"Human Jungle", l'artista tedesco Lukas Kempf in una mostra all'Arci Tavola Tonda

Giovedì 13 giugno alle ore 21 al Circolo Arci Tavola Tonda, all'interno dei Cantieri Culturali alla Zisa in via Paolo Gili 4, inaugura la mostra "Human Jungle" di Lukas Kempf. Lukas Kempf è un giovane artista tedesco che attraverso la pittura e la scultura traccia un solco netto tra innovazione e tradizione, attingendo a contesti artistici e culturali diversi e innovando con la versatilità dei propri mezzi espressivi. 

Originario di Monaco di Baviera Kempf sembra assumersi una “responsabilità artistica” precisa nelle sue opere, la cui forza espressiva attinge al Die Brücke primo-novecentesco (di cui molto sembra essere debitore, soprattutto nei confronti di Kirchner) passando dall’eclettismo di Man Ray fino ad approdare all’immediatezza della street art, sotto l’influenza di Haring e Larmee.

Un percorso originalissimo e ricercato insieme, arricchito da uno sperimentalismo fotografico (foto-shop e sovrapposizione di immagini che trasformano la nostra Magione nello Houston Bowery Mural di New York) e scultoreo, in cui specchi, pennarelli e digitale assumono tutti la medesima, potentissima dignità artistica. 

La giovane età di Kempf non gli ha impedito di essere già apprezzato oltreoceano dove espone a Cali, in Colombia. La sua arte rappresenta una potente sintesi di stilemi artistici diversi e proprio nei suoi lavori colombiani sono evidenti i richiami a un primitivismo che ricorda l’opera di Wilfredo Larm e Oswaldo Guayasamin. 

Se queste sono fin qui le ispirazioni che traspaiono dal percorso dell’artista, l’originalità di Kempf lascia il visitatore spiazzato per la profondità simbolica delle sue opere, dalla (gioiosa?) danza degli ominidi alla Bosch, al caleidoscopico e fluorescente vortice e di un “pozzo senza fondo”. Ciò che emerge con evidenza - con preponderanza - dai suoi quadri è un’urgenza di riflessione (da qui gli specchi), di confronto con se stessi e con un mondo esterno bisognoso di nuove chiavi di lettura per essere re-interpretato. 

Non è un caso che Kempf abbia scelto la nostra città per esporre. Da qualche anno Palermo è diventata un interessante centro di ricerca per molti artisti internazionali che trovano nelle sue strade scrostate e colorate, nei vicoli brulicanti di un’umanità diversa e viva, codici espressivi e umani “nuovi”, adatti ad interpretare una contemporaneità che sembra recuperare, paradossalmente proprio nelle apparenti discordanze,  un linguaggio universale di armonia e di pace forse possibili.

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