Orchestra Sinfonica Siciliana, il concerto (online) per medici e malati di Covid

Un mese con SinfonicaTV: sabato 30 maggio il quarto appuntamento con la musica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Un concerto dedicato al personale sanitario e ai malati di Coronavirus

Concerto numero 3 in do minore op.37 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven. E’ il quarto concerto con il quale SinfonicaTv, la piattaforma web della Foss, festeggia il suo primo mese. Un modo per essere vicini in questo periodo di distanziamento fisico e di incertezza sulle nostre vite. E proprio a chi in questo periodo si è speso in prima linea non risparmiandosi la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana vuole dedicare questo quarto appuntamento. “Agli operatori sanitari dell’ospedale “Vincenzo Cervello” e ai pazienti affetti da Covid - spiega la presidente della Foss Maria Elena Volpes -. Un pensiero particolare a Jesus Jaime Mba Obono, il palermitano della Guinea Equatoriale ammalatosi in Africa e rientrato in gravi condizioni in città, assistito proprio al nosocomio Cervello. Attraverso la musica vogliamo dire grazie al personale medico, infermieristico, paramedico e a tutti coloro che a vario titolo si prendono cura dei cittadini, soprattutto durante quest’emergenza Covid, nella consapevolezza che nessuno di loro ha mai esitato a mettere a repentaglio la propria vita”.

Anche questo concerto fa parte del progetto "Giovani musicisti per Bee-thoven nel 250° anniversario dalla nascita". Una produzione di successo della Sessantesima Stagione della Fondazione Orchestra Sinfonica Sici-liana. Un ciclo di concerti del maestro di Bonn che verranno eseguiti da musicisti italiani giovanissimi ma già affermati in competizioni nazionali ed internazionali accompagnati da direttori di grande rilievo.

Ad esibirsi sabato 30 maggio sarà Federico Colli al pianoforte con l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Evgeny Bushkov.  L’appuntamento musicale sarà sempre alle ore 19 ed in replica alle ore 21.30 sulla piattaforma web della Fondazione Orchestra Sinfonica Sici-liana: www.orchestrasinfonicasiciliana.it.

Il bilancio di SinfonicaTv ad un mese dal suo debutto è molto positivo: “La scelta di investire sulla piattaforma web del nostro sito sta dando i suoi frutti. - commenta soddisfatto il sovrintendente Antonino Mar-cellino - Digitalizzare l’offerta musicale è stata la nostra risposta resi-liente ad una situazione inaspettata che ha travolto tutti. Un nuovo modo di raggiungere il nostro pubblico oggi ma che costituirà in futuro, quando ci auguriamo di tornare presto alla normalità quotidiana con tutte le no-stre attività nel pieno del loro svolgimento, un valore aggiunto della no-stra realtà a servizio di chi ci segue, siciliani e non solo. È la tradizione che incontra l’innovazione”. 

E nell’ottica di questo ampliamento dell’offerta anche post emergenza Covid, da una settimana sul canale di SinfonicaTv è stata inaugurata la rubrica “Giovani Interpreti si raccontano” in onda ogni mercoledì. Si tratta di una raccolta di interviste per conoscere più da vicino i giovani protagonisti del panorama musicale nazionale ed internazionale. Protagonista di questa settimana è stato Filippo Gorini, mercoledì 6 giugno sarà il siciliano Alberto Ferro.

Note sullo spettacolo e gli esecutori

In più di un’occasione il Beethoven della “prima maniera” volle emulare alcuni capolavori di Mozart. Così il Trio d’archi op.3 deve la sua diretta ispirazione al Trio Divertimento KV 563, il Quintetto op. 16  per pianofor-te, oboe, clarinetto, fagotto e corno al  Quintetto KV 452. In entrambi i casi, come in un calco, Beethoven impiegò lo stesso organico, lo stesso numero di movimenti e la medesima tonalità dei precedenti mozartiani.

Diversi anni più tardi, l’ultima “tentazione” mozartiana di Beethoven fu quella del Concerto in do minore KV 491 per pianoforte e orchestra che, unitamente al Concerto in re minore KV 466 fu il  concerto da lui più amato tra i tanti lasciati dal Salisburghese. Del resto, complice la coeren-te attrazione per il modo minore, della produzione pianistica mozartiana Beethoven predilesse la drammaticità della Sonata KV 457 e soprattutto della Fantasia KV 475 (entrambe in do minore). Sarà  Casella a notare che le rapide scale ascendenti che concludono la Fantasia KV 475, le ri-troviamo (rinforzate dalla mano sinistra) nel solenne esordio pianistico del Terzo Concerto.

Se la suggestione del KV 491 (concerto irraggiungibile nella sua perfe-zione) si rivela forte e decisiva nella genesi del Terzo Concerto, la ribol-lente personalità di Beethoven vi emerge egualmente con grandiosa evi-denza; la stima per quest’opera lo indusse del resto a sottovalutare ben presto e ingiustamente i  primi due Concerti pubblicati.

Terminato nel 1800 (data emblematicamente spartiacque) e ripreso ulte-riormente nel 1803, il Terzo Concerto, a detta di alcuni critici, non rap-presenta in realtà quel lavoro di rottura che pretenderebbe di essere: nell’Allegro con brio la drammaticità che scaturisce convenzionalmente dalla tonalità minore e proposta nello spirito del concerto “marziale”,   poco sconvolge sul piano formale la tradizione classica (quella che invece sarà rinnovata profondamente dalla struttura e dall’aura ormai romantica del Quarto Concerto). 

Il Largo, in forma tripartita, accentua l’introspezione dei tempi lenti rag-giunta dai due Concerti precedenti e si caratterizza per i raffinati inter-venti dei vari strumenti; mentre il Rondò, con un tema iniziale abbastan-za esteso, esprime un piglio vitalistico che cede solo al delizioso episodio centrale in cui clarinetto e pianoforte intessono un dialogo che è stato definito schubertiano.

Federico Colli, appena ventiseienne, è noto a livello internazionale per le sue vibranti interpretazioni e per la sua tecnica impeccabile. Si è imposto all’attenzione dopo aver vinto il Primo Premio al Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro al Concorso Pianistico Interna-zionale di Leeds nel 2012. Da allora si è esibito con orchestre di grande calibro e ha collaborato con rinomati direttori d’orchestra. 

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Evgeny Bushkov, una delle bacchette più interessanti degli ultimi tem-pi, si è imposto all’attenzione del mondo musicale innanzitutto come in-credibile violinista, vincitore di quattro tra i maggiori concorsi violinistici al mondo - Wieniawski (1986), Queen Elizabeth (1989), Tchaikovsky (1990), ed il primo Henryk Szeryng Foundation A ward (1992). È diretto-re artistico e direttore principale della Belorus State Academic Symphony Orchestra (la precedente Minsk Chamber Ochestra). Continua a presen-tare numerose prime mondiali e nazionali e a collaborare con solisti di fama internazionale. 

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