Rosalia e i gioielli del mare, una mostra all'Arsenale anticipa il Festino

Mercoledì 12 luglio, alle ore 17, presso l’Arsenale della Marina Regia, la mostra: “Rosalia e i gioielli del mare”, organizzata dall’Unità Operativa II della Soprintendenza del Mare in stretta collaborazione con il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa.

La mostra di Antonio Gregorio Maria Nuccio, a cura di Maria Antonietta Spadaro da una idea di Alessandra De Caro, vede la partecipazione del designer di gioielli Davide Tommaso Benvenuti e dell’attrice Giuditta Jesu. Una delle esclamazioni dei fedeli durante il corteo del Festino è “E chi semu muti? Viva viva Santa Rusulia”.

Sorvolando sulla vicenda leggendaria o storica della figura di Rosalia Sinibaldi - vissuta da eremita nel medioevo, al tempo dei normanni Altavilla, ed elevata alla santità nel sec. XVII grazie al ritrovamento sul Monte Pellegrino dei suoi resti mortali che, portati in processione, riuscirono ad arrestare la terribile epidemia di peste a Palermo - Antonio Nuccio, con i consueti modi pittorici, ammiccanti e divertiti, propone l’effige della Santa che ci appare, quale consolidata presenza cittadina, sullo sfondo di alcuni siti urbani. 

Qualche anno fa Amelia Crisantino osservava: «La peste inizia a Palermo perché un mercante tunisino [Maometto Calavà] compra con doni il permesso del viceré spagnolo e, secondo la convinzione popolare, smette solo quando si aggancia l’intercessione della santa più adatta. Insomma: per una raccomandazione entra e per un’altra ne esce. Una cifra della storia della città?».

Lo stringente indissolubile legame tra Santa Rosalia e la città di Palermo con il suo mare, mai affievolitosi nei secoli, trova in questi quindici recenti dipinti di Antonio Nuccio - improntati sempre a garbata ironia - un rapporto visivo con luoghi della città come la Cattedrale, la Cuba, Maredolce, la grotta dell’eremitaggio della Santa sul Monte Pellegrino, Mondello e lo Stabilimento balneare, Isola delle Femmine e naturalmente il Carro, il Festino con le sue luminarie e i giochi d’artificio (Giochi di Joia). La presenza del mare, o anche specchi d’acqua, fa da legante tra le varie composizioni.

Attorno a quello che potrebbe essere il lago di Maredolce, sono leziosi ombrelloni, mentre sul mare di Isola delle femmine le bagnanti intonano un ammaliante coro … In un altro lido invece mitiche sirene si bagnano nella salata distesa azzurrina.
Unificate dalla stessa dimensione delle tele (cm 70x70) le immagini, esaltate da colori lucenti come smalti, mostrano una giovane Rosalia, stupita del suo stesso intramontabile ruolo di protagonista assoluta nell’empireo religioso della città.

Sullo sfondo di tali suggestivi luoghi, Rosalia sfoggia gioielli più o meno bizzarri, ideati da Nuccio e tradotti in concreti oggetti da Davide Tommaso Benvenuti, utilizzando materiali di riciclo sempre legati al tema del mare. Si accende così un dialogo di sicuro interesse tra i due artisti e le loro creazioni.  

Maria Antonietta Spadaro: Panormus e il suo Mare, un rapporto stretto e imprescindibile, così come quello con la sua Santuzza Rosalia. “U fistìnu” di Santa Rosalia, con i suoi mille colori, i molteplici odori e sapori e i suoi spettacolari fuochi d’artificio, appartiene ad ogni singolo abitante della città di Palermo, così come il suo Mare, di cui ne ricerca i magici suoni e le fantastiche voci. “Mare” e “Festino”, autentici preziosi custodi di tradizioni, veri concentrati di fede e di folklore, di sacro e di profano.

“Luoghi” deputati a salvaguardare le identità culturali che, affondando le loro radici nella storia più antica e nella tradizione popolare, regalano forti emozioni. E forti e profonde sono le emozioni di - gioia, commozione, malinconia, amore - che si provano davanti le preziose e coloratissime “Rosalie” dipinte da Antonio Gregorio Maria Nuccio.

Opere che ti conducono, se pur ben radicate nel territorio siciliano, a lasciare libera l’immaginazione e la fantasia, permettendo ai pensieri più intimi di volare via liberi. Vere e proprie “miniature” impreziosite da eleganti e fantasiosi gioielli che, ideati dal pittore, sono stati realizzati con cura da Davide Tommaso Benvenuti, grazie alla magica sintonia creatasi tra i due artisti.

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