Regalo di Natale del maestro Cuticchio alla città: un mese di eventi al teatro dei pupi

Dagli spettacoli tradizionali, ai cunti, alle mostre, agli incontri fino alle videoproiezioni. Si comincia il 30 novembre e si va avanti fino al 30 dicembre. Il programma completo della rassegna “Tra i sentieri dell’Opra”

Mimmo e Giacomo Cuticchio

Un mese di spettacoli tradizionali, cunti, serate speciali, mostre, incontri e videoproeizioni. E' regalo di Natale del maestro Mimmo Cuticchio e dell’associazione Figli d’Arte Cuticchio alla città di Palermo. Si comincia sabato 30 novembre e si va avanti fino a lunedì 30 dicembre nella sede del Teatro dei Pupi e nel vicino laboratorio di via Bara all’Olivella. 

Nella programmazione della rassegna “Tra i sentieri dell’Opra” c'è un po' di tutto: dagli spettacoli tradizionali, a cominciare dal ciclo di Orlando dalla nascita alla sua morte, al cunto del maestro Mimmo Cuticchio e anche una nuova produzione “Alì Babà e i 40 ladroni”, che riprende il percorso delle “Mille e una notte”, pensata da Cuticchio come una “serata speciale” per il pubblico dei bambini, ma non solo. Un modo per accostare la cultura occidentale a quella orientale e riprendere anche il tema della convivenza delle diversità, della multiculturalità e della pace che sta anche alla base della mostra allestita nel Laboratorio di via Bara dal 7 al 30 dicembre (dalle 10 alle 13) dal titolo “Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace”: i pupi saranno esposti senza le loro spade in nome della pace.

“Il mese di dicembre – dicono dall’associazione Figli d’Arte Cuticchio - rappresenta il coronamento di un intenso anno di lavoro e la premessa di un nuovo progetto per l’anno che verrà. Il pensiero va alle tournée appena trascorse, al festival 'La Macchina dei sogni', agli incontri, ai laboratori, alle produzioni, e sembra quasi di non aver speso alcuna fatica, tanta è la gratitudine per l’affetto e la dedizione che il pubblico ci ha dimostrato in ogni momento dell’anno, partecipando con passione e assiduità a tutte le nostre attività. Complice il clima festoso di fine anno, il desiderio di rendere partecipi gli spettatori del piacere di vivere intensamente il nostro mestiere di teatranti, all’interno di un’antica tradizione, è in questo momento ancora più forte. Per questo vogliamo offrire al pubblico un programma di attività che, come sempre, si arricchirà nella condivisione e nella partecipazione agli spettacoli”.

Il programma completo

Si parte il 30 novembre alle 18,30 con le “Avventure di Orlandino” (anche domenica 1 dicembre alle 18,30): il mito del grande eroe invincibile di Orlando non si limita alla sua maggiore età, quando, come primo paladino di Carlo Magno, compirà le gesta più mirabolanti. La leggenda vuole che sin dalla più tenera età, nonostante la dolorosa lontananza dal padre Milone, abbia fatto vedere di che stoffa era fatto.

Si continua sabato 7 e domenica 8 dicembre, alle 18,30 con “Prime imprese di Orlando”: l’iniziazione guerriera di Orlando nelle battaglie d’Aspromone mantiene un grande rilievo nella tradizione popolare. Un angelo lo guida a soccorrere lo zio Carlo Magno che combatte contro Almonte. L’eroe, inconsapevole di esserlo, supera una prova qualificante attraverso la quale conquista il mezzo che permetterà di superare le altre prove che lo portano all’acquisizione di uno status superiore.

L’appuntamento di sabato 14 e domenica 15 novembre alle 18,30 è con “La pazzia di Orlando”: quando Orlando scopre che Angelica ama un altro, uno che non è un eroe ma è semplicemente bello, impazzisce e la sua pazzia è una furia violenta, dietro la quale non si intravede alcun spiraglio. Soltanto l’intervento del soprannaturale potrà guarirlo dall’incantesimo d’amore e dalla gelosia.

Per finire con il quarto e ultimo appuntamento del ciclo degli spettacoli tradizionali sabato 21 e domenica 22 dicembre alle 18,30. “La morte di Orlando”: le cause della sconfitta e della morte di Orlando vanno dal tradimento di Gano di Magonza, cognato di Carlo Magno, al folle ardire dell’eroe. La sua morte assume un valore mitico di consacrazione, il suo sacrificio lo consegna a una gloria superiore a qualunque successo.

Gli spettacoli tradizionali mostrano, in quattro episodi, le eroiche imprese ma anche i momenti di fragilità del primo paladino, dalla nascita alla morte, ma ciascun episodio è concluso in sé, con un inizio e una fine, e può essere seguito e apprezzato indipendentemente dagli episodi precedenti e successivi. Tutto con la musica dal vivo, scritta da Giacomo Cuticchio e interpretata dal Giacomo Cuticchio Ensemble: violini Marco Badami e Filippo Di Maggio, sax Nicola Mogavero e Gehanghir Baghchighi, trombone: Fabio Piro.

La rassegna riprende anche il lavoro di Mimmo Cuticchio sulle “Mille e una notte” e prevede una nuova produzione, una “serata speciale” come quelle che a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, gli opranti-pupari più impegnati cominciarono a inserire nei loro programmi, proponendo al pubblico storie diverse dal tradizionale ciclo carolingio e avvicinandosi di più al repertorio dei cantastorie che a quello dei contastorie. I temi spaziavano dalla religione all’amore, dalle storie popolari all’avventura.

È così per “Alì Babà e i 40 ladroni” che debutta sabato 28 dicembre alle 18,30 al Teatro dei Pupi di via Bara all’Olivella (con repliche il 29 e il 30 dicembre alla stessa ora). Uno spettacolo che sconfina dal classico della tradizione per condividere il gioco, la cultura, gli spazi, le regole, senza più barriere ed emarginazioni dovute a differenze culturali, etniche, religiose, di lingua, di colore e di genere. Il racconto sviluppa alcuni temi e motivi ricorrenti nelle fiabe partendo dalla storia di un povero boscaiolo diventato ricco grazie alla scoperta di un segreto. Le magiche atmosfere delle “Mille e una notte” diventano il pretesto per sollecitare una riflessione contemporanea sul testo e sulla città di Palermo con la partecipazione straordinaria di Virticchio e Nofrio, i due pupi di farsa saldamente legati alla cultura popolare dei quartieri.

“Nel 2007 – dice Mimmo Cuticchio - portai in scena la favola di 'Aladino di tutti i colori', un bambino di Baghdad, ma anche di Gaza, di Palermo, di Tunisi o di Dakar. A distanza di dodici anni poco è mutato in meglio. La tanto invocata integrazione stenta a decollare, il mondo è ancora pieno di frontiere, la discriminazione non è stata superata. Allora io voglio dare ancora il mio piccolo contributo mettendo in scena un’altra favola, quella di 'Alì Babà e i 40 ladroni', con la quale vorrei contribuire a svelare gli usi e i costumi del popolo orientale, riflettendo sulla disparità tra chi è ricco e chi è povero, tra chi soffre per procurarsi il pane e chi invece non deve compiere nessuno sforzo, nel tentativo di mettere in evidenza i veri valori in cui credere e di dimostrare che le cose cambiano, che i sogni fanno parte della vita e che chi nasce povero o proviene da paesi sfortunati, può e deve sperare in un mondo migliore".

Giovedì 19 e giovedì 26 dicembre alle 18,30 appuntamento con il cunto di Mimmo Cuticchio nel Laboratorio di via Bara all’Olivella: “Aladino e la sua lampada magica” è costruito da Mimmo Cuticchio come accadimento straordinario e proposto a un pubblico di ragazzi e adulti. Il racconto parte dalla struttura narrativa della storia, sulla quale il contastorie esercita l’improvvisazione. La materia narrativa costituisce lo sfondo necessario sul quale costruire intrecci, fatti, antefatti e personaggi. Si tratta di un sapere tradizionale, tenuto a memoria e trasmesso secondo le caratteristiche proprie dell’oralità.

Oltre alla mostra “Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace”, in programma ci sono anche due videoproiezioni nella sede del Laboratorio di via Bara all'Olivella: “L’infanzia d’Orlando” alle 18 e “L’urlo del mostro” giovedì 12 dicembre alle 18. Gli incontri sono un elemento essenziale del programma. Incentrati sugli spettacoli, diventano l’occasione per una riflessione metanarrativa intorno ad alcune rappresentazioni che hanno costituito una svolta significativa per l’Opera dei Pupi. Mimmo Cuticchio racconta al pubblico l’attualità del proprio lavoro di puparo, la necessità di sconfinare dal repertorio tradizionale, considerato come una base sulla quale innestare la propria sperimentazione, all’insegna dell’unione tra antico e contemporaneo, tra lingua e dialetto, tra classicismo e modernità.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scomparso da oltre un giorno, 29enne trovato morto sotto il ponte di via Oreto

  • Incidente alla Favorita, auto si schianta contro un albero: un morto e una ferita grave

  • Una vita dietro la consolle, poi lo schianto in Favorita: "Antonio, rimarrai il mio miglior dj"

  • Blitz antimafia a Belmonte Mezzagno, quattro arresti: "In carcere il nuovo capo"

  • Spopola a Palermo la truffa dello specchietto: "Piovono segnalazioni..."

  • Incidente nella notte ad Altofonte, scontro frontale tra auto: morto 31enne

Torna su
PalermoToday è in caricamento