Il Sole Luna Doc Film Festival premia gli sguardi femminili sul mondo

La giuria internazionale incorona come miglior film "Strike a Rock" della regista sudafricana Aliki Saragas. Premio Sole Luna al corto "Salto" della regista iraniana Maryam Haddadi. Premio del pubblico a "Singing with angry bird" della regista sudcoreana Hyewon Jee

Premia gli sguardi femminili sul mondo la XIII edizione del Sole Luna Doc Film Festival che si è tenuto dal 2 all’8 luglio al complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo. L’annuncio dei vincitori è stato dato ieri durante la serata di premiazione. Il verdetto della Giuria Internazionale, presieduta dal regista Nima Sarvestani, e composta da Ignazio Buttitta, Birgit Heidsiek, Alessandro Negrini e Ingrid Rossellini ha decretato come vincitore del Sole Luna Award, la regista sudafricana Aliki Saragas con il film Strike a Rock, la storia di due nonne che combattono per i diritti degli uomini impegnati in miniera dopo che un massacro sconvolge l’intera comunità di Marikana. La giuria ha voluto premiare la storia del film, “un esempio straordinario di come una rivoluzione possa essere avviata non solo dai giovani ma anche da due donne avanti negli anni. Una lotta per la giustizia potente e stimolante, portata avanti con ogni mezzo. Le due nonne sono determinate, continuano a provarci anche se nella loro vita hanno dovuto affrontare molte delusioni”, si legge nelle motivazioni.

Il premio Sole Luna, assegnato direttamente dall’organizzazione del Festival, è andato, invece, a Salto di Maryam Haddadi. “Salto è il tributo – dice Lucia Gotti Venturato ideatrice del Festival e presidente dell’Associazione Sole Luna, un ponte tra le culture - a chi ha avuto la forza e la determinazione di fare una denuncia importante e coraggiosa. Zahra Hosseinzadeh potrebbe essere la Pellegrini nel mondo occidentale, ma il destino di nascita l’ha penalizzata, oscurandola. Sole Luna con questo premio vuole gettare un ponte virtuale di solidarietà e vuole dare enfasi alla prigionia che provoca il fondamentalismo di qualsiasi genere esso sia”.

Soddisfatti dell’edizione i direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura: “La selezione dei film è stata apprezzata dal pubblico – dicono - Ancora una volta il Sole Luna ha portato a Palermo numerose anteprime nazionali ed internazionali ed ha affrontato temi vivi della nostra contemporaneità attraverso il cinema del reale. Accanto ai lungometraggi abbiamo promosso una sezione di Corti che ha riscosso notevole successo, lanciando anche nuove collaborazioni con il Festival International du film insulaire de l’Île de Groix e   con Animaphix di Bagheria”.

Un importante focus sull’ambiente e il paesaggio in collaborazione con il Fai è invece la novità annunciata per il prossimo anno. “Ai temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale e monumentale dedicheremo una sezione specifica”, ha detto Gotti Venturato. La sezione principale resterà quella dedicata ai diritti umani e al viaggio.

“Il dialogo interculturale – prosegue Gabriella D’Agostino, direttrice scientifica di Sole Luna - non può prescindere dall’esperienza. Il Festival è l’occasione per fare esperienza di dimensioni del vivere spesso estranee alla nostra quotidianità. La tensione verso gli altri ci porta a immedesimarci e a rendere meno lontano ciò che non ci è familiare, ma nello stesso tempo, a rendere un po’ più strano ciò che lo è”.

Undicimila le presenze complessive in sette giorni, distribuite fra eventi pomeridiani e serali, con un flusso continuo di pubblico nel complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo e, dal 5 al 7 luglio, anche al complesso monumentale di Palazzo Chiaramonte Steri con la performance del disegnatore Gianluca Costantini che dalle ex carceri dell’Inquisizione spagnola ha disegnato le storie di chi oggi è in prigione per reati d’opinione. Oltre 50 i film proiettati di cui 28 in concorso, provenienti da tutto il mondo e suddivisi nelle sezioni Human Rights con temi che raccontano storie di diritti umani negati; The Journey, sui temi del viaggio ma anche della connessione tra natura e cultura; e Short Docs, dedicato ai corti. Allo Spasimo anche la sezione Le arti in Festival pensata in occasione di Palermo Capitale della Cultura e Manifesta 12 e interamente dedicata all’arte con l’installazione sonora Crossfade di Francesco Novara e Davide Cairo, Spootlight di Martina Melilli, la rassegna di video art Rinegoziare le identità a cura di Sofia Gotti e la mostra fotografica Il sacro degli altri di Attilio Russo e Giuseppe Muccio.

In questa XIII edizione, il festival ha avuto come simbolo il Gelsomino siciliano, una specie migrante che dal Caucaso si è naturalizzata in mezzo mondo. Un segno di solidarietà agli uomini e alle donne che abbandonano la propria terra in cerca di una vita migliore e un modo per chiedere alle istituzioni di tutto il mondo il riconoscimento del diritto alla mobilità internazionale. Tutti i premiati hanno ricevuto il Sole Luna Award, una mattonella serigrafata con una fotografia di Luca Vitello che ritrae proprio il Gelsomino.

La Giuria “I nuovi italiani” per la sezione Corti del Sole Luna Doc Film Festival XIII edizione ha premiato ad ex aequo: One minute di Dina Naser (Giordania-Belgio, 2015, 10′) ambientato a Gaza durante una operazione militare lanciata da Israele come rappresaglia in seguito al lancio di alcuni razzi da parte di Hamas; e Terraform di Van Der Woerd e Jorik Dozy (Regno Unito, Indonesia, Olanda e Singapore, 2017, 5′). La Giuria degli studenti, composta dagli allievi del liceo scientifico statale Albert Einstein di Palermo e dell’Istituto di Istruzione Superiore Santoni-Gambacorti di Pisa, hanno invece decretato quale miglior documentario della sezione Human Rights, il film Sea of Sorrow-Sea of Hope di Marianne Hougen Moraga ed Estephan Wagner (Danimarca, 2018, 29′). Mentre il premio del pubblico è andato a Singing with angry bird di Hyewon Jee (Corea del Sud 2016, 57’). Tante anche le menzioni speciali assegnate dalla giuria internazionale alla migliore regia, migliore fotografia, miglior montaggio, al documentario più innovativo e al miglior corto.  

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