Reddito di cittadinanza, provincia di Palermo sul podio nazionale: accolte 26.204 istanze

Palermo è terza per domande presentate, dietro Napoli e Roma: 33.138 le richieste totali, l'Inps ne ha bocciate 6.699. Le restanti 235 istanze sono in evidenza, perché "è necessaria un'ulteriore attività istruttoria". Oltre il 70% degli assegni supera i 300 euro

La provincia di Palermo è al terzo posto in Italia per richieste di reddito di cittadinanza accolte. E' quanto si evince dai dati ufficiali diffusi dall'Inps, relativi a marzo. Delle 33.138 domande presentate, l'istituto di previdenza ne ha avallate 26.204 e ne ha bocciate 6.699. Le restanti 235 istanze sono in evidenza perché, spiega l'Inps, "è necessaria un’ulteriore attività istruttoria".

Le cifre rese note dall'Inps collocano la provincia palermitana sul podio a livello nazionale dietro Napoli e Roma. Ci sono intere regioni - come Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta - che hanno meno aventi diritto della sola provincia di Palermo. In Sicilia sono complessivamente 87.775 le domande accolte su 112.714 presentate. L'Isola, assieme alla Campania (26.772), è la regione con il maggior numero di domande respinte: 24.145. Segue la Lombardia con 19.756 richieste bocciate.

Commentando i primi numeri sull'accoglimento delle domande per il reddito di cittadinanza, Consulta dei Caf mette in evidenza un punto in particolare: "I dati sono al di sotto delle stime del governo - dichiara il coordinatore Massimo Bagnoli -. Non credo che si arriverà ad 1 milione e 300 mila famiglie beneficiarie in tutta Italia, calcolando altre 80-100 mila domande che arriveranno ad aprile. Forse la realtà stimata dall'esecutivo è diversa dalla realtà: c'è una povertà non adeguatamente intercettata e valutata, probabilmente sopravvalutata". Secondo Bagnoli "il 95% dei richiedenti non sa nulla" sulla misura, ma va a chiedere i "780 euro dei titoli di giornale".  

Oltre il 70% degli assegni, comunica l'Inps, supera i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro.

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