"Una visita a misura di studente", mattinate Fai per le scuole

I giovani studenti palermitani alle Mattinate Fai per le scuole

Giovedì 27 e venerdì 28 novembre, al Real Albergo edile Povere arriva l'appuntamento con le mattine del Fai "Una visita a misura di studente".

In occasione delle Mattinate Fai per le Scuole, giovedì 27 e venerdì 28 novembre, la delegazione Fai di Palermo aprirà gratuitamente il complesso del Real Albergo delle Povere di corso Calatafimi 217. Al suo interno sarà possibile vistare la Chiesa dedicata a Santa Maria della Purificazione e l'antico lavatoio appena restaurato dai membri della delegazione.
 
Le mattinate Fai si inseriscono nell’ambito di un progetto nazionale attuato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Le visite, condotte dagli Apprendisti Ciceroni®, appositamente formati dalla Delegazione Fai di Palermo, hanno l’obiettivo di avvicinare gli studenti al patrimonio storico e artistico della propria città, attraverso un’esperienza di “educazione tra pari”.  Il sito sarà visitabile nelle due giornate dalle ore 9 fino alle ore 13 con turni di 30 /40 minuti. Prevista l’affluenza di oltre 500 studenti delle scuole palermitane e della Provincia. Ad accoglierli gli Apprendisti Ciceroni® insieme ai volontari della Delegazione e ai ragazzi del Gruppo Fai Giovani Palermo.

Gli studenti Apprendisti Ciceroni® sono stati preparati dal Fai e dai docenti del Liceo classico “G.Meli” di Palermo (classe 4^N coadiuvata da Silvana Badami) e dell'Istituto CEI - Centro Educativo Ignaziano - (classe 3^ B preparata dalla Luigia Viscuso). La manifestazione è organizzata e promossa dal Capo Delegazione Fai Palermo Rita Cedrini insieme al responsabile del settore scuola Ugo Giambona, coadiuvato da Guido Vaccaro.
 
Il complesso del Real Albergo delle Povere, con la Chiesa dedicata a Santa Maria della Purificazione e l'antico lavatoio, sorge sul sito dell'antica necropoli punica di Palermo; nel 1766 sotto il regno di Carlo III di Borbone, viene costruito un ospizio destinato ad accogliere i poveri della città. Con le donazioni di Giuseppe Valdina Gioeni viene impiantato, su progetto di Domenico Marabitti (1795), un edificio con laboratori di filatura e tessitura. Il grandioso blocco rettangolare dell'edificio e il suo severo prospetto in tufo svelano la maestosità dei tre cortili con doppio ordine di logge e delle due ali laterali che verranno portate a termine, nella prima metà del XIX secolo, sotto la direzione di Giuseppe Venanzio Marvuglia e di Nicolò Palma, per accogliere nel 1898 esclusivamente le donne.

Dell'organizzazione spaziale dell'intero complesso, accanto a cameroni e saloni adibiti alle diverse necessità della vita quotidiana, merita una particolare attenzione l'antico lavatoio al coperto, composto da 48 vasche con acqua corrente e allineate su una duplice fila centrale vis a vis (16 da un lato e 16 dall'altro) e una fila addossata alla parete. Un’opera di notevole pregio sociale che garantiva alle donne, costrette a lavare i panni all'aperto sia d’estate e che d’inverno, una struttura al riparo delle intemperie climatiche.
 
Una volta varcato portone d'ingresso del Reale Albergo delle Povere, si può ammirare, nel primo cortile interno, la facciata barocca della Chiesa Santissima Trinità, anticamente chiamata Maria Santissima Della Purificazione. I lavori della Chiesa furono iniziati nell'aprile 1746 su progetto dell'architetto Orazio Furetto per poi essere completati nel 1779, anno in cui la chiese venne consacrata. Il prospetto esterno e l'interno evidenziano uno stile barocco con influenze neoclassiche; la chiesa doveva essere di pianta ottagonale ma fu trasformata a pianta rettangolare ad unica navata, con sei cappelle laterali. Ciascuna delle sei cappelle contiene un dipinto realizzato dagli artisti dell'epoca, come Gioacchino e Pietro Martorana (1779) e Pietro Spinosa (1753).

Negli altari delle sei cappelle vi è un interessante corredo marmoreo decorativo di marmi mischi, un arricchito reliquario e crocifissi lignei. L'interno della chiesa era diviso in due parti: quella sinistra accoglieva gli uomini, alla destra sedevano invece le donne. L'altare maggiore e il pavimento sono opera dello scultore S. Allegra (1775). Nell’abside, su di un finto colonnato (tutta la parete è uno straordinario trompe l’oeil) è raffigurato il Trionfo della Croce con il Risorto, eseguito nel 1779 da Gioacchino Martorana, abile pittore del Settecento palermitano. Altre opere di notevole pregio sono il maestoso affresco della SS. Trinità, un'opera scultorea tardo settecentesca raffigurante la Pietà e un Crocifisso del XVIII secolo.

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