I Florio, la Palazzina dei Quattro Pizzi, l’origine siciliana della famiglia e il Rotary club

Le fastose decorazioni della Zarina incantano i numerosi rotariani, guidati da Salvatore Caradonna, in visita al gioiello palermitano meno conosciuto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Non tutti i palermitani conoscono ancora e hanno avuto modo di visitare il complesso della tonnara Florio e la famosa e straordinaria Palazzina dei Quattro Pizzi che impreziosisce il, non ancora rivalutato, borgo marinaro dell’Arenella. A voler porre attenzione alla valorizzazione dei beni architettonici e artistici il Rotary Club di Salemi che guidato dall’architetto prof. Salvatore Caradonna, ha deciso di fare della famosa Palazzina dei Quattro Pizzi, il punto di partenza per scoprire, accompagnati dagli eredi dei Florio, Chico Paladino Florio e dalla moglie, il ruolo insostituibile che ebbero i Florio per la Sicilia. Famiglia che, come ha svelato Chico Paladino Florio, ha origini siciliane, ragusane, e non calabre come, per troppo tempo, s’era pensato, non andando oltre, Paolo Florio, nato, lui sì, come il fratello Ignazio senior e il nipote Vincenzo senior, a Bagnara, e giunto, con loro, in Sicilia dove aprì un negozio di spezie a cui si deve l’inizio della loro fortuna imprenditoriale.

"Il complesso della tonnara – come ha sottolineato Chico Paladino Florio - fu acquistato nel 1830 da Vincenzo Florio. Fu lui che commissionò all’amico architetto Carlo Giachery la trasformazione dell’antica struttura, destinata alla pesca, in residenza. Nacquero così i “Quattro Pizzi”, una palazzina quadrangolare neogotica, caratterizzata da quattro guglie che la sovrastano. L’impianto ripropone gli stilemi delle architetture gotiche inglesi. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione anno cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, assieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella residenza imperiale di San Pietroburgo che chiamò addirittura 'Rinella'".

Nel corso dell’incontro, alcuni studiosi, hanno impreziosito la visita con eventi storici, a molti sconosciuti, frutto del meticoloso studio del carteggio Florio, ancora non tutto catalogato, e alcuni aneddoti legati agli uomini e alle donne della famiglia, a partire da donna Franca e da Lucy, moglie, quest’ultima, del famoso Vincenzo junior, inventore della famosa targa Florio, e nonno di Chico Paladino Florio. Nonno Vincenzo Florio che ritirò nella Tonnara dell’Arenella con la sua famiglia, eleggendola a propria dimora. La Tonnara rimase in funzione sino ai primi del Novecento: essendo poi cambiata la rotta dei tonni, chiuse definitivamente l’attività di pesca”. Come ha sottolineato l’architetto Caradonna, presidente del Rotary di Salemi, relativamente all’importanza che ebbe e che ha tuttora, in termini di modernizzazione dell’isola e di alcun esue attività, la famiglia Florio "bisogna ricordare soprattutto il contributo dato all’isola e il successo che, per quasi un secolo e mezzo, ha reso viva una parte della Sicilia, dando lavoro e benessere a tante famiglie. La famiglia Florio è stata fondatrice di una Sicilia moderna, innovativa e produttiva ed è per questo che bisogna ricordarla. L’eredità culturale lasciata dalla famiglia Florio in Sicilia ha un valore inestimabile ed è simbolo ancora oggi di una Sicilia raffinata e intraprendente, di uno stile di vita".

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