Il compositore Einaudi si cimenta con la lirica: prima assoluta di Winter Journey al Massimo

Lo spettacolo è un viaggio nell’inverno desolato dell’Europa di oggi, nella solitudine disperata di chi è costretto a lasciare il proprio paese per imbarcarsi alla volta di terre in cui mendicare una manciata di vita. Alla nuova opera è stato dedicato anche un articolo sulla prima pagina del New York Times

Le prove di Winter Journey - Foto di Rosellina Garbo

Prima rappresentazione assoluta oggi alle 20.30 al Teatro Massimo per Winter Journey, opera di Ludovico Einaudi, Colm Tóibín e Roberto Andò con musiche del compositore torinese, libretto di Colm Tóibín e ideazione drammaturgica e regia di Roberto Andò. E' anche la prima volta che Ludovico Einaudi e lo scrittore Colm Tóibín si cimentano con l’opera lirica con un viaggio nell’inverno desolato dell’Europa di oggi, nella solitudine disperata di chi è costretto a lasciare il proprio paese per imbarcarsi alla volta di terre in cui mendicare una manciata di vita, in cui il titolo allude alla Winterreise di Franz Schubert. L’opera è fatta da frammenti che disvelano la profondità di un paesaggio interiore al cui centro si stagliano tre anime in fuga, o in attesa. I protagonisti sono un uomo, una donna, un bambino: un nucleo familiare diviso dalla guerra e dalla necessità. Alla nuova opera e al Teatro Massimo è dedicato oggi un articolo sulla prima pagina del New York Times.

Winter Journey è anche una struggente elegia dell’Europa, un canto rivolto alla sua anima perduta. Intorno alla piccola famiglia separata dalle acque del mare e dalle fiamme della guerra, un politico, e un coro di uomini e donne che enunciano le proprie ragioni per respingere o per accogliere gli stranieri. Che la si definisca una storia d’amore tra un uomo e una donna, o tra un bambino e i suoi genitori, questa è una vicenda che va oltre i confini ordinari dell’amore. Perdita, dolore, solitudine, disperazione, ironia, sono le diverse intonazioni delle voci che vi si inseguono, in un colloquio tragico, che, a volte, assume il tono febbrile del desiderio, altre quello lirico e struggente dell’assenza. 

"Che l’opera nasca a Palermo, al Teatro Massimo, non è un caso. Se c’è una città - dice il regista Roberto Andò - che ha fatto dell’accoglienza al migrante una battaglia politica e di civiltà è proprio Palermo. Sin dall’inizio, con Einaudi e Tóibín abbiamo deciso di raccontare una storia in cui emergessero dei sentimenti, e ci fosse la tensione dolorosa di vite costrette a separarsi, l’incertezza di un viaggio disperato – quello di chi affronta l’insidia del mare e vagheggia un approdo sulle sponde europee in cerca di lavoro e accoglienza. Mai come oggi i migranti affrontano un viaggio d’inverno – Schubert lo aveva già capito – , dove l’inverno è il cuore di un’Europa che non sa più far corrispondere le parole e i gesti della politica agli ideali di fraternità e civiltà che erano all’origine della sua utopia. L’inverno dell’Europa è il paesaggio gelato del migrante respinto, delle nazioni chiuse nel proprio egoismo miope, dei cittadini perplessi sulle parole da usare: accoglienza, integrazione, cittadinanza, umanità".

"Mai come oggi sono orgoglioso - commenta il sindaco Leoluca Orlando - di essere il presidente della Fondazione Teatro Massimo. Oggi il nostro Teatro accoglie e promuove un'opera che davvero sembra nata dalle viscere più profonde della nostra città, della nostra cultura. Ha ragione Roberto Andò nel sottolineare che poche città come Palermo hanno fatto dell'accoglienza la propria bandiera. E se Palermo l'ha fatto non è soltanto perché nei migranti di oggi vediamo i nostri migranti di ieri, ma soprattutto perché oggi i migranti e le migrazioni sono divenuti paradigma di quel conflitto che oppone i deboli e gli ultimi a coloro che hanno e sempre più vorrebbero avere, dimenticando che viviamo sempre in una casa comune. Oggi il Teatro Massimo dà il meglio di sè, ancora una volta accogliendo maestri straordinari come Ludovico Einaudi, Colm Tóibín e lo stesso Andò, ma soprattutto mostrando quanto profondo sia il legame con la città e quanto la città possa beneficiare della straordinaria azione di lievito culturale che questo Teatro svolge".   Orchestra e Coro del Teatro Massimo saranno diretti da Carlo Tenan, Maestro del Coro Ciro Visco. Winter Journey avrà scene e luci di Gianni Carluccio, costumi di Daniela Cernigliaro, video curato da Luca Scarzella e suono da Hubert Westkemper. In scena Rokia Traoré (Woman), Badara Seck (Man), i giovanissimi Mouhamadou Sazll (Child) con la voce di Leslie Nsiah Afriyie, Jonathan Moore (Politician e voce recitante del coro) e Elle van Knoll (Voce recitante del coro), Mamadou Dioume è la Voce Man fuoriscena. Lo spettacolo è in coproduzione con il Teatro San Carlo di Napoli.

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