Alle Ancelle la presentazione di "Yokabe. Sotto il cielo della Palestina"

Il libro che con "Levi" e "Giairo" chiude e completa la trilogia a tema evangelico di Giorgio Ponte

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Alle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù di via Marchese Ugo, presentazione di "Yokabe. Sotto il Cielo della Palestina", il libro che con "Levi" e "Giairo" chiude e completa la trilogia a tema evangelico di Giorgio Ponte, autore versatile, dalle cui pagine emerge un profondo vissuto interiore che diviene racconto e condivisione. Yokabe è una ragazza come tante, che scopre in ritardo la propria femminilità e si apre all'amore con attesa e trepidazione, consapevole del valore istituzionale del matrimonio e dei doveri che questo comporta. "Impigliata nello sguardo" del suo promesso sposo, un cugino lontano, realizza finalmente il suo sogno di rivestire il ruolo sociale che compete a una donna dell'antica Palestina. Ma una nuova "macchia" sociale compare e il suo matrimonio felice è drammaticamente segnato da una sterilità non solamente fisica che sfocia in un lento abbrutimento, fino a sprofondare nel buio e nella solitudine.

"Eppure c'è sempre un momento in cui possiamo scegliere di rinascere, a chi e cosa dare spazio", afferma lo scrittore. Una chiamata, un'occasione, un'opportunità che si manifestano nell'incontro con Yeshua. "Yokabe mi ha accompagnato nel mio trasferimento a Milano. È sempre stata con me in questi dieci anni in cui ho lottato per vederne pubblicata la storia", dichiara Giorgio Ponte, autore del romanzo d'esordio Mondadori "Io sto con Marta" che ha venduto quattromila copie cartacee soltanto nel suo primo anno di uscita.

"Ogni essere umano deve fare i conti con se stesso. Sono molte le persone, anche molto amate, che non riescono a percepire l'amore. Ed è proprio quando si sta per perdere tutto che ci si rende conto di quello che si ha, perché chi siamo non si cancella. È successo anche a me. Non esiste vita senza dolore e basta una goccia d'acqua perché una pianta rinasca. La mia fonte? Questa scuola, la cultura e spiritualità ignaziana di cui le Ancelle sono state tramite. E' la speranza che voglio comunicare, perché la vita è bella e degna di essere vissuta sempre e comunque"

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