Il "No mafia Memorial" ha una casa: Palazzo Gulì consegnato al centro Impastato

Al secondo piano sarà realizzato un percorso museale multimediale, ma lo spazio vuole essere anche un luogo di incontro e di formazione. Umberto Santino: "Abbiamo lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari". Orlando: "Palermo ha fatto un altro passo avanti"

Il sindaco Orlando consegna le chiavi di Palazzo Gulì a Umberto Santino

Il sindaco Leoluca Orlando ha consegnato le chiavi di Palazzo Gulì al Centro siciliano di documentazione Impastato. All'interno dell'immobile, che il Comune ha restaurato, sorgerà il "No mafia memorial", un progetto voluto dagli storici Umberto Santino e Anna Puglisi, fondatori del Centro. Un luogo per raccontare la storia della mafia, la sua evoluzione, il suo impatto sulla società ma anche la ribellione dei cittadini che ospiterà nelle 15 stanze collocate al secondo piano un percorso museale multimediale e che vuole essere molto altro: un luogo dove realizzare anche laboratori didattici, fare ricerca e incontrarsi.

Al momento lo stabile è vuoto: il Comune ha consegnato i locali, affidati al Centro gratuitamente, ma per realizzare il No mafia Memorial servono i fondi. "Oggi siamo qui - afferma Umbero Santino - anche per rilanciare la campagna di raccolta fondi già partita qualche anno fa. Nell'attesa di poter realizzare il percorso museale lo spazio ospiterà delle installazioni e sarà aperto saltuariamente". 

Intanto, in occasione della consegna delle chiavi, all'interno dello spazio è stata esposta la prima di queste installazioni dal titolo "Liberazione". A realizzarla l'artista Beny Vitale. "Le 12 figure - racconta a PalermoToday - rappresentano statue di bambini, anziani e donne liberi, leggeri. L'opera è una nota di positività e vuole raccontare l'antimafia come una liberazione". Lo scopo del "No mafia memorial", infatti, è proprio quello di narrare l'antimafia sociale e di essere uno spazio da vivere. "Un’antimafia diversa - dice Santino - da quella che abbiamo spesso visto e vissuto fino ad ora. Un’antimafia con ripercussioni economiche e culturali. All'interno di Palazzo Gulì saranno esposti anche degli oggetti che raccontano queste battaglie sociali. Di sicuro ci sarà un quadro che ci ha regalato Simona Mafai, figlia del pittore, realizzato dalla madre a Portella della Ginestra. Lo metteremo nella stanza dedicata alle lotte contadine".

"Oggi - dichiara Anna Puglisi - è stato compiuto un passo importante perché quattro anni fa il sindaco ci ha detto che ci avrebbe dato questo spazio e oggi finalmente abbiamo le chiavi. Mancano ancora i fondi ma intanto un importante risultato è stato raggiunto". 

"Questo centro, nel cuore del centro storico, che deve il suo motore al centro Impastato - afferma il sindaco Orlando - è il modo migliore per mettere insieme il meglio della società civile - che Peppino Impastato rappresenta - e le istituzioni. Se i palermitani sono diventati migliori si deve al loro coraggio. Un passo avanti nel mettere in sicurezza il cammino di Palermo che vuole essere capitale della cultura della legalità e dei diritti - troppo spesso violati dai criminali ma anche da leggi inadeguate - è stato fatto. Per questo abbiamo voluto far coincidere questo momento con l'anniversario della strage di Capaci: non vogliamo solo ricordare in modo freddo il passato ma fare memoria e quindi andare avanti". Il No mafia Memorial è sostenuto da una rete di soggetti del terzo settore, da Addiopizzo, Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e da oltre 150 familiari di vittime, studiosi, docenti, magistrati, giornalisti, rappresentanti di associazioni e fondazioni.

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