"Ladri di biciclette", al cinema De Seta un salto indietro nel tempo con il film restaurato

Dopo una pausa dovuta agli impegni di lavoro relativi a "La mafia non è più quella di una volta" di Franco Maresco, l'associazione Lumpen torna al De Seta proponendo una lunga serie di capolavori del cinema in versione restaurata.

La prima serata palermitana è dedicata a Ladri di Biciclette (appuntamento per l'1 febbraio): il film verrà riproposto nella versione restaurata dalla cineteca di Bologna. Considerato unanimemente uno dei film più belli di tutti i tempi, diretto nel 1948 da un De Sica che aveva già alle spalle un altro capolavoro come Sciuscià, Ladri di Biciclette appartiene a una stagione irripetibile del cinema italiano, rappresentata da maestri come Rossellini, Visconti, De Santis, Castellani, Monicelli.

Con questo film Vittorio De Sica diventerà, insieme all'amico Rossellini, il simbolo del Neorealismo, ottenendo l'ammirazione dei più grandi registi del mondo. Memorabile il " rimprovero " di Orson Welles al grande critico André Bazin e ai suoi giovani discepoli dei Cahier du cinema, colpevoli, secondo lui, di esaltare Rossellini (considerato dal genio di Quarto Potere un dilettante di talento!) e di non dare il giusto valore a De Sica, il quale con Sciuscià "ha realizzato il più grande film della storia de cinema". E detto da uno che nei confronti degli altri registi, anche immensi, aveva spesso parole tutt'altro che lusinghiere, non è poco.

Soggetto: Cesare Zavattini dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini. Sceneggiatura: Oreste Bianconi, Cesare Zavattini, Suso Cecchi D’Amico, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi, Vittorio De Sica, Gerardo Guerrieri. Fotografia: Carlo Muontori. Montaggio: Eraldo Da Roma. Scenografia: Antonino Traverso. Musica: Alessandro Cicognini. Interpreti: Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Stajola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Elena Altieri (la patronessa), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (attacchino), Michele Sakara (il segretario alla beneficenza), Fausto Guerzoni (filodrammatico), Carlo Jachino (il mendicante). Produzione: Produzioni De Sica. Durata: 88’. Restaurato nel 2018 da Cineteca di Bologna, Compass Film e Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con Arthur Cohn, Euro Immobilfin e Artédis presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata

"Perché pescare avventure straordinarie quando ciò che passa sotto i nostri occhi e che succede ai più sprovveduti di noi è così pieno di una reale angoscia?" (Vittorio De Sica). Da divo brillante della commedia anni Trenta, De Sica si trasforma in maestro del cinema, tra i massimi protagonisti del neorealismo italiano. Ladri di biciclette è uno dei capolavori realizzati in coppia con Zavattini. Il quadro di miseria dell'Italia del dopoguerra è condensato magistralmente nella storia di un attacchino cui viene rubata la bicicletta, unico mezzo di sostentamento per sé e la famiglia. André Bazin lo definì "il centro ideale attorno al quale orbitano le opere degli altri grandi registi del neorealismo". Oscar per il miglior film straniero.

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