"Cambiamo Camicia", spettacolo teatrale al Ranchibile sulla disparità e violenza di genere

Promosso dall'associazione Masc e organizzato dall'Osservatorio contro la dispersione scolastica e dall'Istituto Ascione

Anche a Palermo, al Don Bosco Ranchibile, va in scena "Cambiamo camicia", lo spettacolo teatrale di Giulia Corradi, promosso dall'associazione Masc e organizzato dall'Osservatorio contro la dispersione scolastica e dall'Istituto Ascione, che affronta il delicato tema della discriminazione e violenza di genere, delle donne in particolare, protagoniste silenziose e vittime inconsapevoli di ordinarie storie di cronaca quotidiana. Opportunità negate, mortificazione sul nascere di sogni e aspirazioni, pressioni autorevoli che portano la vittima a vergognarsi, tacere e chiudersi in se stessa, fino a mistificare la realtà e a confondere amore e crudeltà.

"Ho chiuso con l'arte. Io, la mia tela, i miei quadri... Avevo 18 anni ed era sparito tutto, compresa la domanda di iscrizione all'Accademia di Belle Arti. Sei donna e il mondo gira in un certo modo". "Scusa mamma!" E ancora... "Non voglio che ti arrabbi, io ti amo, tu mi salvi, non mi fai paura quando ti arrabbi, è il tuo modo per dirmi che ci tieni a me". Parole chiare e inequivocabili quelle di Chiara, Elena, Elisa, Flavia, figure reali e simboliche che danno voce ai drammi nascosti di tante donne comuni, che di madre in figlia ricalcano e perpetuano consolidati schemi educativi. Il racconto delle protagoniste è interrotto tuttavia dagli intimi desideri delle protagoniste che ritornano da un tempo ormai lontano: "Cosa vuoi fare da grande? Voglio essere felice. Ma non è un mestiere!", e, impersonati da creature irreali e divertite, Nostalgia, Luna, Regina e Ombra, ricordano: "Puoi ancora scegliere, togliti questa camicia!"

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