Reset, "Impegni non rispettati": i sindacati annunciano lo sciopero dei lavoratori

Nel 2014 l'amministrazione comunale ha siglato un accordo che prevedeva lo stanziamento di 38 milioni strutturali nel 2018, più 5 milioni l’anno di contratti di servizio. I sindacati: "I lavoratori sono stanchi di aspettare invano"

I lavoratori della Reset il prossimo 9 novembre incroceranno le braccia. A proclamare lo sciopero in maniera unitaria Monia Caiolo della Filcams Cgil, Mimma Calabrò della Fisascat Cisl, Marianna Flauto della Uiltucs Uil, Alba, Asia e Cisal. Sarà organizzato un sit-in davanti a Palazzo delle Aquile dalle 9 alle 15. Non saranno quindi garantiti i servizi. L'amministrazione comunale non avrebbe rispettato gli impegni presi, da qui la nuova protesta.

Le sigle sindacali ricordano l’accordo siglato con l’amministrazione nel 2014 che prevedeva lo stanziamento di 38 milioni strutturali nel 2018, più 5 milioni l’anno di contratti di servizio che il sindaco si è impegnato a erogare.

“L’azienda – spiegano i sindacati - continua a dichiarare la necessità di riduzione dei costi pena il rischio di chiusura del bilancio in perdita chiedendo ai lavoratori Reset ancora sacrifici come se quelli fatti fino ad ora non bastassero. Fare pagare sempre e soltanto ai lavoratori il prezzo dei tagli è una pratica che non si può più accettare". 

I lavoratori Reset garantiscono al Comune e alla città la gestione di servizi importanti per tutta la collettività, dai cimiteri, al canile municipale, alla piscina, al verde, alla manutenzione anche di edifici di pubblica utilità e tanti altri ancora, oltre a quelli che di volta in volta vengono affidati quali interventi straordinari ed urgenti. 

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Secondo i sindacati “i lavoratori Reset hanno deciso di combattere per avere riconosciuto il loro diritto ad un contratto a tempo pieno che hanno perduto nel passaggio da Gesip a Reset, il diritto ad avere riconosciuto l’inquadramento adeguato alla mansione svolta, ad avere applicato nel suo complesso il contratto collettivo applicato senza subire ancora ingiustizie e discriminazioni anche rispetto ai colleghi delle altre partecipate. Per questo si chiede all’amministrazione comunale di mantenere gli impegni assunti attraverso gli accordi e durante gli ultimi incontri con il sindaco. Oggi i lavoratori stanchi di aspettare invano, hanno deciso di scendere in piazza. Scioperare è un diritto sacrosanto e nessuno può impedire ai lavoratori di partecipare. È altresì vietato l’esercizio di indagine sulla adesione allo sciopero. I lavoratori Reset hanno ancora la forza di combattere per i loro diritti e non si arrenderanno fino a quando non verrà loro riconosciuto ciò che gli spetta di diritto”. Il sindaco Leoluca Orlando ha convocato intanto i sindacati per il prossimo 15 novembre.
 

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