Le Vie dei Tesori diventano un'industria culturale permanente: business da 3 milioni per la città

In 300 mila hanno visitato i monumenti promossi durante il festival. In occasione di Palermo capitale italiana della cultura, la rassegna durerà tutto l'anno. Sottoscritto protocollo d'intesa con Manifesta 12. Anello: "La nostra esperienza verrà esportata"

Sorgenti del Gabriele

Boom di visitatori alle Vie dei tesori: 300mila le presenze registrate, con una ricaduta economica per la città di oltre 3 milioni di euro. Una vera e propria industria culturale, che diventerà un progetto permanente tutto l'anno grazie a partenariati pubblici e privati.

Eccolo il bilancio dell'11esima edizione del festival: la tappa conclusiva alla chiesa del Santissimo Salvatore di Palermo, alla presenza, tra gli altri, del sindaco, Leoluca Orlando, dell'assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, del presidente della fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini, del direttore ufficio scolastico regionale, Maria Luisa Altomonte. "Gli ingressi quest'anno sono stati 50 mila in più, e in occasione della notte bianca Unesco sono state 17 mila le visite ai 9 monumenti del percorso arabo normanno - ha detto Laura Anello, presidente dell'associazione Vie dei tesori onlus - una delegazione nazionale in visita a Palermo ha studiato il festival per proporlo nelle proprie città, e il 10 e 11 novembre a Roma una convention di operatori turistici mondiali ospiterà l'esperienza del festival".

Serata a lume di candela con vista sui Quattro Canti: l'ultimo saluto a "Le Vie dei Tesori" | VIDEO

In occasione di Palermo capitale italiana della cultura 2018, le Vie dei tesori durerà tutto l'anno, con ottobre grande vetrina annuale, ospitando una serie di progetti tra viaggi a tema, tour urbani e educazione al patrimonio nelle scuole. Un protocollo di intesa è stato sottoscritto con Manifesta12, mentre il sito del Festival ha registrato 300 mila utenti unici e 4 milioni di pagine visitate, con punte inaspettate da Cina (quasi 27 mila visite), Stati Uniti (oltre 811mila), Corea del Sud (2106). Un bilancio che ha convinto gli organizzatori a trasformare il sito in un portale stabile di promozione turistica del patrimonio palermitano dove trovare informazioni utili tutto l'anno.

Secondo i dati forniti dall'Osservatorio sul turismo delle isole europee (Otie), inoltre, degli oltre 3 milioni di euro generati dalla manifestazione Le Vie dei Tesori, circa 2 milioni e 619 mila compongono la spesa turistica tra alberghi, ristoranti, trasporti e shopping. Ammonta invece a 400mila la spesa per l'organizzazione e il marketing del festival.

L'Otie ha scoperto che il 60% dei visitatori non residenti sono donne, il 90% del totale sono escursionisti/turisti, il 7% studenti fuori sede e il 3% lavoratori fuori sede, per un tasso di gradimento del pubblico del 94%. "Al punto da convincere il 76% a ritornare l'anno prossimo - ha detto il presidente Otie, Giovanni Ruggieri - mentre, per il 44% del campione il festival costituisce l'unica ragione della visita Palermo". Quest'anno sono state 36mila le persone che hanno scelto poi di visitare le 4 città siciliane Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta che negli ultimi due weekend di settembre hanno fatto da edizione pilota.

Siracusa ha contato 12.277 visitatori, 11.288 gli ingressi a Messina, 8.426 a Caltanissetta, e 4.500 ad Agrigento, nonostante il maltempo. A Palermo il sito più visitato è stato Palazzo di Rudinì, con 15.412 ingressi e il suo affaccio sui Quattro Canti, seguito da Palazzo Alliata di Villafranca con 11385 visite, 2.023 in più rispetto allo scorso anno), e il rifugio antiaereo, con 8.316 ingressi, 1.000 in più rispetto all'anno prima. I volontari coinvolti sono stati 750, tra i quali 600 ragazzi dell'alternanza scuola- lavoro, ma anche alcuni giovani migranti che dopo essere arrivati con i barconi della speranza hanno scelto di partecipare mettendo a disposizione la loro conoscenza delle lingue. 

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Commenti (6)

  • Avatar anonimo di Bianca
    Bianca

    Tenere aperti i monumenti giornalmente ha un costo. I palermitani nello specifico si sono lamentati nel dover pagare un ero per entrare...  li vedo a pagare un biglietto normale di almeno 5/6€. Se ognuno di noi contribuisse veramente allora si che sarebbe possibile tenerli aperti tutto l’anno. È facile criticare senza riflettere. Di certo serve del denaro, ci sono ragazze che fanno le guide, custodi, casse, pulizie da fare chi dovrebbe pagare? Il sindaco ce la mette tutta per creare attività culturali ma non si può davvero pretendere che sia tutto sempre gratis. 

    • Adesso ci sono anche gli immigrati che fanno da guide. Quindi, possibilissimo, no?

  • Finalmente qualcosa di intelligente .

  • Bene, chi lavora nel settore turistico non si può lamentare.

  • Credo che non occorra una laurea per capire che dovrebbero essere visitabili tutto l'anno determinati monumenti!!!!!!

    • L'apertura ridotta fa parte delle strategie del business. Concentrare il maggior numero di introiti nel minor tempo possibile. Con Manifesta 12, ci sarà sicuramente un'impennata relativa alle visite.

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