Reset, ultimatum dei sindacati: "Situazione intollerabile"

La Uiltucs: "Forti preoccupazioni per la riduzione delle convenzioni, definire accordo aziendale per garantire il tempo pieno a tutti"

Un incontro urgente chiesto all’amministrazione per discutere dei tanti nodi irrisolti della Reset. Lo chiedono i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Asia-Uiltrasporti e Cisal. "La situazione dei lavoratori Reset è ormai diventata intollerabile - dice Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia - alle proteste degli ultimi mesi si aggiungono le forti preoccupazioni per la riduzione della convenzione rispetto all'importo dell'anno scorso, importo che dovrebbe essere integrato dalla sottoscrizione di contratti di servizi con le partecipate, cosa che non ci convince e che rappresenta l'ennesimo raggiro agli impegni assunti con gli accordi del 2014 e successivi sottoscritti con l'amministrazione comunale.

I lavoratori della Reset rimangono appesi a un filo sempre in attesa che questi contratti vengano firmati. Noi ribadiamo la necessità che vengano stanziate risorse strutturali che possano dare certezza anche per portare avanti il progetto aziendale di riorganizzazione del lavoro, che possa garantire la messa a regime anche degli inquadramenti e potere concretizzare la definizione di un accordo aziendale, che garantisca anche  la trasformazione a tempo pieno per tutti i lavoratori".

I sindacati ricordano quindi che "l'insostenibilità delle condizioni non possono, da parte delle scriventi, che confermare lo stato di agitazione già avviato con la precedente nota del 13 novembre scorso, non escludendo, in caso della mancata convocazione richiesta, possibili azioni di protesta”.

A destare maggiore preoccupazione, rispetto a quella sempre manifestata, la notizia appresa ufficiosamente in questi giorni, secondo la quale, si sarebbe proceduto alla stipula del Contratto di servizi per il 2019 per un importo totale assolutamente insufficiente rispetto alla reale necessità di liquidità per far fronte agli impegni assunti. “Preoccupa, e non convince affatto – dicono -, che eventuali differenze economiche possano essere recuperate con servizi richiesti da altre partecipate del Comune di Palermo, tenuto conto che l’esperienza sinora vissuta ha dimostrato l’esatto contrario”.

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