibile, la memoria a perpendicolo, il presente in sospeso. Senza casa, egli propaga al contrario il paradosso dell’attore: moltiplicando le maschere non è mai del tutto vero né del tutto falso, giacché sa adattare agli amori e agli odi le antenne superficiali di un cuore di basalto. Lo straniero non ha sé. Giusto una sicurezza vuota, senza valore, che fa del suo essere costantemente altro, in balia degli altri e delle circostanze, l’asse delle sue possibilità. Io faccio ciò che si vuole da me, ma quello non è me – me è altrove, me non appartiene a nessuno, me non appartiene a me… me esiste? 

Un monologo in cui viene svelata una dinamica scarsamente indagata: quella di una società che invece di accusare se stessa non esita ad attribuire agli altri – a quelli che non le appartengono – la colpa della propria decadenza. Lui, l’extracomunitario, illegale, fuggito dalla guerra del golfo, lo straniero che vende rose, è Dreck (Rifiuto), che insozza e va lavato via, eliminato; è Sad, che in inglese vuol dire triste, ma lui non è triste.

Ingresso: 10€. Contatti e prenotazioni: 340 6801322 - teatroallaguilla@gmail.com.

Alcune recensioni:
“…Il febbrile sproloquio di un extracomunitario arabo…il testo colpisce come un pugno.. ottimamente interpretato da Graziano Piazza..”. Renato Palazzi “Il Sole 24 ore”

“..Dall’apparente elogio passa alla critica più violenta, più viscerale o gridata…come un crescendo musicale… Graziano Piazza riesce ad entrare nella pelle del suo personaggio, ma sa anche uscirne, sa osservarsi come in un sdoppiamento. Un vero miracolo interpretativo”. Osvaldo Guerrieri “ La Stampa”

“Un esempio duro e secco di teatro politico… per degli occhi che guardano gli altri come se non li vedessero, dove la solidarietà non esiste, dove il tradimento è di casa.. uno degli ultimi dannati della terra”. Maria Grazia Gregori “L’Unità” 

“In un continuo dentro e fuori che coinvolge e sorprende… dove autocommiserazione e autoaccusa si rovesciano nei relativi contrari, l’extracomunitario riduce di fatto la sua identità a quel nulla in cui la società ospitante lo azzera… Graziano Piazza ne rende palpabile la provocatorietà…”. Franco Quadri “ Repubblica”

…il suo disperato, provocatorio identificarsi con le ragioni di chi lo emargina e lo disprezza, di chi ha < schifo > di lui, assume nel testo e nella bella prova dell’attore, il ritmo ripetitivo e implacabile di un incubo musicale…”. Giovanni Raboni “ Corriere della sera”

“E’ proprio il suo identificarsi.. il suo giustificare la paura e il disgusto di chi lo incolpa di tutti i mali della società….rende questo monologo uno schiaffo al perbenismo e all’ipocrisia di tutti… Bravissimo è Graziano Piazza nel calarsi nell’anima e nel corpo del personaggio… un’ottima prova d’attore per un lucido teatro civile.”. Magda Poli “Corriere della sera”.

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