"Molteplicità una", i ritratti di Chiara Polizzi in una mostra in scena a Balestrate

Molteplicità è il concetto a cui Chiara Polizzi fa riferimento nel ciclo di opere realizzate nel corso dell'ultimo anno. L'artista, nei ritratti, si relaziona con una pluralità di elementi che si compenetrano in cui è possibile ritrovare la complessità delle intenzioni umane e dei modi di essere assolutamente differenti ma indissolubilmente facenti parte di un unico essere. 

La molteplicità è la caratteristica essenziale della realtà: noi siamo molteplici a causa della complessità d'animo che ci rende tali, delle differenti attitudini che si manifestano nella relazione con l'altro, con gli affetti, con la propria solitudine, con l'ambiente lavorativo e qualsivoglia altro tipo di relazione sociale a cui quotidianamente facciamo fronte. Come afferma Henri-Louise Bergson: «la nostra individualità si suddivide ma ogni stato implica tutti gli altri, dunque: io sono unità molteplice e molteplicità una». Affine al pensiero del filosofo, Chiara Polizzi si confronta quindi, attraverso la sua pittura, col problema dell'uno e dei molti. 

La personalità arguta dell'artista si rivela nel modo di raffigurare gli occhi nei ritratti, uno sguardo intenso e magnetico che non manca di intensità e acume mantenendo però un'attitudine romantica e sognatrice. L'irrequietezza si mostra viva nei frementi rivoli rossi che come flussi di pensiero o ancora come capelli dispettosi si stagliano sull'azzurro del fondo, le cromie di fatto suggeriscono la luce vivace dell'isola in una sintesi forse inconscia di un paesaggio molto familiare all'artista: la Sicilia, luogo in cui la Polizzi vive e lavora. 

Seguendo una linea figurativa, l'artista predilige la tecnica del pastello a olio su uno sfondo dipinto, nel lavoro procede per strati e il risultato definitivo dell'opera è una sovrapposizione di differenti elementi che si intersecano in un gioco di trasparenze in cui sempre si intravede lo strato precedente. Chiara Polizzi ama creare all'interno della struttura della tela una dimensione finita: una forma circoscritta ovoidale, le cui trame suggeriscono ora la struttura di un alveare ora i ricami di stoffe pazientemente lavorate; da questo sfondo elaborato, emergono volti liberati dalla fisicità di un corpo, quasi galleggianti e autosufficienti a definire uno stato mentale. 

L'artista, insaziabile scrutatrice, esamina minuziosamente i visi delle persone a lei più familiari e traendone i tratti somatici salienti, ne traspone le peculiarità in raffigurazioni che non si pongono come ritratti fedeli ma come personificazioni di stati d'animo. La superficie ripetutamente graffiata dal pastello si presenta come una patina che ricopre i volti quasi a voler suggerire un velo, uno strato di protezione, un leitmotif elegante e barocco, una trama in cui scorgere elementi fitomorfi che, come un tessuto damascato, ne orna i volti.
Il lavoro della Polizzi letto nella sua totalità risulta espressivo, decorativo e carico di intensità pungente ed è identificabile nel termine barocco psicologico. 

Chiara Polizzi realizza artigianalmente gli strumenti della pittura, i pastelli sono composti con pigmenti e scarti di ceri e candele, la scelta dell'artista si inserisce infatti, nel processo creativo perché incorpora tracce di memoria, rigenera la materia, la trasforma e la riutilizza. Le sue opere parlano, attraverso la materia, di palingenesi perché chi è capace di rinnovarsi aggira le avversità e sopravvive alla caducità del tempo. Il mutare prospettiva, infatti, è uno degli strumenti più potenti ed efficaci che si hanno a disposizione quando ci si confronta con i problemi quotidiani della vita.

Chiara Polizzi, classe 1987, dopo aver conseguito il diploma accademico specialistico in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo con una tesi su Francesco Lauretta, dal 2007 partecipa a diversi eventi culturali tra cui Death-Donare la morte, mostra collettiva a conclusione del workshop con l'artista Francesco Lauretta presso la galleria N38E13, Palermo 2016; Invasione2013, presso la Cappella dell'Incoronazione SACS sportello arte contemporanea, a cura del comitato scientifico 2012/2013 con la supervisione dell'Accademia di Belle Arti di Palermo. 

L'interesse dell'artista per la figurazione nasce sin da bambina: cresciuta nell'azienda fotografica di famiglia tra fotografie, video e immagini che si susseguivano ai suoi occhi, sviluppa una particolare attenzione per la luce e per la forma e i cataloghi della Magnum Photo insieme alle illustrazioni di Toulouse Lautrec saranno i modelli cui attingere. La ricerca artistica di Chiara Polizzi sperimenta oggi diversi linguaggi espressivi, dalla grafica per l'illustrazione alla calcografia, alla pittura. Nei dipinti largo uso è riservato al pastello a olio, strumento che dona alle tele una cifra stilistica immediatamente identificabile e personale. 

Tra le mostre da ricordare: Siclian Rapsody presso la galleria La Piana, Palermo 2018; Rigenerazioni, a cura di Danilo Lo Piccolo presso lo spazio espositivo Keramos, evento inserito nella rassegna Attraverso, Palermo capitale della cultura 2018; Triumph, a cura dell'associazione Amici dei Musei Siciliani, presso la chiesa di Santa Maria del Piliere, Palermo 2016; Tapestry, prima personale dell'artista a cura di Virginia Glorioso, presso la Victoria Hall Galley di Radstock, Uk, 2014.

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