Targa Florio, compravendita conclusa? L'appello del comitato: "Fare chiarezza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Comitato Pro Targa Madonie esprime preoccupazione per la notizia, tornata a circolare nella seconda metà della settimana scorsa fra gli “addetti ai lavori”, di un’accordo ormai concluso e definitivo fra l’Automobile Club Palermo e l’Automobile Club d’Italia per la vendita a titolo definitivo del marchio “Targa Florio”. Il Comitato Pro Targa Madonie si augura che tale voce sia totalmente priva di fondamento e artatamente diffusa per provocare allarme fra gli appassionati. Che le trattative erano in corso si è appreso nello scorso mese di gennaio, documentate da una delibera pubblicato sul sito dell’Aci. Tale intendimento non è, purtroppo, mai stato smentito dall’Automobile Club d’Italia e anzi in occasioni pubbliche (premiazione dei Campionati Siciliani di Automobilismo lo scorso marzo a Catania), lo stesso Presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani aveva ribadito la ferma intenzione dell’Aci di portare a compimento la compravendita.

Tale atto, però, se veramente dovesse essere definito assume connotati non chiari sul piano amministrativo oltre che opinabile sotto diversi aspetti. Le due parti sono enti pubblici e, come tali, devono rispettare le normative in vigore. La vendita di un bene – peraltro di siffatta valenza pubblica, culturale e sportiva - dev’essere deliberata dall’Assemblea Generale dei Soci dell’AC Palermo (che non risulta essere stata convocata ad oggi con questo argomento all’ordine del giorno). Comitato “Pro Targa Madonie”

Inoltre, la stessa volontà di vendita dovrebbe essere resa nota pubblicamente attraverso un avviso esplorativo finalizzato alla ricerca di manifestazioni di interesse da parte di soggetti terzi. Ciò previa una stima sul reale valore del bene effettuata da un advisor che – per ragioni di opportunità vista la natura e la tipologia del bene – dovrebbe essere selezionato mediante procedure di evidenza pubblica e, sicuramente, non da parte dell’acquirente (come sembra si volesse fare tanto che la delibera dell’Aci era proprio finalizzata all’individuazione di un advisor che determinasse il prezzo). Questo dal punto di vista procedurale. Aspetto non di poco conto e rispetto al quale il Comitato intende avviare le necessarie azioni di tutela. Non meno importante l’aspetto etico, culturale e sociale. La “Targa Florio”, pur essendo di proprietà dell’AC Palermo, è un “bene immateriale” di rilevante importanza ed interesse per tutta la regione. Non per nulla la Regione Siciliana nel 2009 ritenne di inserirlo nel Registro delle Eredità Immateriali rafforzandone la valenza pubblica, culturale e identitaria con un provvedimento a firma dell’allora Assessore ai Beni Culturali del Governo Lombardo, Gaetano Armao oggi Assessore al Bilancio del Governo Musumeci.

Governo sino ad oggi silente, sia per quanto riguarda il Presidente Nello Musumeci, sia per lo stesso Assessore Armao. Il “Comitato Pro-Targa Madonie” ha avviato, nei mesi scorsi, una significativa azione di sensibilizzazione prendendo spunto da quanto consumatosi in occasione della 102a edizione. Per sensibilità istituzionale si sono stoppate le azioni pubbliche durante la campagna elettorale delle ultime amministrative. Oggi, alla luce di quanto si è saputo la settimana scorsa, torna a far sentire la propria voce e intende richiamare l’attenzione dell’esecutivo regionale su questa ventilata o definita vendita sulla quale comunque bisogna fare chiarezza conoscendo obbiettivi e finalità. Ci si appella anche al Presidente dell’Assemblea Regionale On. Gianfranco Miccichè affinché voglia assumere lui iniziative - con tutti i gruppi parlamentari - a tutela della “Targa Florio” ch’è bene della Sicilia e tale deve restare. Nella sua articolazione attuale e con questo radicamento territoriale.

Questo importante Patrimonio della memoria e della dignità della terra madonita e siciliana non può diventare oggetto di “accordi commerciali” di qualsivoglia natura. Il “Comitato Pro-Targa” richiama l’attenzione anche dei Sindaci (fra i quali i neo-eletti) delle città interessate alla storia ed alla tradizione della corsa più antica del mondo che hanno fatto parte o fanno parte dei diversi tracciati dell’edizioni di velocità (grande, medio, e piccolo circuito delle Madonie), e dell’attuale rally. 

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