Ritornano le Notti Bianche Unesco: nove siti aperti in notturna e gratis nel weekend

Si comincia venerdì con i monumenti arabo-normanni di Palermo. Sabato toccherà a Monreale. Domenica sarà invece la giornata di Cefalù. Tra i luoghi più visitati nell'ultima settimana la chiesa di Maria Maddalena, la Cuba Soprana, i Qanat e il castello dell’Uscibene

Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, dettaglio mosaici del presbiterio

Ritornano le Notti Bianche Unesco. I nove siti della Palermo arabo normanna saranno visitabili gratuitamente e in notturna per l'intero fine settimana: apriranno le porte il complesso di Palazzo Reale, con la Cappella Palatina e i giardini reali, animati da concerti nel cortile Maqueda con visite a cura della Fondazione Federico II; la Cattedrale, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti; La Martorana e San Cataldo; il sollazzo normanno della Zisa e Ponte dell’Ammiraglio. 

Tutti i monumenti, patrimonio Unesco, saranno visitabili dalle 19 a mezzanotte. Tranne il complesso di Palazzo Reale che resterà aperto dalle 19 fino alle 23,30. Sabato invece toccherà a Monreale che sta preparando un intenso programma con spettacoli di pupi, presentazioni di libri e recital, tra cui un concerto della Cantoria del Teatro Massimo alle 21 in piazza Guglielmo, mentre il Collegio di Maria accoglierà alle 20,30 un  concerto di fiati della Banda Guglielmo II e il santuario Maria SS. Addolorata Calvario delle Croci, alle 21, il concerto “Cantando Maria” del Coro Cum Iubilo. Le absidi, infine, ospiteranno alle 22 un concerto jazz del chitarrista Sergio Munafò. Il complesso Guglielmo II sarà aperto gratuitamente dalle 19 a mezzanotte. La casa cultura Santa Caterina dalle 17 alle 21 mentre il Duomo, il chiostro benedettino, il museo Diocesano e la Torre meridionale apriranno le porte dalle 20,30 a mezzanotte con visite guidate a cura della Parrocchia di Santa Maria La Nova. 

I siti aperti nel weekend e il programma delle visite

Domenica sarà invece la giornata di Cefalù: Cattedrale e chiostro saranno aperti gratuitamente dalle 20 a mezzanotte; nella basilica, dalle 20 alle 22 Salvatore Grisanti proporrà una lettura iconologica dei  mosaici absidali. Partecipano anche il Museo Mandralisca, che alle 17 ospiterà i Pupi antimafia di Angelo Sicilia, e l’Ottagono Santa Caterina dove saranno esposti gli scatti di Rosellina Garbo che racconta per immagini i nove siti del percorso Unesco arabo normanno.

Il bilancio dell'ultima settimana

Tra i luoghi più visitati, di certo la chiesa di Maria Maddalena, all’intero del Comando legione carabinieri, ma anche la Cuba Soprana, nel giardino abbandonato di Villa Napoli (dove è stata anche aperta la cappella sconosciuta), la Piccola Cuba, i Qanat, e il castello dell’Uscibene, dove ha guidato le visite la stessa soprintendente Lina Bellanca. Il viaggio tra i tredici siti che vantano (e possiedono ancora, nonostante siano passati da rifacimenti, restauri e bombardamenti) caratteristiche arabo-normanne e che hanno fatto parte del dossier di candidatura stilato per Unesco sin dalla prima ora, si completerà domani e coinvolgerà uno dei tesori meglio nascosti del Palermitano: una vera staffetta sarà messa in campo per aprire i Bagni di Cefalà Diana, di solito difficili da visitare: dalle 9 alle 14 le visite saranno a cura della Soprintendenza che passerà il testimone ai volontari del servizio civile dalle 14 alle 20 per poi proseguire in notturna dalle 20 alle 23 con l’ausilio degli addetti dell’amministrazione comunale di Cefalà Diana. Si tratta di un sito veramente straordinario, l’unico complesso termale di tipo islamico in Sicilia.

I bagni di Cefalà Diana 

L’edificio fu costruito a ridosso di uno sperone di roccia da cui sgorgava un’acqua termale calda utilizzata nel corso dei secoli per scopi terapeutici; oggi si trova all’interno di un suggestivo baglio del ‘500, l’interno a pianta rettangolare, è coperto da una volta a botte con fori per l’aerazione. La sala è divisa in due zone: la prima, più piccola e ad una sola vasca, è a ridosso della sorgente di acqua calda, mentre la seconda, più grande, è dotata di tre vasche. La parte più piccola oltre gli archi, rimasta quasi del tutto originale, comprende una vasca che serviva come raccolta delle acque termali che sgorgavano dal terreno e venivano poi incanalate nella grande vasca. Gli ultimi scavi archeologici condotti all’interno dell’edificio termale, tra il 1992 e il 2006, ipotizzano che  l’edificio normanno sia nato sotto Guglielmo II (1166-1189), su una preesistente struttura di epoca islamica. Dopo i lavori di restauro della Soprintendenza, il sito è stato aperto alla visite e l’acqua è ritornata nelle vasche. Sempre le terme arabe ospiteranno, dalle 17 alle 23, la mostra “Integrazioni” dell’associazione Incontemporanea Arte Attiva.

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