Trittico contemporaneo, da Donizetti a Beethoven per la web tv del Teatro Massimo

S'inizia con la grande danza contemporanea e tre coreografi Jiri Kylian, Johann Inger e Matteo Levaggi e si prosegue con Lucia di Lammermoor, l’opera andata in scena nel 2016 con la regia di Gilbert Deflo e la direzione di Riccardo Frizza. Infine omaggio al compositore tedesco

Le tre coreografie di Trittico contemporaneo, Lucia di Lammermoor e i Beethoven Piano Concerts II e III. Il programma sempre disponibile on line della webTv del Teatro Massimo da martedì 12 a giovedì 14 maggio.

Martedì 12 maggio è di scena la grande danza contemporanea con tre coreografi di diversa generazione e diverso stile, Jiri Kylian, Johann Inger e Matteo Levaggi, e tre coreografie Trittico contemporaneo, proposte nel 2017 dal Corpo di ballo del Teatro Massimo coordinato da Marco Bellone. Si inizia con Water Game di Matteo Levaggi, coreografo in residenza al Teatro Massimo nel 2017, su musiche di Michael Nyman, tratte dalla colonna sonora del celebre film di Peter Greenaway Drowning by Numbers. Si prosegue con Walking Mad, coreografia dello svedese Johan Inger, giocata su un unico elemento scenico, un muro, come emblema dei nostri tempi, al ritmo del Bolero di Ravel e del Für Alina di Arvo Pärt. Conclusione effervescente con Sechs Tänze del grande coreografo ceco Jiri Kylián, sulle Sei danze tedesche di Wolfgang Amadeus Mozart. Alessandro Cadario dirige l’Orchestra del Teatro Massimo. 

Mercoledì 13 maggio la webTv ripropone Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, l’opera andata in scena al Teatro Massimo nel 2016 con la regia di Gilbert Deflo e la direzione di Riccardo Frizza. Nel ruolo della protagonista il soprano Elena Mosuc, con lei il tenore Giorgio Berrugi, il baritono Marco Caria e il basso Luca Tittoto. Orchestra e Coro del Teatro Massimo, Maestro del Coro Piero Monti. Da segnalare nella famosa scena della follia, l’uso della glasharmonica o armonica a bicchieri - suonata da Sascha Recker - uno strumento antichissimo composto da bicchieri riempiti d’acqua in base a precise proporzioni. Si pensava in passato che lo strumento avesse un effetto negativo sui nervi del suonatore, che provocasse disordini nervosi, convulsioni in cani e gatti, dispute coniugali, e persino che avesse ridestato i defunti dalla morte, tanto che in alcune città tedesche lo strumento venne proibito dalla polizia. Donizetti lo volle proprio per suggerire agli ascoltatori la connessione con la follia della protagonista. 

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Giovedì 14 maggio continua l’omaggio a Beethoven iniziato la settimana scorsa con la riproposizione dei Beethoven Piano Concerts II e III del 2015 diretti da Sebastian Lang-Lessing. Un programma interamente beethoveniano per l’Orchestra del Teatro Massimo: il Largo dal Concerto per oboe e orchestra in Fa maggiore, solista l’allora primo oboe del Teatro Massimo, Pier Ugo Franchin, il Secondo e il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra con François-Frédéric Guy al pianoforte e la Romanza in Fa maggiore per violino e orchestra op. 50 con il primo violino del Teatro Massimo, Silviu Dima. 

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