"Un lupo mannaro americano a Londra", il film preferito di Dylan Dog al cinema Rouge et Noir

Era il film prediletto da Dylan Dog che già nella sua prima avventura dichiara di averlo visto “quattordici volte”. E non è certo una citazione fuori luogo: Un lupo mannaro americano a Londra (An American Werewolf in London, 1981) di John Landis, lunedì 4 febbraio al Supercineclub del Rouge et Noir è un film che porta nei titoli la precisazione che “qualunque somiglianza con persone vive, morte o non morte, è una coincidenza” dato che il protagonista avrà con i “non morti” la stessa familiarità dell’eroe del fumetto. E Landis, del fumetto, ha la stessa leggerezza umoristica, la stessa semplice e potente forza narrativa. 

Un film horror, certo, ma con la levità della commedia, con la sentimentalità di una love-story, con il ritmo di un thriller. Uscito nelle sale tredici anni dopo il cult-movie di George Romero La notte dei morti viventi, Un lupo mannaro adotta la lezione del capostipite del genere orrorifico ma per plasmarlo, edulcorarlo, sino a farlo diventare una favola contemporanea piena di rimandi psicologici e sociali. Non più gli zombies, creature abuliche e assetate di sangue del filone Romero: qui Landis si ispira alla leggenda del lupo mannaro per adattarlo alle sembianze simpatiche e sprovvedute di un giovane turista americano, su cui grava la maledizione della linea ereditaria del mostro del plenilunio.

Naughton, con l’amico Dunne, si ritrova nella brughiera inglese (citazione dal celeberrimo Mastino dei Baskerville di Conan Doyle) e, dopo un burrascoso contatto con la comunità locale, si trova a vagare nelle nebbie. Uno strano e lugubre ululato annuncerà la catastrofe. Ricoverato a Londra in ospedale, Naughton, da una parte potrà contare sulla disponibilità di una graziosa infermiera innamorata, ma dall’altra dovrà combattere contro i suoi incubi premonitori e contro la condanna del lupo mannaro che alberga dentro di lui. Straordinari per l’epoca gli effetti speciali della trasformazione da uomo a bestia, che furono premiati con un Oscar. Notevole la colonna sonora, fatta di brani celebri tutti dedicati alla luna, che concorre a mitigare con humour i momenti più drammatici. 

Landis era appena reduce dal grande successo dei Blues Brothers e di Animal House e si apprestava a sfornare altre perle della commedia americana. Dopo aver visto questo film, Michael Jackson lo volle assolutamente alla regia del videoclip più famoso della storia: Thriller. Un lupo mannaro americano a Londra sarà proiettato lunedì 4 febbraio al Supercineclub del Rouge et Noir di piazza Verdi alle 18.30 nella versione doppiata in italiano e alle 21 in quella in lingua originale con sottotitoli in italiano. Alle 20.30 la presentazione di Francesco Armato e Nicola Leo. Biglietto: 4 euro (3 euro per gli under 30).
 

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